Per ascoltare l’audio di oggi, 14 agosto 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/220 (2172)
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Si torna a crescere, ma al di sotto della media. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
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Siamo a 167 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
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Le notizie
Genocidio a Gaza

Israele ha ripreso la politica di assassinii mirati nella Striscia di Gaza, meno di 10 giorni dopo aver stabilito che qualsiasi operazione di questo tipo richiedesse l’approvazione del Capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir. Quella mossa, compiuta sotto pressione USA, era intesa a facilitare l’attuazione della tabella di marcia per la prossima fase dell’accordo di cessate il fuoco, ma getta dubbi sul futuro del piano Trump per Gaza.
Ieri, il ministero dell’Interno e della Sicurezza Nazionale della Striscia di Gaza ha denunciato l’assassinio del capo della polizia di Gaza City, Jamal Abu Kamil, in un raid aereo israeliano che ha colpito il suo veicolo in via Rashid, a sud-ovest di Gaza City.
Questa escalation rispecchia la politica di Israele e la sua volontà di perpetuare la guerra di genocidio, aggravare la catastrofe umanitaria nella Striscia e farla precipitare nel caos.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Il prof. Eugenio Mazzarella dell’università di Napoli ha lanciato un appello sulle pagine di avvenire.it. Moltissime le adesioni del mondo accademico, della cultura e dell’arte, oltre a politici di peso, come Bersani.
per leggere l’appello e aderire mailto:segr.direttore@avvenire.it
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori. Ieri è stato il 50esimo anniversario di quel massacro durante il quale in una sola notte sono stati assassinati, con una pallottola alla nuca, 3.000 uomini.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
50 anni dal massacro di Tall Al-Zaatar
Il 12 agosto, è stato il cinquantesimo anniversario del massacro di Tall el-Zaatar, campo profughi palestinesi in mezzo alla Beirut maronita dominata dalle Kataeb, le Falangi fasciste libanesi.
Dopo 6 mesi di attacchi delle milizie fasciste maronite e 52 giorni di assedio totale, con la popolazione senza cibo e soprattutto senza acqua, l’OLP ha raggiunto un accordo per la resa e la salvaguardia di tutti, con la mediazione siriana, il nuovo padrone allora del Libano. L’accordo prevedeva l’evacuazione della popolazione civile e la resa dei combattenti. Quella notte, il 12 agosto 1976, sono stati uccisi a tradimento 3.000 uomini, una delle più atroci carneficine nella storia palestinese, avvenuta in una sola notte. Un nostro articolo di qualche anno fa
La storia del poster di Viviano Domenici sulle scale del CdS
Cisgiordania
Ieri, giovedì, decine di soldati israeliani hanno fatto irruzione nella città di Qusra, a sud di Nablus, costringendo all’evacuazione i residenti palestinesi delle case assediate dai coloni. Questo avviene nel contesto di una vasta campagna di arresti che ha preso di mira decine di palestinesi e di un raid da parte di decine di coloni.
La tensione è altissima a Qusra dopo che i coloni hanno stabilito un avamposto e continuato ad assediare tre famiglie palestinesi nelle loro case. Il sindaco della città, Abdul-Azim Wadi, ha dichiarato ad Al Jazeera che l’esercito israeliano ha isolato il villaggio e imposto il coprifuoco, con decine di soldati schierati all’interno e intorno ad esso.
Ha aggiunto che le famiglie palestinesi rimangono intrappolate nella zona di Ras al-Ain e che il comune non è in grado di raggiungerle o di fornire loro servizi essenziali come acqua, elettricità, medicine e cibo.
L’assedio delle case è iniziato domenica scorsa, quando alcuni coloni hanno eretto una tenda vicino a diverse abitazioni della città, tra cui quella di un palestinese che possiede anche la cittadinanza statunitense. Secondo i residenti, tale assedio da parte dei coloni ebrei israeliani ha impedito l’arrivo dei rifornimenti nella zona.
L’esercito israeliano ha preso in ostaggio 38 palestinesi nella sola giornata di ieri.
Colonizzazione ebraica selvaggia
Apartheid e deportazione. Questa è la politica israeliana di colonizzazione selvaggia della Cisgiordania. Ecco un elenco di alcune delle azioni violente di ieri:
- All’alba di ieri, nella zona di Jabal al-Qarn ad al-Minya, a est di Betlemme, alcuni coloni hanno attaccato una casa e una fattoria. Hanno rubato più di 100 pecore e un veicolo, sradicato oltre 100 ulivi, vandalizzato un altro veicolo, danneggiato la casa e il suo contenuto, distrutto l’impianto solare e tagliato la conduttura dell’acqua.
- Nella zona orientale di Jenin, i coloni hanno ricostruito l’insediamento di Ganim su terreni di proprietà palestinese, 21 anni dopo la sua evacuazione avvenuta nell’ambito del piano di disimpegno del 2005. Le forze di occupazione israeliane hanno chiuso gli accessi e le strade laterali per proteggere coloro che partecipavano alla ricostruzione.
- Ad al-Nazla al-Sharqiya, a nord di Tulkarm, i coloni hanno iniziato a costruire un nuovo avamposto dopo aver spianato il terreno con i bulldozer, asfaltato strade, posato linee elettriche e portato nella zona circa 20 case prefabbricate (caravan).
- I coloni hanno preso d’assalto il complesso della moschea di Al-Aqsa sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane. Decine di loro, guidati dall’estremista Yehuda Glick, hanno compiuto rituali talmudici nel cortile orientale di fronte alla Cupola della Roccia.
- A Burqa, a est di Ramallah, i coloni, sotto la protezione dell’esercito israeliano, si sono impossessati di un trattore appartenente al consiglio del villaggio e utilizzato per la raccolta dei rifiuti.
- I coloni hanno fatto irruzione a Khirbet Samra, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, aggirandosi tra le tende degli abitanti e seminando il panico tra donne e bambini. La zona è stata oggetto di attacchi e incursioni quotidiane, costringendo due famiglie ad abbandonarla.
- Nella città di Taybeh, a nord-est di Ramallah, i coloni hanno smantellato una recinzione metallica che circondava terreni agricoli e rubato materiale da costruzione da una fabbrica di cemento. Hanno anche fatto pascolare le loro pecore su terreni agricoli palestinesi.
USA/IRAN
Una nave degli Emirati è stata colpita ieri nel golfo dell’Oman, provocando un incendio. L’attacco non è stato rivendicato, ma chiaramente gli autori sono appartenenti alle guardie Rivoluzionario iraniane. Gli Stati uniti hanno annunciato di aver attaccato una nave commerciale che ha tentato di entrare nel Golfo arabo-persico per raggiungere un porto iraniano.
Esponenti politici e militari iraniani hanno ripetutamente ribadito il controllo di Teheran sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, rispondendo alle affermazioni di Trump di “controllo completo” su questa strategica via d’acqua.
Il neo-nominato comandante della milizia Basij, Hossein Taeb, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è “sotto il controllo e l’amministrazione dell’Iran”. L’agenzia di stampa Fars ha citato Taeb, il quale ha affermato che gli Stati Uniti hanno cercato di minare i rapporti dell’Iran nella regione lanciando una nuova guerra nello Stretto di Hormuz, ma “hanno subito un’altra sconfitta”, nonostante le loro affermazioni sulla presunta mancanza di potenza aerea e navale dell’Iran.
Ha aggiunto che “lo Stretto di Hormuz è sotto l’amministrazione e il controllo della Repubblica Islamica”, sottolineando che l’Iran continua il suo progresso “in completa sicurezza”. Propaganda per fini interni.
Anche da Washington non mancano le dichiarazioni guerrafondaie. Ben 5 esponenti dell’amministrazione Trump hanno fatto dichiarato sull’Iran, annunciando misure ristrettive e imminenti attacchi.
Membri democratici del Congresso degli Stati Uniti hanno chiesto chiarimenti sulle condizioni a bordo della portaerei USS Abraham Lincoln, in seguito a segnalazioni di carenza di cibo, problemi idraulici e crisi di salute mentale tra i membri dell’equipaggio durante la sua missione più lunga della storia. Nel frattempo, il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, ha riportato che gli Stati Uniti si stanno preparando a inviare la portaerei USS George Washington in Medio Oriente per sostituire la USS Abraham Lincoln.
Arabia Saudita
Dopo il Patto della Mecca, con Turchia e Pakistan, Riad ha annunciato la nascita dell’alleanza di difesa nel Mar Rosso, con la partecipazione di 39 nazioni. Questa alleanza di forze marittime avrà il compito di contrastare le azioni delle milizie Houthi yemenite, che minacciano la navigazione nel mar Rosso e annunciato un blocco dei porti sauditi. Nei giorni scorsi, due navi sono state colpite da droni marittimi, causando l’affondamento di una di esse.
In questo contesto, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha incontrato giovedì il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, l’ammiraglio Brad Cooper.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 30 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi venerdì 14 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: clicca per leggere i nominativi!
Solidarietà/Al-Najdah
Siamo a 167 bambini e bambine di Gaza adottati a distanza tramite il progetto di ACM e Anbamed, Ore Felici per i bambini di Gaza. Sono in arrivo altre richieste di informazioni.
Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia.
BUONA ESTATE!
Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 167. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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