Per ascoltare l’audio di oggi, 15 agosto 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/221 (2173)

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Causale: Donazione per Anbamed

A luglio, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 570,00 € (+250,00 €) rispetto al precedente mese di giugno).

Si torna a crescere, ma al di sotto della media. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.600,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 300,00 € per il libro “Strega!”.

Siamo a 167 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Israele non mette fine ai bombardamenti su Gaza, malgrado gli annunci. Ieri, aerei da guerra israeliani hanno lanciato un raid sul quartiere di Al-Amal, a ovest di Khan Younis.

Fonti degli ospedali di Gaza: Due martiri e diversi feriti nei raid aerei israeliani su Gaza City e Khan Younis.

Mezzaluna Rossa Palestinese: Abbiamo recuperato il corpo di un civile ucciso e trasportato diversi feriti in seguito a un bombardamento israeliano che ha colpito un veicolo a Gaza.

Un incendio è scoppiato in un capannone nella zona di Juhr ad-Dik, a nord-est del campo profughi di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale, a seguito di un bombardamento di artiglieria israeliano.

L’esercito israeliano ha effettuato un’operazione di demolizione a Rafah.

Cecchini israeliani hanno aperto il fuoco verso le zone orientali di Khan Younis.

L’artiglieria israeliana ha bombardato la parte orientale del quartiere di Zeitoun, a est di Gaza City.

Tre pescatori sono rimasti feriti quando navi da guerra e droni israeliani hanno aperto il fuoco contro un peschereccio a ovest di Gaza City. L’Unione dei Comitati dei Pescatori ha riferito che i feriti sono stati trasportati in ospedale per le cure, sottolineando che l’attacco si inserisce in una serie di continue violazioni che prendono di mira i pescatori, privandoli del lavoro e del sostentamento.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”

Il prof. Eugenio Mazzarella dell’università di Napoli ha lanciato un appello sulle pagine di avvenire.it. Moltissime le adesioni del mondo accademico, della cultura e dell’arte, oltre a politici di peso, come Bersani.

per leggere l’appello e aderire   mailto:segr.direttore@avvenire.it

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori. Ieri è stato il 50esimo anniversario di quel massacro durante il quale in una sola notte sono stati assassinati, con una pallottola alla nuca, 3.000 uomini.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto!

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

50 anni dal massacro di Tall Al-Zaatar

Il 12 agosto, è stato il cinquantesimo anniversario del massacro di Tall el-Zaatar, campo profughi palestinesi in mezzo alla Beirut maronita dominata dalle Kataeb, le Falangi fasciste libanesi.

Dopo 6 mesi di attacchi delle milizie fasciste maronite e 52 giorni di assedio totale, con la popolazione senza cibo e soprattutto senza acqua, l’OLP ha raggiunto un accordo per la resa e la salvaguardia di tutti, con la mediazione siriana, il nuovo padrone allora del Libano. L’accordo prevedeva l’evacuazione della popolazione civile e la resa dei combattenti. Quella notte, il 12 agosto 1976, sono stati uccisi a tradimento 3.000 uomini, una delle più atroci carneficine nella storia palestinese, avvenuta in una sola notte. Un nostro articolo di qualche anno fa

La storia del poster di Viviano Domenici sulle scale del CdS

Cisgiordania

La violenza dei coloni sta aumentando in diverse aree della Cisgiordania occupata, in particolare nella città di Qusra, a sud-est di Nablus, dove tre famiglie palestinesi sono sotto assedio da sei giorni. Questo avviene in un contesto di crescente pressione da parte degli Stati Uniti sul governo di Benjamin Netanyahu affinché prenda una posizione pubblica contro la violenza dei coloni. Ma il criminale di guerra denunciato ha ordinato alle famiglie native di evacuare le case e ha protetto i coloni aggressori.

Ieri, venerdì, il ministro della guerra israeliano, Katz, ha annunciato il trasferimento dei poteri di ordine pubblico negli insediamenti in Cisgiordania alla polizia israeliana, guidata dall’estremista ministro della Sicurezza Nazionale, Ben-Gvir. Questa mossa è stata accolta con condanna dall’ANP che l’ha interpretata come una dichiarazione di annessione di terre palestinesi e un consolidamento del controllo militare israeliano su di esse.

Secondo la Mezzaluna Rossa Palestinese, due palestinesi sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco ieri sera durante un attacco dei coloni nella zona di al-Adisa a Sa’ir, a nord di Hebron.

Un bambino palestinese è stato inoltre ferito da colpi d’arma da fuoco dell’esercito israeliano durante un raid nella città di Beit Fajjar, a sud di Betlemme, mentre le forze israeliane hanno attaccato un raduno di agricoltori nella vicina città di Battir.

Le forze di occupazione israeliane hanno bloccato gli accessi alla città di Hizma, nel distretto di Gerusalemme, lanciando contemporaneamente granate e gas lacrimogeni contro i veicoli. Nel frattempo, il governatorato di Gerusalemme ha segnalato che i coloni avevano vandalizzato e contaminato un pozzo d’acqua nella comunità beduina di Bir al-Maskub, a est di Gerusalemme.

Colonizzazione ebraica selvaggia

Venerdì, decine di attivisti palestinesi, internazionali e israeliani hanno tentato di rompere l’assedio della città di Qusra e di portare acqua, cibo e medicine alle famiglie assediate, ma l’esercito di occupazione israeliano ha impedito loro di raggiungere le case.

Gli attivisti hanno raggiunto la zona di Ras al-Ain, alla periferia di Qusra, a sud di Nablus, dove gruppi di coloni assediano tre case dalla scorsa domenica. Tuttavia, le forze di occupazione li hanno fermati, sostenendo che l’area fosse una zona militare chiusa.

Dal 9 agosto, i coloni hanno bloccato gli ingressi delle case e eretto una tenda tra di esse, dopo aver interrotto la fornitura di acqua ed elettricità, assediando di fatto tre famiglie composte da circa 15 palestinesi, tra cui due bambini, secondo l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.

L’Ufficio delle Nazioni Unite ha affermato che le forze israeliane erano presenti sul posto e non sono intervenute per porre fine all’assedio. Al contrario, hanno impedito a medici, attivisti e giornalisti di raggiungere le famiglie. Mercoledì, i soldati avevano smantellato una tenda dei coloni, ma questi sono rimasti nei pressi delle case il giorno successivo e hanno rimontato la tenda venerdì. L’esercito ha dato ordine alle famiglie di evacuare le loro case.

Qusra rappresenta un ostacolo strategico al piano israeliano di stabilire una cintura di insediamenti trasversale che colleghi la pianura costiera con il cuore della Cisgiordania, arrivando fino alla Valle del Giordano.

USA/IRAN

Trump ne ha sparato un’altra delle sue: Lo Stretto di Hormuz è acqua territoriale statunitense.

Mentre la tregua di 60 giorni, prevista dal memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti volge al termine, funzionari di entrambi i Paesi hanno confermato che non vi sono sviluppi riguardo alla ripresa dei negoziati. Il Ministero degli Esteri iraniano ha risposto all’intenzione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di dichiarare lo Stretto di Hormuz territorio USA, affermando che lo stretto è e rimarrà iraniano.

Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che il Memorandum d’intesa di Islamabad aveva lo scopo di “porre fine alla guerra”, negando l’esistenza di un accordo di cessate il fuoco che ne giustificherebbe una proroga.

L’agenzia di stampa IRNA ha citato Araqchi, il quale ha affermato che il periodo di 60 giorni specificato nel memorandum d’intesa era destinato ai negoziati, non a un cessate il fuoco. Ha osservato che Qatar e Pakistan stanno facilitando lo scambio di messaggi tra le parti, ma ciò non implica l’esistenza di negoziati.

Il ministro ha sottolineato che non è stata ancora presa alcuna decisione in merito alla ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti.

Trattative Oman-Iran

Le trattative tra Muscate e Teheran sono ferme a causa delle interferenze USA. Potevano essere la chiave di volta per una soluzione al contenzioso sullo Stretto di Hormuz, ma sembra che non ci siano ancora le condizioni. Da tempo, le parti annunciavano che l’accordo sarebbe imminente, ma finora il nodo centrale non è stato risolto. È salvo il principio della sovranità di ciascun paese sul tratto di acque territoriali che lo riguardano, ma non c’è ancora chiarezza sul coordinamento del controllo. La proposta iraniana è stata quella di creare un corridoio centrale di libera navigazione, ma ha condizionato la sua apertura alla fine della guerra USA, dell’embargo ai porti iraniani e dell’applicazione dei punti previsti nel memorandum d’intesa. Le forze navali iraniane avevano minato la zona orientale dello Stretto e ha colpito le navi che tentavano di passare nella parte occidentale sulla costa dell’Oman, senza il coordinamento con Teheran.

La chiusura dello Stretto ha creato problemi all’economia mondiale, bloccando da una parte l’esportazione di petrolio e fertilizzanti e, dall’altra, le importazioni di derrate alimentari.

Afghanistan

Sono passati 5 anni dal dominio dei Talibani sull’Afghanistan, dopo la disastrosa fuga delle truppe USA e Nato dal paese. L’isolamento internazionale del paese sta piano piano diradando, per la volontà dei paesi ex occupanti di rimandare a casa i rifugiati.

La situazione economica è drammatica, anche a causa delle tensioni ai confini con Pakistan e Iran e la cacciata di migliaia di profughi verso il loro paese. 

Il potere dei Talibani si basa sulla discriminazione femminile. Niente scuola e niente lavoro.

Si è svolta online, il 12 agosto, una conferenza stampa organizzata dal CISDA (Coordinamento italiano di sostegno donne afghane) e con la partecipazione di rappresentati del RAWA (Associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan)

Vi segnaliamo i seguenti link:

– Registrazione originale dell’incontro QUI

– Dossier I diritti negati delle donne afghane, aggiornato a dicembre 2025 nel quale trovate una serie di approfondimenti che possono essere utili nonché alcuni racconti di donne afghane tratti dal libro di Cristiana Cella “Attraversare la notte”: qui in .pdf

– I progetti sostenuti da CISDA: a questo link potete trovare tutti i progetti sostenuti da CISDA in collaborazione con RAWA e le altre realtà afghane con le quali CISDA lavora: qui

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e tre mesi dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi sabato 15 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!

Solidarietà/Al-Najdah

Siamo a 167 bambini e bambine di Gaza adottati a distanza tramite il progetto di ACM e Anbamed, Ore Felici per i bambini di Gaza. Sono in arrivo altre richieste di informazioni.

Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia.

BUONA ESTATE!

Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com

Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed

guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.

L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.

La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 167. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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