Per ascoltare l’audio di oggi, 16 agosto 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/222 (2174)

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Causale: Donazione per Anbamed

A luglio, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 570,00 € (+250,00 €) rispetto al precedente mese di giugno).

Si torna a crescere, ma al di sotto della media. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.600,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 300,00 € per il libro “Strega!”.

Siamo a 167 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Uno stillicidio quotidiano. Ieri, sabato, un giovane palestinese è stato ucciso e altri nove sono rimasti feriti in una serie di violazioni israeliane dell’accordo del 10 ottobre 2025. Da quella data non è passato un solo giorno senza che Israele uccide almeno un palestinese. fino a ieri, il numero delle vittime uccise dal fuoco israeliano è stato di 1.262.

Una fonte medica dell’ospedale Al-Awda ha riferito che un giovane è stato ucciso dal fuoco dell’esercito israeliano a nord-est del campo profughi di Nuseirat.

A Deir al-Balah, una fonte medica dell’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa ha confermato che tre palestinesi, uno dei quali gravemente ferito, sono rimasti feriti in un attacco di droni contro una motocicletta in via Salah al-Din.

Un nostro contatto a Khan Younis ci ha riferito che bombardamenti di artiglieria israeliani e intensi colpi di arma da fuoco sparati da elicotteri israeliani hanno colpito il centro della città: due civili sono rimasti feriti. Un terzo è stato ferito dal fuoco israeliano nella zona di Al-Mawasi.

Due persone sono rimaste ferite a Gaza City da colpi di mitragliatrice sparati da un veicolo montato su una gru a est del quartiere di Zeitoun, e una ragazza è stata ferita dal fuoco israeliano nella zona di Asqoula.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Situazione umanitaria

il Ministero della Salute palestinese ha lanciato l’allarme sul rischio di un’interruzione totale delle forniture di ossigeno agli ospedali della Striscia di Gaza, a causa dell’esaurimento della capacità operativa degli impianti di ossigeno rimanenti, del peggioramento dei frequenti guasti e dell’impossibilità per le squadre di manutenzione di ripararli per mancanza dei pezzi di ricambio necessari. Il Ministero ha avvertito della imminente chiusura totale delle stazioni di ossigeno, spiegando che solo 12 delle 34 stazioni sono ancora operative, e per di più in condizioni tecniche difficili e con risorse estremamente limitate.

Da Gaza City, il direttore del complesso medico Al-Shifa, il dottor Muhammad Abu Salmiya, ha avvertito che la crisi dell’ossigeno rappresenta una nuova difficoltà che si aggiunge alle precedenti che affliggono il settore sanitario, sottolineando che gli ospedali non solo devono affrontare la carenza di medicinali e forniture mediche, ma faticano anche a garantire ossigeno ai pazienti. Ha anche avvertito che la continua interruzione delle stazioni di ossigeno minaccia la vita dei pazienti più vulnerabili, tra cui i neonati prematuri nelle incubatrici, i pazienti in terapia intensiva, i pazienti dipendenti da ventilatori, nonché i pazienti in sala operatoria e nei reparti di pronto soccorso.

Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”

Piovono adesioni a migliaia all’appello del prof. Eugenio Mazzarella dell’università di Napoli, lanciato sulle pagine di avvenire.it. Adesioni di moltissime persone comuni e di nomi importanti del mondo accademico, della cultura e dell’arte, oltre a politici di peso, come Bersani, Schlein e Conte.

Qualche difensore del genocidio ha avanzato qualche perplessità: “perché non ai bambini sudanesi, ai cristiani della Nigeria, ai bambini ucraini…”

Il direttore del quotidiano, Marco Girardo, ha risposto nel merito, pacatamente e mettendoli all’angolo. Marco Girardo ha risposto alle perplessità e alle critiche sull’appello per il Nobel ai bambini di Gaza spiegando che la proposta non esclude le altre vittime ma accende un faro sul simbolo massimo dell’infanzia ferita, invitando a non voltarsi dall’altra parte di fronte a una tragedia immane.

per leggere l’appello e aderire  mailto:petizione.gaza@avvenire.it

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori. Il12 agosto è stato il 50esimo anniversario di quel massacro durante il quale in una sola notte sono stati assassinati, con una pallottola alla nuca, 3.000 uomini.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto!

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

50 anni dal massacro di Tall Al-Zaatar

Il 12 agosto, è stato il cinquantesimo anniversario del massacro di Tall el-Zaatar, campo profughi palestinesi in mezzo alla Beirut maronita dominata dalle Kataeb, le Falangi fasciste libanesi.

Dopo 6 mesi di attacchi delle milizie fasciste maronite e 52 giorni di assedio totale, con la popolazione senza cibo e soprattutto senza acqua, l’OLP ha raggiunto un accordo per la resa e la salvaguardia di tutti, con la mediazione siriana, il nuovo padrone allora del Libano. L’accordo prevedeva l’evacuazione della popolazione civile e la resa dei combattenti. Quella notte, il 12 agosto 1976, sono stati uccisi a tradimento 3.000 uomini, una delle più atroci carneficine nella storia palestinese, avvenuta in una sola notte. Un nostro articolo di qualche anno fa

La storia del poster di Viviano Domenici sulle scale del CdS

Articolo ripreso da Orient21

Giornalisti nel mirino

Dopo quasi due anni di ricerche e di attesa per avere notizie del suo rilascio, la famiglia del giornalista palestinese Ihab Muhammad Abdul Qader Diab ha ricevuto un annuncio israeliano della sua morte avvenuta durante la detenzione. La famiglia non sapeva dove si trovasse e in che condizioni si trovasse sin dal suo arresto nella Striscia di Gaza.

La Commissione palestinese per gli affari dei detenuti ed ex detenuti ha comunicato di aver ricevuto una risposta dal Servizio penitenziario israeliano che confermava la morte di Diab (36 anni), rapito dalle forze israeliane il 12 dicembre 2023 a Gaza.

Abdel Halim, fratello di Ihab Diab, ha dichiarato che suo fratello è stato arrestato mentre lavorava come giornalista e portava con sé una macchina fotografica. Ha sottolineato che Ihab non aveva patologie pregresse o problemi di salute al momento dell’arresto. Ha chiesto un’indagine indipendente per far luce su ciò che Ihab ha subito dal momento dell’arresto fino alla sua morte e sulle circostanze che hanno portato al suo decesso in detenzione.

Ha spiegato che la famiglia ha cercato, durante tutto il periodo della sua scomparsa, di ottenere informazioni su di lui, contattando organizzazioni internazionali e il Comitato Internazionale della Croce Rossa, ma non ha ricevuto alcuna informazione chiara sulla sua detenzione, sul suo stato di salute o su cosa gli fosse accaduto.

Abdel Halim ha continuato: “Speravamo che mio fratello venisse rilasciato dalle prigioni dell’occupazione e siamo rimasti sconvolti nell’apprendere che le autorità di occupazione detenevano il corpo di mio fratello”.

Ha ribadito che Ihab “lavorava come giornalista e aveva con sé la sua macchina fotografica quando è stato arrestato”, aggiungendo: “Tutto ciò che faceva era portare con sé una macchina fotografica per documentare i crimini dell’occupazione”. Ha quindi invitato le organizzazioni internazionali e per i diritti umani a esercitare pressioni per far luce sulle circostanze della sua morte e constatare le tracce di torture e sevizie sul suo corpo e per ottenere la restituzione della salma alla famiglia per la sepoltura.

Libano

Ieri, sabato, Israele ha intensificato i raid nel Libano meridionale, uccidendo 11 persone e ferendone altre 19 nelle città di Ansar e Deir Zahrani, tra cui un’intera famiglia di sette persone.

Il Ministero della Salute libanese ha confermato che 11 persone, tra cui un’intera famiglia, sono rimaste uccise e altre 19 ferite in due raid aerei israeliani sulle città di Ansar e Deir Zahrani.

L’Agenzia Nazionale di Stampa Libanese ha riferito che il raid aereo su Ansar, che ha ucciso una famiglia di sette persone, tra cui tre bambini e due donne, è stato il primo a colpire quest’area dall’entrata in vigore del cessate il fuoco due mesi fa.

Un nostro contatto in zona ha riferito che aerei da guerra israeliani hanno lanciato tre raid aerei dall’alba di sabato, prendendo di mira i dintorni di Nabatieh al-Fawqa e la periferia di Ansar.

Media libanesi hanno inoltre riferito che le forze israeliane hanno demolito alcune case a Bint Jbeil nell’ambito delle loro continue violazioni, che mirano a eliminare ciò che resta delle infrastrutture nella città e in diversi villaggi limitrofi.

Le forze israeliane hanno aperto il fuoco con mitragliatrici pesanti contro le case adiacenti alla strada Quunin-Saf al-Hawa. Aerei da guerra israeliani hanno bombardato il quartiere di al-Mashaa nella città di al-Mansouri poco prima della mezzanotte.

Cisgiordania

La violenza terroristica ebraica è aumentata in diverse zone della Cisgiordania, con attacchi dei coloni contro la popolazione palestinese. I coloni hanno attaccato le case nel villaggio di Al-Mughayyir, nel distretto di Ramallah. Le forze di occupazione israeliane hanno aggredito la popolazione durante i raid nelle case del villaggio e hanno sparato proiettili veri contro i palestinesi che si opponevano con il lancio di pietre all’assalto dei coloni.

Sempre nel distretto di Ramallah, i coloni hanno preso d’assalto l’area circostante le case palestinesi nella città di Sinjil e hanno attaccato veicoli palestinesi tra i villaggi di Al-Mughayyir e Abu Falah. Altri gruppi di coloni armati hanno effettuato “tour provocatori” nei villaggi di Makhoul e Samra, nella parte settentrionale della Valle del Giordano.

A Nablus, le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nella città di Beita, a sud della città.

A Masafer Yatta, a sud di Hebron, la Mezzaluna Rossa Palestinese ha segnalato il ferimento di due donne e un giovane in attacchi compiuti dai coloni nel villaggio di Umm al-Khair.

Colonizzazione ebraica selvaggia

Le Nazioni Unite hanno avvertito che la violenza dei coloni in Cisgiordania ha raggiunto livelli senza precedenti, affermando di aver documentato, dall’inizio del 2026, oltre 1.430 attacchi contro circa 260 comunità palestinesi, che, insieme a demolizioni e deportazioni, hanno contribuito alla cacciata di circa 3.800 palestinesi, quasi la metà dei quali bambini, dalle loro case e comunità.

Per il settimo giorno consecutivo, le forze di occupazione israeliane continuano a imporre l’assedio alla città di Qusra, a sud di Nablus, e hanno trasformato l’area di Jabal al-Ain in una zona militare chiusa. Ciò coincide con la creazione di un avamposto da parte dei coloni vicino alle case delle famiglie Hassan e Abu Rida.

Yemen

Ieri, sabato, l’artiglieria e i droni delle forze armate yemenite hanno preso di mira posizioni e gruppi affiliati ad Ansar Allah (gli Houthi) a ovest della provincia di Maarib, dopo che il gruppo aveva attaccato quartieri residenziali della città con missili balistici. L’esercito inoltre ha colpito le posizioni delle milizie a Taiz, nel sud-ovest del paese.

Il direttore del porto di Mocha, Abdul Malik al-Sharabi, ha annunciato la sospensione delle attività marittime e commerciali del porto, situato nel governatorato di Taiz, nel sud-ovest dello Yemen, a causa dei ripetuti attacchi lanciati dagli Houthi negli ultimi giorni. Ha stimato le perdite materiali dirette in circa 16 milioni di dollari.

“I bombardamenti hanno provocato la morte di sette persone”, ha affermato. Inoltre ha aggiunto che “il porto è stato colpito da oltre 25 missili, che hanno danneggiato sei imbarcazioni in legno e una draga impegnata nel progetto di ampliamento del porto. La chiusura del porto ha comportato la perdita di circa 1.300 posti di lavoro”.

Migranti

Centinaia di migranti hanno risposto al tam tam sui social che invitava per il 15 di agosto a entrare in massa nell’exclave di Ceuta, come accaduto il 30 e il 31 luglio scorsi. La polizia marocchina questa volta era presente in maniera massiccia e ha respinto tutti. Per disperderli sono state usate anche cariche della polizia e gas lacrimogeni, con alcuni momenti di grande tensione e di scontri. Decine di migranti di origine subsahariana sono stati fermati.

Le relazioni tra Spagna e Marocco rimangono tese. Il Marocco ha infatti espulso i reporter spagnoli dell’agenzia di stampa Efe e dell’emittente pubblica Tve che si trovavano nella città di Fnideq per seguire la vicenda.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e un giorno dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 16 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!

Solidarietà/Al-Najdah

Siamo a 167 bambini e bambine di Gaza adottati a distanza tramite il progetto di ACM e Anbamed, Ore Felici per i bambini di Gaza. Sono in arrivo altre richieste di informazioni.

Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia.

BUONA ESTATE!

Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com

Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed

guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.

L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.

La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 167. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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Grazie per l’ascolto e a domani.

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