Per ascoltare l’audio di oggi, 20 agosto 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/226 (2178)
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Si torna a crescere, ma al di sotto della media. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.600,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 300,00 € per il libro “Strega!”.
Siamo a 167 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Dieci palestinesi sono stati uccisi e altri feriti, ieri mercoledì, in attacchi aerei israeliani su Gaza City e sul campo profughi di Nuseirat.
La direzione della municipalità di Gaza ha affermato che un attacco aereo ha preso di mira il quartier generale della polizia municipale di Gaza City, causando morti e feriti.
Una fonte dell’ospedale Al-Awda ha anche riferito della morte di un palestinese in un attacco aereo israeliano che ha colpito una motocicletta nel campo profughi di Nuseirat.
Il Ministero della Salute palestinese di Gaza ha annunciato che, il giorno prima martedì, sette palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi e diversi altri feriti in un attacco aereo israeliano che ha colpito l’area portuale di Gaza City, riportando le vittime dell’invasione israeliana a 17 in 24 ore.
Secondo le ultime statistiche del Ministero della Salute di Gaza, le violazioni israeliane dell’accordo di Sharm Sheik, in vigore dall’ottobre 2025, hanno provocato l’uccisione di 1.273 palestinesi e il ferimento di altri 4.223.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria
Le Nazioni Unite hanno avvertito che solo il 3% dei terreni coltivabili nella Striscia di Gaza rimane intatto e accessibile agli agricoltori, paventando gravi ripercussioni sulla produzione alimentare locale a causa dell’espansione delle zone di interdizione militare.
Questa valutazione si basa su un’analisi geospaziale condotta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e dal Centro satellitare delle Nazioni Unite (UNOSAT), utilizzando dati raccolti alla fine di giugno 2026.
La situazione appare ancora più grave nella città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, dove oltre il 97% dei terreni coltivabili è ormai inaccessibile agli agricoltori.
La FAO ha attribuito gran parte del recente peggioramento alle restrizioni più severe sull’accesso ai terreni agricoli, sottolineando lo spostamento verso ovest della cosiddetta “linea gialla”, che separa le aree controllate dall’Autorità Palestinese a Gaza da quelle controllate dall’esercito israeliano.
Secondo la FAO, gli agricoltori e gli allevatori di Gaza si trovano ad affrontare gravi carenze di fertilizzanti, sementi, carburante e mangimi, oltre a un accesso limitato alle loro terre, a causa delle restrizioni ai valichi di frontiera.
Prima dello scoppio della guerra genocidaria nell’ottobre 2023, il settore agricolo rappresentava circa il 10% dell’economia di Gaza e sosteneva oltre 560.000 persone.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Quei 17 mila “si” al Nobel per i bimbi” Hanno toccato quota 17 mila le adesioni alla proposta di Eugenio Mazzarella di assegnare il Nobel ai
piccoli di Gaza. Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori. Il12 agosto è stato il 50esimo anniversario di quel massacro durante il quale in una sola notte sono stati assassinati, con una pallottola alla nuca, 3.000 uomini.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Ieri sera le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nella città di Tubas, saccheggiando diverse abitazioni. Nostro contatti locali hanno riferito che le forze di occupazione sono entrate in città con diversi veicoli militari, hanno schierato pattuglie a piedi e hanno compiuto rastrellamenti e perquisito numerose case, devastando mobili, libri e vestiti.
A Qusra non solo coloni, ma il pericolo arriva dai soldati. Mercoledì sera, una ragazzina e un’anziana sono rimaste ferite da schegge di proiettili veri durante un raid militare israeliano contro un’abitazione nella città di Qusra, a sud di Nablus. Fonti della Mezzaluna Rossa Palestinese hanno riferito che i loro soccorritori hanno prestato assistenza a una ragazza di 15 anni e a una donna di 70 anni, ferite al fianco da schegge durante il raid. Gli spari sono avvenuti all’interno della casa della famiglia e senza nessun motivo, se non quello di terrorizzare le persone inermi.
Anche i coloni ebrei israeliani non sono rimasti con le mani in mano. Mercoledì, alcuni coloni hanno sradicato degli ulivi secolari nel villaggio di Duma, a sud di Nablus. Il capo del consiglio del villaggio di Duma, Suleiman Dawabsheh, ha riferito che un gruppo di coloni ha fatto irruzione nel villaggio e ha sradicato 20 ulivi secolari.
Mercoledì, un gruppo di coloni armati ha arato terreni di proprietà palestinese nella zona di Abda, mentre altri hanno ricostruito un avamposto che era stato evacuato due giorni prima a Masafer Yatta, a sud di Hebron. Nostri contatti hanno riferito che un gruppo di coloni armati ha fatto irruzione in un terreno di proprietà palestinese, coltivato a ulivi, nella zona del Muthallath Abda, a sud di El-Khalil, e lo ha arato in preparazione alla sua occupazione. Nella valle di Wadi al-Rakhim, a Masafer Yatta, i coloni hanno iniziato a ricostruire un avamposto su un terreno di proprietà palestinese che era stato evacuato dalle forze israeliane circa due giorni prima, a seguito di un’azione legale intrapresa dai proprietari terrieri.
Il furto di terra palestinese è la cifra della colonizzazione ebraica in Palestina, per deportare la popolazione ed annettere il territorio. Non sono estremisti scalmanati, ma una politica del governo di Tel Aviv dal 1967; quindi non solo del governo attuale, ma una costante politica di Israele.
Hind Rajab

Dopo due anni e mezzo, l’esercito israeliano ha ammesso che i suoi soldati hanno ucciso la bambina di 5 anni Hind Rajab, intrappolata in auto, nel 2024. Le versioni precedenti erano: “Non sappiamo niente; non avevamo missioni militari in quella zona”. L’esercito israeliano, adesso, ha confermato per la prima volta che i suoi soldati hanno aperto il fuoco contro un’auto che trasportava Hind Rajab, uccisa insieme a sei suoi familiari.
Hind inizialmente sopravvisse all’attacco e riuscì a chiedere aiuto durante una telefonata durata ore.
Un’ambulanza inviata per raggiungerla, in una missione coordinata con l’esercito israeliano, fu poi colpita da un raid aereo israeliano, che uccise due paramedici arrivati in loco per soccorrerla e salvarla. Il corpo di Hind fu ritrovato giorni dopo, insieme a quelli delle altre vittime.
Come al solito, l’esercito israeliano ha dichiarato che avrebbe aperto un’inchiesta penale sull’omicidio di Hind e della sua famiglia, nonché sull’uccisione di 15 palestinesi, tra cui paramedici e un dipendente delle Nazioni Unite, avvenuta successivamente nel marzo 2025. Tutte le inchieste giudiziarie militari israeliane non hanno mai portato all’incriminazione di criminali di guerra, con le mani sporche di sangue palestinese, sia a Gaza sia in Cisgiordania. Questi annunci hanno l’unico scopo di coprire la vergogna dei crimini dello Stato israeliano, per evitare le inchieste internazionali della Corte di Giustizia e della CPI.
La drammatica storia di Hind Rajab è stata raccontata in un film intitolato “La voce di Hind Rajab”, della regista tunisina Kaothar Bin Hanie, che ha ricevuto una nomination all’Oscar.
Anche le Nazioni Unite hanno citato il caso di Hind nell’ambito di una commissione d’inchiesta che accusava Israele di crimini di guerra.
A suo nome è nata una ONG, Hind Rajab Foundation, con sede a Bruxelles, che ha documentato i crimini dei soldati israeliani durante la guerra genocidaria israeliana contro la popolazione palestinese.
USA/IRAN
Trump, dopo aver minacciato il sultanato di Oman di un’invasione militare, adesso ha esteso le minacce a tutti i paesi che instaurino legami commerciali e finanziari con Teheran.
Trump ha minacciato gravi conseguenze economiche per qualsiasi Paese che sostenga l’Iran o gli fornisca “qualsiasi tipo di assistenza”, dichiarando una guerra economica senza precedenti contro Teheran.
“Oggi annuncio l’azione economica più devastante mai intrapresa contro l’Iran… Questa sarà una guerra economica e un isolamento di proporzioni mai viste prima nei confronti dell’Iran”, ha scritto Trump in un post sulla sua piattaforma social. Poi ha aggiunto: “Qualsiasi Paese che permetta alle proprie istituzioni finanziarie, aziende, aeroporti o agenzie governative di fornire qualsiasi tipo di supporto all’Iran dovrà affrontare gravi conseguenze economiche”. Un delirio di onnipotenza che rischia di innescare uno scontro con Cina e Russia, due paesi che non hanno mai nascosto i loro legami con Teheran. Ma la minaccia tocca anche paesi alleati degli Stati Uniti come Iraq e Pakistan.
Siria
Israele è la nuova Germania della regione. Netanyahu ha affermato che Israele non permetterà nessuna collaborazione militare tra Siria e Turchia. “Sembra che non ci abbiano ascoltato bene, quindi ci siamo assicurati che capissero meglio”, ha detto, riferendosi al bombardamento israeliano che ha preso di mira – martedì scorso – l’aeroporto militare di Abu Al-Duhur nella campagna orientale di Idlib, nel nord della Siria. La località colpita è a 300 km da Israele.
Il ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Sheibani, ha dichiarato che “il collegamento tra l’attacco israeliano e la presenza militare turca nella base è falso e non è supportato dalla situazione sul terreno. Ha precisato che non vi era alcun rafforzamento militare turco nella base, che la struttura era in gran parte vuota e non era ancora stata completamente riabilitata né era pienamente operativa.
Un funzionario turco ha confermato che non vi è alcuna presenza militare turca nella base e che Israele sta inventando pretesti per bombardare i paesi vicini e destabilizzare la regione ed allargare i propri confini verso il piano Grande Israele.
Nel sud della Siria occupato, le truppe israeliane hano compiuto un rastrellamento, arrestando due giovani siriani nella zona rurale di Quneitra, in concomitanza con incursioni e bombardamenti di artiglieria nei governatorati rurali di Daraa e Damasco.
Ieri, il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir ha visitato le sue truppe che occupano il sud della Siria.
Migranti
Mentre a Ceuta si continua a riflettere su come affrontare le ripercussioni dell’ondata di attraversamenti di massa del 30 e 31 luglio, le famiglie marocchine stanno ancora aspettando i loro figli che hanno perso le loro tracce in questa crisi. Padri, madri e fratelli si spostano tra ospedali, stazioni di polizia e valichi di frontiera, portando con sé le foto dei loro figli sui telefoni e chiedendo inutilmente quale sarà la loro sorte.
Con l’aumento del numero dei decessi, aumentavano anche le paure di queste famiglie. Le autorità spagnole hanno recuperato decine di corpi in mare, mentre il bilancio ha raggiunto più di 80 morti. Ma l’identificazione delle vittime è rimasta lenta a causa della difficoltà di determinare l’identità di un gran numero di loro.
Centinaia di familiari sono giunti a Fneidiq, la città marocchina più vicina all’enclave, per tentare di aver informazioni sulla sorte dei figli. Un coordinamento tra le autorità marocchine e spagnole ha aperto un ufficio per raccogliere le informazioni sui casi di dispersi.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e 5 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi giovedì 20 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
Solidarietà/Al-Najdah
Le affidatarie di Bologna hanno creato due account “Adozioni a distanza Gaza”, su Instagram QUI e FB qui. Seguiteli, mettete espressioni di gradimento (like) e commentate. Saranno canali di diffusione del progetto Ore Felici per i bambini/e di Gaza.
Siamo a 167 bambini e bambine di Gaza adottati a distanza tramite il progetto di ACM e Anbamed, Ore Felici per i bambini di Gaza. Sono in arrivo altre richieste di informazioni.
Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia.
BUONA ESTATE!
Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 167. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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