Per ascoltare l’audio di oggi, 26 agosto 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/232 (2184)
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Si torna a crescere, ma al di sotto della media. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.600,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 300,00 € per il libro “Strega!”.
Siamo a 167 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Quattro palestinesi sono stati uccisi e altri feriti in un raid aereo israeliano vicino a una scuola dell’UNRWA che ospita sfollati nel campo profughi di Jabalia.
Il numero delle vittime dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza è salito a 73.431 uccisi e 174.437 feriti.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori. Il12 agosto è stato il 50esimo anniversario di quel massacro durante il quale in una sola notte sono stati assassinati, con una pallottola alla nuca, 3.000 uomini.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania

I bambini di Massafer Yatta sono rimasti senza scuola, perché due classi sono state demolite dall’esercito di occupazione lo scorso 4 agosto e l’unica rimasta in piedi è minacciata di essere rasa al suolo.
I bambini non corrono solo il rischio di perdere la scuola; il tragitto per raggiungerla è irto di altri pericoli. Studenti e genitori riferiscono che i coloni ostruiscono i percorsi che i bambini devono seguire da e per la scuola, mentre l’istituto stesso è soggetto a frequenti attacchi.
Questa realtà non si limita ai villaggi di Masafer Yatta; si estende a decine di comunità palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, dove l’inizio dell’anno scolastico diventa un costante promemoria del pericolo.
I dati della Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti rivelano la portata del problema e le sue dimensioni legali e umanitarie. 84 scuole palestinesi sono attualmente soggette a ordini di demolizione o di sospensione dei lavori da parte di Israele, di cui 54 minacciate di demolizione completa e 30 in cui gli ordini riguardano parti degli edifici o delle strutture.
ONU/Israele
In una nuova escalation contro l’UNRWA a Gerusalemme est, le forze di occupazione israeliane hanno evacuato e preso possesso del Qalandia Vocational Training College, affiliato all’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA), situato a nord di Gerusalemme occupata. Hanno issato la bandiera israeliana sul college, appena un giorno dopo la visita di 28 missioni diplomatiche che avevano ricevuto informazioni sulle minacce che l’istituto stava affrontando.
Il raid all’istituto è stato guidato dall’estremista Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir. In seguito al raid, Ben-Gvir ha rilasciato dichiarazioni che negano qualsiasi presenza dell’UNRWA a Gerusalemme e in Israele. Queste dichiarazioni rappresentano la continuazione della sistematica istigazione politica israeliana contro l’agenzia delle Nazioni Unite e un tentativo di imporre decisioni unilaterali nei suoi confronti.
Le forze di occupazione hanno arrestato circa 40 dipendenti e tutti i presenti nell’istituto, sottoponendoli a interrogatori prima di evacuarli dalla struttura.
Diversi giornalisti sono stati colpiti da gas lacrimogeni mentre documentavano l’occupazione del Qalandia College da parte delle forze di occupazione israeliane. Un bambino è stato colpito con una pallottola alla spalla da soldati israeliani, durante un’azione di fuoco diretta da parte delle ingenti truppe mobilitate per l’occasione.
Giornalisti nel mirino
Ieri martedì, coloni israeliani nella Cisgiordania occupata hanno attaccato giornalisti internazionali che stavano documentando le tensioni con i palestinesi, ferendo almeno cinque persone, secondo quanto riferito da giornalisti e personale medico di soccorso.
Una squadra di tre giornalisti dell’AFP si è recata nella città di Jannata, vicino a Betlemme, per documentare la visita di attivisti israeliani ai palestinesi in segno di solidarietà, dopo che questi erano stati molestati da coloni israeliani che avevano recentemente bloccato una strada nella zona.
A seguito di un alterco tra coloni e attivisti, l’esercito israeliano ha ordinato ai giornalisti di lasciare la “zona militare chiusa”, momento in cui sono arrivati altri due veicoli con a bordo coloni.
I coloni hanno lanciato pietre contro giornalisti e attivisti. Uno dei giornalisti ha riferito di essere riuscito a schivare una pietra, ma un colono lo ha colpito al collo con un bastone, provocandogli una lieve emorragia.
Al loro ritorno, i giornalisti hanno trovato i loro due veicoli parcheggiati danneggiati, con i finestrini posteriori in frantumi e le gomme forate, in modo simile a quanto accaduto alle auto degli attivisti.
Siria/Curdi
Il comandante delle Forze Democratiche Siriane (SDF), Mazloum Abdi, ha annunciato, ieri martedì, lo scioglimento delle SDF e la loro completa integrazione nelle istituzioni statali siriane, secondo quanto riportato dall’Agenzia di stampa araba siriana (SANA).
Durante una conferenza stampa tenutasi al Palazzo del Popolo di Damasco, Abdi ha dichiarato: “Annunciamo la fine della missione delle Forze Democratiche Siriane e il loro scioglimento come forza militare indipendente”. Ha aggiunto che il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha dichiarato la tutela del diritto all’istruzione in lingua curda e ha dimostrato una posizione aperta riguardo al diritto all’istruzione nella propria lingua madre.
“Oggi ci troviamo in un momento storico, voltando pagina in un momento cruciale della storia della Siria e iniziando un nuovo capitolo di pace, stabilità e ricostruzione”, ha affermato, sottolineando che “le circostanze sono cambiate e il Paese è entrato in una nuova fase caratterizzata dalla pace e dalla costruzione di una nuova Siria”.
Il comandante delle SDF ha aggiunto: “Vogliamo che questa giornata segni l’inizio di una vera transizione dai campi di battaglia ai campi della ricostruzione, da un’era delle armi a un’era di pace”.
L’annuncio è giunto dopo un incontro tra Abdi e il presidente siriano autonominato, al-Sharaa, al palazzo presidenziale, alla presenza di Ilham Ahmed, dirigente dell’amministrazione autonoma curda, e di Sipan Hamo, leader militare curdo e viceministro della difesa per la regione orientale.
Siria/Israele
Secondo quanto riportato martedì dai media israeliani, il ministro della guerra, Katz, ha visitato alcune zone della Siria meridionale. La Siria ha condannato la visita e ha chiesto alla comunità internazionale di costringere Israele a cessare le sue violazioni.
Katz ha dichiarato che non lasceranno il Jebel Sheikh (Monte Hermon) né la zona occupata in Siria finché persisteranno le minacce. Ha aggiunto: “Il nostro messaggio al presidente siriano (Ahmed) al-Sharaa è chiaro: quando ti sveglierai nel palazzo di Damasco, guarderai il Monte Hermon e vedrai le nostre forze, saprai che siamo qui per difendere le nostre città e i nostri confini”.
Libano
Nelle prime ore di oggi mercoledì, aerei da guerra israeliani hanno lanciato una serie di raid sul Libano meridionale, in concomitanza con bombardamenti di artiglieria e fuoco di mitragliatrici pesanti, in un’escalation che ha colpito decine di località e città.
Il numero delle vittime dell’invasione israeliana del Libano, dal 2 marzo a ieri martedì, è salito a 4.350 uccisi e 12.310 feriti. Oltre un milione e mezzo di sfollati.
Iran/Oman
La capitale iraniana, Teheran, ha concluso una giornata ricca di intensa attività diplomatica con l’annuncio di una dichiarazione congiunta Iran-Oman che delinea una tabella di marcia graduale per la gestione della navigazione marittima nello Stretto di Hormuz.
I ministri degli Esteri dei due Paesi hanno concordato un piano d’azione che prevede l’apertura di un corridoio congiunto temporaneo per garantire il passaggio sicuro delle petroliere e la creazione di un gruppo di lavoro per la bonifica delle acque territoriali dalle mine marine.
Teheran ha ribadito la propria capacità di resistere all’impatto delle “sanzioni secondarie” e del blocco economico statunitense, sottolineando che garantire la navigazione internazionale richiede inevitabilmente il rispetto dei propri diritti sovrani e lo smantellamento dell’embargo finanziario.
USA/IRAN
Le sanzioni Usa contro l’Iran e contro i paesi che intrattengono relazioni economiche e finanziarie si scontra con la determinazione della Cina a difendere gli interessi nazionali contro lo spadroneggiare di Washington. “Abbiamo già dichiarato molte volte che ci opponiamo fermamente alle sanzioni unilaterali illegali”, ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian, aggiungendo che la Cina “adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare fermamente i propri diritti e interessi legittimi”.
Gli Stati Uniti ad ogni caso non hanno abbandonato la linea militare. È spostata soltanto nel calendario a dopo le elezioni del secondo termine.
La navigazione nel Golfo è tuttora limitata. Secondo i dati di società di monitoraggio, ieri sono passate soltanto 5 navi, tre in uscita cariche di gas liquefatto e gregge in uscita e due vuote in entrata, rispetto alla media di 15 navi di una decina di giorni fa.
Lutto nella cultura palestinese
Suleiman Mansour, l’artista che “ha portato la Palestina nei suoi dipinti e la memoria del suo popolo nel mondo”, è scomparso lunedì in un ospedale di Gerusalemme Est all’età di 79 anni, secondo quanto comunicato dalla sua famiglia e dal Ministero della Cultura palestinese.
“L’ultimo capitolo è stato scritto”, ha dichiarato la famiglia in un comunicato. “Con il cuore colmo di un dolore indescrivibile, annunciamo che il nostro amato padre ci ha lasciato”.
“Al mondo lascia una vita ricca di bellezza e ricordi, e un’eredità che continuerà a vivere attraverso tutti coloro che ha toccato con la sua presenza. Per quanto ci riguarda, abbiamo perso un padre che è stato la fonte del nostro amore, della nostra forza e del nostro rifugio”.
Mansour è uno dei pilastri più importanti dell’arte palestinese contemporanea, la cui esperienza artistica, maturata nel corso di decenni, è entrata a far parte della memoria visiva e nazionale palestinese.
Il suo celebre dipinto “Il fardello del cammello” è una delle sue opere più importanti e gli ha valso fama internazionale. Il dipinto raffigura un anziano portatore palestinese che trasporta la città di Gerusalemme sulle spalle, con la Cupola della Roccia, all’interno del complesso della moschea di Al-Aqsa, sullo sfondo.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e 11 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi mercoledì 26 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
Solidarietà/Al-Najdah
Le affidatarie di Bologna hanno creato due account “Adozioni a distanza Gaza”, su Instagram QUI e FB qui. Seguiteli, mettete espressioni di gradimento (like) e commentate. Saranno canali di diffusione del progetto Ore Felici per i bambini/e di Gaza. Cominciano ad arrivare le prime chiamate di richieste informazioni e adesioni.
Siamo a 167 bambini e bambine di Gaza adottati a distanza tramite il progetto di ACM e Anbamed, Ore Felici per i bambini di Gaza. Sono in arrivo altre richieste di informazioni.
Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia.
BUONA ESTATE!
Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com
Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed
guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.
L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.
La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI
È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI
Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.
È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)
Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.
Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.
Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.
Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!
È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).
Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 167. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.
Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .
La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.
Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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