Per ascoltare l’audio di oggi, 05 settembre 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/242 (2194)

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Ad agosto, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 130,00 € (- 450,00 €) rispetto al precedente mese di luglio).

Una debacle dolorosa. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Per fortuna il 5×1000 ha funzionato: 1751,98 €.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.550,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 40,00 € per il libro “Strega!”.

Siamo a 169 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Il fardello del continuo sfollamento. Foto di Fadi Al-Thabet

Fonti mediche dei servizi di ambulanza e di emergenza hanno riferito che un cittadino palestinese è rimasto ucciso e altri feriti in un bombardamento effettuato da un drone israeliano contro un gruppo di persone in un campo di sfollati a ovest di Khan Younis.

Bombardamenti di artiglieria e colpi di arma da fuoco sparati da veicoli militari israeliani hanno preso di mira le zone orientali del quartiere di Tuffah, a est di Gaza City.

Navi da guerra israeliane hanno aperto il fuoco verso la costa di Khan Younis.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”

Per aderire:  petizione.gaza@avvenire.it  per leggere l’appello  

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata  leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

Stamattina, sabato, le truppe di occupazione israeliane hanno invaso El-Bira, il campo di Amaary, Kafr Aqaba (a nord di Gerusalemme) e due villaggi a nord di Tulkarem. I rastrellamenti all’alba hanno condotto 19 palestinesi in carcere.

Ieri, gli attacchi dell’esercito israeliano contro villaggi e città palestinesi sono stati 22, con oltre 50 attivisti rastrellati.

Le aggressioni dei coloni ebrei israeliani contro la popolazione nativa sono avvenute in 13 località, con furti di bestiame, danneggiamenti di campi agricoli, incendi e sradicamento di alberi da frutta e ulivi.

Gerusalemme est occupata

Israele ha imposto, alle scuole palestinesi di Gerusalemme est occupata, i programmi di studio israeliani. Non solo, ma ha ostacolato l’arrivo del personale didattico dalle città della Cisgiordania. La conseguenza diretta di questo provvedimento coloniale è stata il mancato avvio dell’anno scolastico per circa 35 mila studenti palestinesi. Gli studenti palestinesi, secondo queste misure, dovrebbero studiare la storia del sionismo, imparare l’inno nazionale israeliano e festeggiare le ricorrenze ebraiche.

Questi provvedimenti hanno colpito anche le scuole degli enti religiosi cristiani. L’Alto Comitato Presidenziale per gli Affari Ecclesiastici in Palestina ha esortato – in un comunicato emesso ieri, le chiese di tutto il mondo ad agire immediatamente per salvare le scuole cristiane di Gerusalemme, dopo che Israele ha impedito a insegnanti e personale provenienti dalla Cisgiordania di accedervi.

Deportazione e pulizia etnica in Cisgiordania

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha accusato Israele di aver deportato con la forza, nel 2025, oltre 33.000 palestinesi da tre campi profughi nella Cisgiordania occupata, oltre agli attacchi dell’esercito israeliano e dei coloni che hanno causato la morte di oltre 1.100 palestinesi. L’Alto Commissario ha affermato che tali azioni sollevano preoccupazioni in merito a “crimini contro l’umanità e pulizia etnica”.

In un nuovo rapporto, l’Alto Commissario ha concluso che le forze israeliane hanno deportato con la forza tutti gli abitanti di tre campi profughi in Cisgiordania tra gennaio e febbraio dello scorso anno e continuano a impedire loro di farvi ritorno “in violazione del diritto internazionale”.

Il rapporto evidenzia le violazioni israeliane nei campi profughi di Jenin, Tulkarm e Nur Shams, affermando che “lo spostamento diffuso, prolungato e sistematico di oltre 33.000 palestinesi solleva serie preoccupazioni in merito al crimine contro l’umanità del trasferimento forzato” della popolazione sfollata.

La Commissione ha dichiarato che “l’uso di attacchi aerei, bulldozer blindati e bombardamenti sistematici per rendere interi campi inabitabili, costringendo i loro abitanti alla fuga e impedendone il ritorno, senza un’imperativa necessità militare, non è consentito dal diritto internazionale, sembra costituire una forma di punizione collettiva e solleva preoccupazioni circa il potenziale rischio di pulizia etnica”.

Il 23 febbraio 2025, Israele ha annunciato che il suo esercito aveva evacuato i palestinesi dei tre campi, situati nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata, e che ai soldati era stato ordinato di impedire loro di tornare alle proprie case. Da allora, i deportati palestinesi non hanno potuto far ritorno alle loro case.

Qusra

Quattro settimane di assedio. Un centinaio di attivisti palestinesi e israeliani sono arrivati a Qusra per portare cibo, acqua e medicinali alle tre famiglie assediate. Sono stati bloccati dall’esercito di occupazione, con il pretesto della zona militare chiusa. Ci sono stati diversi momenti di tensione verbale, ma la calma degli attivisti, che non hanno risposto al lancio di pietre da parte dei coloni che si trovavano nelle vicinanze, ha impedito che la situazione degenerasse.

La stampa italiana mainstream guarda dall’altra parte. L’ultima notizia reperibile risale al 17 agosto, dopo l’espulsione dei 5 osservatori internazionalisti italiani.

Elezioni palestinesi

Jibril Rajoub, membro del Comitato Centrale di Fatah, ha dichiarato di non prevedere lo svolgimento di elezioni legislative il prossimo novembre, auspicando un incontro tra la leadership palestinese, le organizzazioni politiche e la società civile, per elaborare una tabella di marcia che tuteli il sistema politico e il processo decisionale nazionale. Rajoub ha rivelato di aver incontrato due settimane fa in Turchia la maggior parte dei membri dell’ufficio politico di Hamas, tra cui il suo capo, Khalil al-Hayya, e Zaher Jabarin, affermando che quanto appreso dalla leadership del movimento potrebbe costituire la base per la costruzione di meccanismi volti a proteggere il progetto nazionale e a porre fine all’attuale situazione di stallo che i palestinesi si trovano ad affrontare. Rajoub ha auspicato un dialogo nazionale palestinese globale, ospitato e patrocinato dall’Egitto, considerando il rinnovamento della legittimità del sistema politico, lo svolgimento delle elezioni e la riforma delle istituzioni dell’Autorità Palestinese e dell’OLP come i pilastri della sua visione per superare l’attuale situazione di crisi. Rajoub ha affermato che i palestinesi stanno vivendo la crisi più pericolosa nella storia della causa palestinese, descrivendola come una vera e propria minaccia esistenziale. Ha affermato che all’interno del sistema politico palestinese regna una paralisi strategica e che a livello regionale vi è indifferenza verso ciò che sta accadendo ai palestinesi. Tuttavia, ha sottolineato che ciò non significa che l’occupazione non stia affrontando una crisi storica senza precedenti nella storia del conflitto, a causa dei suoi crimini e della tenacia della popolazione, compresi i crimini di pulizia etnica, genocidio e terrorismo di Stato

Libano

Cinque persone sono rimaste uccise, ieri venerdì, in un attacco di droni israeliani contro una motocicletta a Nabatieh e in un altro attacco contro la città di Ramadiyeh, nel contesto di un’escalation degli attacchi israeliani contro il Libano, con bombardamenti di artiglieria e dei caccia e droni.

Il ministero della Salute libanese ha riferito che, secondo il primo bilancio degli attacchi aerei israeliani di ieri sera nel Libano meridionale e orientale, cinque persone sono morte e altre 24 sono rimaste ferite.

Ha anche confermato la morte di due persone quando l’esercito israeliano ha colpito una motocicletta nella città di Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh. Ha inoltre aggiunto che un attacco aereo contro un’abitazione nella città di Ramadiyeh, nel distretto di Tiro, ha provocato un morto e diversi feriti.

Un nostro contatto a Beirut ha riferito che un attacco aereo israeliano ha colpito la zona circostante la città di Ain al-Tineh, nella valle della Bekaa, nel Libano orientale, segnando una nuova escalation.

Yemen

Violenti scontri infuriano su diversi fronti, nelle province occidentali yemenite di Taiz e Hodeidah, tra le forze governative yemenite e il gruppo Houthi (Ansar Allah), provocando decine di morti e feriti e lo sfollamento di migliaia di civili.

Le forze governative yemenite, sostenute dall’aviazione saudita, hanno bombardato le posizioni Houthi sul fronte di Hays, a ovest di Taiz.

Secondo fonti giornalistiche locali, oltre 120 persone sono state uccise giovedì e venerdì in scontri descritti come i più violenti degli ultimi anni.

Il bilancio delle vittime tra le forze governative da giovedì è salito a 66, mentre fonti mediche e militari vicine agli Houthi hanno riferito che almeno 62 combattenti Houthi sono stati uccisi.

La zona contesa controlla, da terra, lo stretto di Bab El-Mandab, la porta meridionale del mar Rosso.

Libertà per il dr Hussam Abu Safiya

Amnesty International chiede alle autorità israeliane di scarcerare immediatamente il dottor Hussam Abu Safiya e tutte le altre persone palestinesi, compreso il personale sanitario, detenute arbitrariamente. Nel frattempo, si chiede di garantire che sia protetto dalla tortura e da altri maltrattamenti, incluso il prolungato isolamento, e che abbia accesso urgente a cure mediche adeguate durante la detenzione. Firma!

Il dottor Hussam Abu Safieh ha riferito al suo avvocato: “Le guardie carcerarie mi privano deliberatamente del sonno, facendo rumore e usando altoparlanti durante la notte.

Sono stato aggredito dopo una precedente visita del mio avvocato e le guardie mi hanno minacciato per impedirmi di rivelare informazioni sulle condizioni della mia detenzione.

Sono costantemente soggetto ad aggressioni fisiche da parte delle guardie carcerarie israeliane.”

Presidio 9/9 contro il DDL Bavaglio

Oltre 200 associazioni, comitati e organizzazioni sindacali hanno aderito al presidio maratona contro il DDL 1004. In tantissime città si stanno organizzando, in contemporanea, presidi locali.

Mercoledì 9 settembre, alle ore 13:00, a Roma, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Bavaglio”, che equipara l’antisionismo all’antisemitismo e criminalizza ogni critica a Israele ed al genocidio in atto. È un DDL pericoloso perché minaccia la libertà di parola e colpisce giornalisti, insegnanti e studenti e i movimenti contro la guerra e per una Palestina libera. Centinaia di associazioni hanno firmato l’appello e si realizzeranno, in moltissime città, delle maratone di mobilitazioni in contemporanea con l’iniziativa nazionale a Roma.

Il 9 settembre riprende il dibattito, in parlamento, sul discutibile DDL

Anbamed ha aderito.

Approfondisci!

Cultura

A Venezia, oggi sabato viene proiettato il film “Citizen Ossama” del regista gazzawi Ahmad Hassouna. leggi!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e 21 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi sabato 05 settembre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: Cliccate per leggere i nominativi!

La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.

Solidarietà/Al-Najdah

Alla Festa provinciale dell’Unità a Bologna, si è tenuto, sabato 29 AGOSTO a Casadeipensieri2026, un collegamento online con Gaza, dov’è stato presentato il libro di Majd Al-Assar: “Il mio cuore libero. La forza di una madre di Gaza” (Garzanti ed.) L’autrice, in collegamento video da Gaza, ha risposto alle domande di Alessandro Castellari, sia sul libro che sulla situazione che si vive nella Striscia occupata. Ha condotto l’incontro: Anne Drerup. Interprete: Cecilia Clementel (Regia: Nicola Atzeni). Quando sarà pronto il video, lo pubblicheremo su Anbamed.

Le affidatarie di Bologna hanno creato due account “Adozioni a distanza Gaza”, su Instagram QUI e FB qui. Seguiteli, mettete espressioni di gradimento (like) e commentate. Saranno canali di diffusione del progetto Ore Felici per i bambini/e di Gaza. Cominciano ad arrivare le prime chiamate di richieste informazioni e adesioni.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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