Per ascoltare l’audio di oggi, 11 settembre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/248 (2200)
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Per fortuna il 5×1000 ha funzionato: 1751,98 €.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.550,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 40,00 € per il libro “Strega!”.
Siamo a 170 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Giovedì sera, quattro palestinesi sono stati uccisi e altri feriti in attacchi aerei israeliani a nord e a sud di Khan Younis. Fonti mediche dell’ospedale Nasser hanno riferito del ritrovamento di un corpo e di diversi feriti in seguito a un attacco di un drone israeliano contro un veicolo a nord di Khan Younis. Hanno aggiunto, inoltre, che un drone israeliano ha preso di mira un gruppo di palestinesi nella zona di al-Qubba a Khan Younis, uccidendone tre e ferendone altri cinque. Le stesse fonti mediche hanno anche segnalato la morte di un palestinese, deceduto a causa delle ferite riportate in precedenza, durante un attacco aereo israeliano nella zona di al-Qarara, a nord di Khan Younis.
Fonti mediche hanno riferito che negli ospedali della Striscia di Gaza è stato accolto un corpo di una persona uccisa e 30 feriti nella giornata di mercoledì.
Il numero delle vittime della guerra genocidaria condotta dalle forze di occupazione israeliane nella Striscia di Gaza è salito a 73.670 uccisi e 174.682 feriti. Il ministero della sanità ha indicato che il numero totale delle persone uccise dall’entrata in vigore del falso cessate il fuoco l’11 ottobre 2025 è salito a 1.359, il numero dei feriti a 4.571, mentre il numero totale dei corpi recuperati ha raggiunto quota 831.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it per leggere l’appello
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha lanciato l’allarme per l’intensificarsi, negli ultimi giorni, delle demolizioni di case e proprietà palestinesi da parte dell’esercito di occupazione israeliano nell’area di Masafer Yatta.
Il vice portavoce delle Nazioni Unite, Farhan Haq, ha dichiarato ieri sera, durante il consueto conferenza stampa, che le autorità israeliane hanno demolito 20 case e altre strutture, tra cui un serbatoio d’acqua e pannelli solari, in due comunità di pastori palestinesi nella zona lo scorso martedì.
Haq ha inoltre sottolineato che una terza comunità è stata demolita mercoledì scorso, causando lo sfollamento di quasi 60 persone, metà delle quali bambini, e colpendo altre 30 persone. Ha evidenziato che gran parte delle proprietà distrutte erano state costruite con il sostegno di donatori.
Circa 1.200 palestinesi vivono in 13 comunità a Masafer Yatta, e tutti subiscono pressioni e minacce per lasciare la zona.
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha dichiarato che queste pressioni sono in aumento a causa dell’escalation della violenza dei coloni contro queste comunità, in seguito alla creazione di avamposti di insediamento nella zona negli ultimi anni. Ha rilevato che in tutta la Cisgiordania, quest’anno 1.500 palestinesi sono stati sfollati a causa della demolizione delle loro case e oltre 2.600 a causa della violenza dei coloni e delle relative restrizioni.
Qusra
Continua, dal 9 agosto, l’assedio delle tre famiglie palestinesi a Qusra, da parte di coloni ebrei arrivati da ogni dove e dall’esercito israeliano. Il luogo è stato dichiarato “zona militare chiusa”, ma soltanto per i palestinesi. I coloni vi entrano liberamente ed attaccano le tre famiglie assediate, con i sassi e con le frasi razziste.
In un contatto telefonico, una delle donne assediate ci ha lasciato un messaggio da rivolgere all’opinione pubblica italiana: “Coloni e esercito vogliono cacciarci dalla nostra terra, ma noi non ci sposteremo mai da qui. Gli occhi del mondo, puntati su questo fazzoletto di terra, sono la nostra salvezza. Non lasciateci da soli. Non possiamo andare a lavorare, i nostri bambini non possono frequentare la scuola, mangiamo cibo in scatolette e l’acqua scarseggia, l’elettricità la tagliano quando vogliono i soldati o i coloni. Le notizie della solidarietà internazionale è quella che alimenta la nostra resistenza pacifica, per difendere la nostra terra e la nostra vita”.
Libano
Netanyahu vuole vincere le elezioni e non risparmia nulla per accattivarsi l’opinione pubblica israeliana. Accanirsi contro il Libano, imponendo i propri diktat ad un governo di Beirut debole ed asservito agli interessi degli Usa, incontra il plauso della maggioranza degli israeliani, che guardano soltanto al proprio ombelico. Odio ed espansionismo.
L’esercito israeliano ha utilizzato oltre 1.100 tonnellate di esplosivo per distruggere tunnel lunghi più di due chilometri sulle alture di Ali al-Taher, nel Libano meridionale.
L’Istituto Geologico degli Stati Uniti (USGS) ha riferito che, in seguito agli intensi bombardamenti israeliani sulle alture di Ali al-Taher, nel Libano meridionale si è registrato un terremoto di magnitudo 4.1.
Siria

Una passeggiata di propaganda elettorale. Il criminale di guerra ricercato, Netanyahu, e il suo ministro della guerra, Katz, hanno fatto una visita militare al sud Siria occupato. In un video pubblicato dalla cima del Jebel Sheikh siriano, Netanyahu è apparso, in un video propagandistico elettroale, con indosso un giubbotto protettivo, affermando di trovarsi sulla vetta alla vigilia del Capodanno ebraico e indicando con la mano Damasco, il Libano e le alture del Golan. Ha ribadito che la Grande Israele ha il controllo assoluto sull’area che si estende dal Jebel sheikh al fiume Yarmouk e raggiunge il Mar Mediterraneo, e ha promesso di non permettere a nessuna forza di stabilire una presenza al confine.
Da parte sua, il ministro della guerra, Katz, si è rivolto direttamente al presidente siriano Ahmed al-Sharaa, annunciando che l’esercito israeliano sarebbe rimasto nella “zona di sicurezza” e non se ne sarebbe allontanato.
Yemen
Continuano i feroci scontri tra le forze governative e il gruppo Ansar Allah (Houthi) in Yemen su più fronti, mentre entrambe le parti tentano di modificare la mappa del controllo del Paese. Le milizie Houthi hanno preso il controllo della città costiera di Mocha, su Bab El-Mandab, costringendo le forze governative a ripiegare verso Aden. È uno sviluppo che avrà ripercussioni regionali e sulla guerra Usa-Iran, perché il controllo da terra dello stretto Bab El-Mandab significa dominare la navigazione nel Mar Rosso e in caso di chiusura, le navi saranno costrette a circumnavigare l’Africa per arrivare in Europa.
Il portavoce delle forze governative yemenite ha avvertito i civili di non utilizzare la strada Taiz-Mocha fino a nuovo avviso, sottolineando la determinazione del governo a utilizzare tutte le armi disponibili per colpire qualsiasi movimento degli Houthi all’interno della zona di fuoco designata.
Fonti governative yemenite hanno confermato che gli Houthi hanno preso il controllo della città portuale di Mocha, sul Mar Rosso.
Tariq Saleh, vice capo del Consiglio di leadership presidenziale yemenita, ha dichiarato che alle forze governative sulla costa occidentale è stato ordinato di riorganizzarsi in seguito agli attacchi degli Houthi.
I media yemeniti hanno riportato che raid aerei sauditi hanno colpito posizioni Houthi nella zona.
Algeria-Emirati
L’Algeria ha rotto le relazioni diplomatiche con gli Emirati arabi uniti. All’ambasciatore di Abu Dhabi sono stati 48 ore per lasciare il paese. Le relazioni tra i due paesi arabi sono al minimo da tempo a cuasa delle interferenze di Abu Dhabi nella contesa tra Algeri e Rabat e per il sostegno di abu Dhabi ai secessionisti algerini residenti all’estero, per fomentare rivolte all’interno del paese. Le comunicazioni ufficiali algerine non entrano nei dettagli, ma parlano genericamente di interferenze negli affari interni degli altri paesi.
Il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, accusa gli Emirati di condurre un’azione destabilizzante in diversi Paesi della regione. “Ovunque mettano piede, scorre sangue (Yemen, Libia, Sudan…)”, ha affermato di recente in un’intervista televisiva, definendo gli Emirati uno “Stato minuscolo” dall'”impatto molto negativo”. “Tutto ciò che l’Algeria desidera è che questo Stato si allontani, affinché non scorra sangue da noi”, aveva aggiunto. Aveva inoltre precisato che la rottura diplomatica sarebbe avvenuta già da tempo, se non fosse stato per la volontà di Algeri di non aggravare le divisioni tra i Paesi arabi.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
No al DDL antisemita contro i palestinesi
Un vergognoso attacco delle destre al diritto di espressione e alla lotta contro l’odio praticato da Israele nei confronti del popolo palestinese. Dopo la manifestazione enorme, colorata e pacifica di mercoledì 9 settembre a Roma e in altre 250 città italiane, la stampa scorta mediatica del genocidio è scesa in campo per snaturale la realtà, parlando di due bandiere di Hamas e Hezbollah, portate da un gruppo di manifestanti che non hanno nulla a che fare con gli organizzatori della grande mobilitazione. Leggi il comunicato di NoBavaglio!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e 27 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi venerdì 11 settembre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
Alla Festa provinciale dell’Unità a Bologna è stato allestito un banchetto del gruppo “PD Bologna per Gaza”: Guardate le foto
Le affidatarie di Bologna hanno creato due account “Adozioni a distanza Gaza”, su Instagram QUI e FB qui. Seguiteli, mettete espressioni di gradimento (like) e commentate. Saranno canali di diffusione del progetto Ore Felici per i bambini/e di Gaza. Cominciano ad arrivare le prime chiamate di richieste informazioni e adesioni.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Alla Festa provinciale dell’Unità a Bologna, si è tenuto, sabato 29 AGOSTO a Casadeipensieri2026, un collegamento online con Gaza, dov’è stato presentato il libro di Majd Al-Assar: “Il mio cuore libero. La forza di una madre di Gaza” (Garzanti ed.) L’autrice, in collegamento video da Gaza, ha risposto alle domande di Alessandro Castellari, sia sul libro che sulla situazione che si vive nella Striscia occupata. Ha condotto l’incontro: Anne Drerup. Interprete: Cecilia Clementel (Regia: Nicola Atzeni). Quando sarà pronto il video, lo pubblicheremo su Anbamed.
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