Per ascoltare l’audio di oggi, 14 settembre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/251 (2203)
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Per fortuna il 5×1000 ha funzionato: 1751,98 €.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.550,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 40,00 € per il libro “Strega!”.
Siamo a 171 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Due persone uccise e diversi feriti in un raid aereo israeliano contro un veicolo vicino ad un supermercato nel quartiere di Tel al-Hawa, a sud-ovest di Gaza Città. Nell’attacco è stato ucciso Mahmoud Hassan Abu Nada, imam della moschea di Rantisi nel campo profughi di Jabalia.
Due feriti da colpi di arma da fuoco israeliani nel campo profughi di Maghazi.
Bombardamenti israeliani contro il progetto Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale.
Bombardamenti di artiglieria israeliani vicino alla scuola Umm al-Fahm nella zona di al-Salatin, a nord-ovest di Gaza Città.
Bombardamenti di artiglieria a est del campo profughi di Bureij.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria a Gaza
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha informato gli ospedali nella Striscia di Gaza che la fornitura di carburante cesserà a partire dal 19 di questo mese.
Il Ministero della Salute di Gaza ha spiegato che la carenza di olio per i generatori negli ospedali sta aggravando le difficoltà nel mantenerli operativi e soddisfare il fabbisogno giornaliero di energia elettrica.
Le limitate quantità di olio consentite dall’esercito di occupazione nel periodo precedente erano forniture di emergenza che non soddisfano le esigenze operative e di manutenzione tecnica necessarie.
Molti generatori ospedalieri necessitano urgentemente di un cambio d’olio e qualsiasi ritardo comporterà complicazioni tecniche e meccaniche che potrebbero causarne l’arresto.
Il fabbisogno mensile di olio per i generatori è di 2.500 litri.
Negli ultimi giorni, diversi generatori hanno smesso di funzionare a causa dell’indisponibilità di olio, pezzi di ricambio e carburante a sufficienza.
I generatori rimanenti negli ospedali funzionano 24 ore su 24 in condizioni tecniche e meccaniche difficili e non sono in grado di soddisfare le esigenze dei reparti vitali e salvavita.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it per leggere l’appello
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Nelle ultime 24 ore, in concomitanza con il Capodanno ebraico, si sono intensificati gli attacchi dei coloni ebrei israeliani in Cisgiordania:
-quasi 500 coloni hanno fatto irruzione nel complesso della moschea di Al-Aqsa, protetti dalle forze di occupazione israeliane.
-i coloni hanno effettuato visite guidate e rituali talmudici nei cortili di Al-Aqsa e presso la Porta della Misericordia.
-Altri gruppi di coloni hanno attaccato abitazioni palestinesi a Beita, a sud di Nablus, e a Yasuf, a est di Salfit.
-Coloni armati hanno preso d’assalto terreni a Umm Safa, a nord di Ramallah.
-Coloni armati hanno effettuato lavori di spianamento del terreno nell’area di Al-Mazra’a Al-Gharbiya.
-Il bestiame dei coloni è stato liberato su terreni di proprietà palestinese tra Silwad e Yabrud.
-Gruppi di coloni hanno preso d’assalto la periferia di Burqa, a est di Ramallah.
Sono continuate anche le incursioni armate dell’esercito di occupazione e i conseguenti rastrellamenti, in tutte le province della Cisgiordania. Ad al-Mughayyir è stato fermato ieri un volontario internazionalista ed è ancora in arresto a oltre 24 ore dal fermo. Non è stata resa nota la nazionalità del volontario.
Qusra
Un mese e 6 giorni dall’inizio dell’assedio delle tre famiglie palestinesi di Qusra. Dal 9 agosto, infatti, i coloni sotto la protezione dell’esercito israeliano hanno assediato le tre case palestinesi a Ras al-Ain, dopo aver bloccato le strade di accesso e impedito ai residenti di entrare e uscire normalmente, mentre l’area è stata dichiarata zona militare chiusa e una delle case è stata trasformata in una postazione militare israeliana.
In una delle case assediate, Ruqaya Hassan vive con il marito e le due figlie, Kinda e Hour. Ha documentato i dettagli della vita quotidiana sotto assedio con la fotocamera del suo cellulare.
Hassan ci ha raccontato che i coloni hanno eretto all’inizio una tenda a circa 20 metri da casa sua, su un terreno di proprietà di Luay Abu Radi, prima di bloccare la strada principale che conduce all’abitazione, l’unica via d’accesso.
«Ci hanno imposto un assedio molto rigido, impedendo a chiunque di entrare e persino a noi di uscire di casa», ha detto, aggiungendo che i coloni attaccano le abitazioni più volte durante il giorno e la notte.
Hassan ha parlato della sofferenza della figlia di due anni, Hour, che si è ammalata durante l’assedio, spiegando di aver dovuto contattare l’ufficio di collegamento per coordinare il suo trasferimento in un centro sanitario vicino.
“Le famiglie vivono in condizioni disperate, con cibo e acqua sufficienti solo per poco tempo. Mie figlie soffrono di traumi psicologici a causa dell’assedio, soprattutto perché non riescono a raggiungere la nonna, che vive nelle vicinanze. L’assedio non si limita alle famiglie all’interno delle proprie case; Abdul Karim Hassan è ancora fuori dalla sua abitazione, perché l’esercito di occupazione gli ha impedito di tornare alla sua famiglia.
Deportazione forzata
Il ministro fascista israeliano, Smotrich, ha dichiarato che “se ogni paese europeo annunciasse la propria disponibilità ad accogliere 20.000 o 30.000 abitanti di Gaza, l’intera questione sarebbe risolta”. I piani dei ministri israeliani non hanno limite e trattano i palestinesi come oggetti da spostare di qua e di là. Non è bastata loro la Nakba del 1948 e la cacciata di un milione di palestinesi nel 1967. Non avendo loro nessun legame con la terra, credono che anche i palestinesi, la popolazione nativa, possono spostarsi a secondo delle volontà degli occupanti. Una mentalità sionista di vecchia data che si è scontrata con la realtà. “Una terra senza popolo, per un popolo senza terra”, dicevano i vecchi sionisti fondatori del movimento razzista, ma si sono scontrati con una realtà dura: il popolo palestinese esiste e lotta per l’autodeterminazione e l’indipendenza sulla propria terra.
USA/Iran
L’aggressione Usa contro l’Iran non vede un limite temporale. Trump ha dichiarato che potrebbe concludersi prima delle elezioni di mezzo termine, oppure dopo. Una frase sibillina che, di fronte alla realtà dei preparativi militari, può essere interpretata come un pronostico di una fase lunga di dura destabilizzazione della regione e con essa tutti i rapporti commerciali mondiali. Fonti del Pentagono hanno parlato, con garanzia di anonimato, che i militari Usa hanno studiato piani per una guerra che duri fino alle elezioni presidenziali.
Le divisioni dei paesi del Golfo non aiutano di avviare un processo regionale di pacificazione. Il ministro degli esteri dell’Oman ha annunciato ieri il rinvio della riunione dei ministri degli esteri di tutti i paesi rivieraschi, che era prevista per oggi. Il piccolo regno del Bahrein aveva declinato l’invito e gli sviluppi militari in Yemen hanno aggiunto benzina al fuoco.
Yemen/Arabia Saudita
Gli scontri militari tra i governativi e le milizie Houthi ha provocato oltre 82 mila sfollati. L’esercito sconfitto ha ripiegato verso est, ma continua a parlare di liberare la capitale Sanaa. Probabilmente per distrarre l’attenzione dalla dura batosta ricevuta dalla caduta nelle mani degli houthi di tuta la costa yemenita sul mar Rosso e il conseguente controllo sullo Stretto di Bab El-Mandab. La sconfitta maggiore è per l’Arabia Saudita che malgrado i bombardamenti aerei intensi, non è riuscita a bloccare l’avanzata delle milizie. Le richieste di Mohammed bin Salman a Trump di intervenire militarmente sono state respinte. La stampa israeliana parla di richieste indirette ad Israele di fornire un supporto logistico, ma da Riad non sono arrivate né conferme né smentite.
Libano
I raid e i bombardamenti israeliani continuano in alcune zone del Libano meridionale, parallelamente allo stallo dei negoziati e all’impossibilità di fissare una data per l’ottavo round di colloqui. L’ambasciata statunitense a Beirut ha annunciato un prossimo incontro tra gli ambasciatori libanese e israeliano a Washington, con il successivo round di negoziati che si terrà a Roma nel mese di ottobre. Il presidente libanese Aoun ha smentito che vi siano trattative in corso con gli invasori e che non è possibile negoziare sotto la minaccia delle armi.
Il ministro della guerra israeliano, Katz, ha affermato che l’esercito di Tel Aviv non si ritirerà dalle alture di Alì Taher, che rappresenteranno la nuova “linea gialla” tra Libano e Israele.
Espansionismo israeliano in Siria
L’espansionismo israeliano in Siria è sotto gli occhi di tutti. Truppe di Tel Aviv sono penetrate fino all’ingresso meridionali della cittadina di Beit Jin, nella zona rurale di Damasco, a circa 30 km dalla capitale siriana. Hanno issato un posto di blocco e perquisito i cittadini. Dopo il loro ritiro, l’artiglieria israeliana ha bombardata la cittadina.
Questi movimenti sul campo coincidono con la visita alla zona del Jebel Sheikh (Monte Hermon) da parte del criminale di guerra ricercato, Netanyahu, e del suo ministro della guerra, Katz. Avevano dichiarato con molta chiarezza che la presenza militare israeliana sarà a lungo termine.
Israele sta sfruttando il vuoto di potere attuale in Siria, per perseguire i propri obiettivi espansionistici, in assenza di una forza militare siriana in grado di un confronto diretto, cercando di conquistare nuovi territori al fine di spostare l’attenzione dei futuri negoziati su di essi e trasformare l’occupazione delle alture del Golan in un fatto compiuto e definitivo.
Prigionieri palestinesi nei lager israeliani

Si è aperta lo scorso sabato, a Ginevra, in Svizzera, presso il Centro Congressi Internazionale, una conferenza internazionale sui prigionieri palestinesi, con lo slogan “Nessuna giustizia senza la libertà dei prigionieri: verso la responsabilità legale e la fine dell’impunità”.
La conferenza ha riunito esperti legali internazionali, avvocati che rappresentano i prigionieri e rappresentanti di missioni diplomatiche e organizzazioni della società civile. Il suo obiettivo è quello di far sì che la questione dei detenuti palestinesi passi dalla mera solidarietà morale ad azioni concrete, istituzionali e legali a livello internazionale.
L’importanza di questo incontro sui diritti umani risiede nella sua coincidenza con la 63ª sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che si svolge a Ginevra dal 7 settembre al 7 ottobre.
Il portavoce della conferenza, Abdul Majid Marari, ha dichiarato che la tempistica e la sede della conferenza sono cruciali, poiché si tiene nella capitale dei diritti umani, a pochi metri dalla sede del Consiglio per i diritti umani. Ha inoltre sottolineato la presenza alla conferenza di numerosi delegati e ambasciatori.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Cinema/ Venezia
Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha annunciato l’intenzione di revocare la cittadinanza israeliana ai registi Yuval Avraham e Rachel Szor, autori del documentario “Naza”, con l’accusa di “tradimento”, in seguito alla vittoria del Premio Speciale della Giuria all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Zohar ha affermato che si sarebbe immediatamente attivato per revocare la cittadinanza ai registi, definendoli “traditori” e considerando il successo del film al festival italiano uno sviluppo sconvolgente.
Ricordiamo che la proiezione del film è vietata in Israele, perché governo e esercito genocidari non vogliono che la gente veda i crimini pianificati, preparati e compiuti a Gaza, con l’intenzione di uccidere civili.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e 30 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi lunedì 14 settembre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate qui per leggere i nominativi!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
Alla Festa provinciale dell’Unità a Bologna è stato allestito un banchetto del gruppo “PD Bologna per Gaza”: Guardate le foto
Le affidatarie di Bologna hanno creato due account “Adozioni a distanza Gaza”, su Instagram QUI e FB qui. Seguiteli, mettete espressioni di gradimento (like) e commentate. Saranno canali di diffusione del progetto Ore Felici per i bambini/e di Gaza. Cominciano ad arrivare le prime chiamate di richieste informazioni e adesioni.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Alla Festa provinciale dell’Unità a Bologna, si è tenuto, sabato 29 AGOSTO a Casadeipensieri2026, un collegamento online con Gaza, dov’è stato presentato il libro di Majd Al-Assar: “Il mio cuore libero. La forza di una madre di Gaza” (Garzanti ed.) L’autrice, in collegamento video da Gaza, ha risposto alle domande di Alessandro Castellari, sia sul libro che sulla situazione che si vive nella Striscia occupata. Ha condotto l’incontro: Anne Drerup. Interprete: Cecilia Clementel (Regia: Nicola Atzeni). Quando sarà pronto il video, lo pubblicheremo su Anbamed.
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