Statuto “Anbamed, APS per la Multiculturalità”

Definizioni e Finalità

Articolo 1
È costituita l’Associazione non riconosciuta ai sensi del Codice del Terzo Settore
(D.Lgs 117/2017, di seguito indicato come CTS) e ss.mm.ii, e delle norme del Codice
civile in tema di associazioni, denominata “Anbamed, per la
Multiculturalità
” (indicata anche come “Associazione” nel presente testo) con sede
legale in Acquedolci (prov. ME), Via Vittorio Emanuele II, 5.
La denominazione sociale dell’associazione, una volta ottenuta l’iscrizione nella
sezione Associazioni di promozione sociale del Registro Unico Nazionale del Terzo
Settore (RUNTS) o, nelle more della sua istituzione, in registri considerati
equivalenti, sarà integrata automaticamente con l’acronimo “APS” e
diventerà “Anbamed, APS per la Multiculturalità”.
Il trasferimento della sede legale all’interno del medesimo Comune deliberato
dall’Assemblea dei soci non comporta modifica statutaria, ma l’obbligo di
comunicazione agli uffici competenti.
L’Associazione è un Ente del Terzo Settore (ETS), e centro di vita associativa,
autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico e antifascista ed
ha durata illimitata; non persegue finalità di lucro e non è pertanto consentita la
distribuzione anche indiretta di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque
denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri
componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di
scioglimento individuale del rapporto associativo.
Articolo 2
Lo scopo principale dell’Associazione è promuovere socialità, mutualismo,
partecipazione e sviluppo del senso di comunità, e contribuire alla crescita culturale e
civile dei/delle propri/e soci/e, come dell’intera comunità.
Sono finalità dell’associazione:
• la promozione delle culture Altre, la valorizzazione delle forme espressive,
della creatività, delle attitudini creative e degli spazi per l’espressione, la
formazione, la creazione, la produzione e fruizione culturale;
• il riconoscimento dei diritti culturali, la promozione dell’accesso universale
alla conoscenza, al sapere, all’educazione, all’informazione, alla cultura,
all’uso delle nuove tecnologie della comunicazione, la promozione
dell’inclusione digitale;
• la promozione del volontariato inteso come partecipazione democratica alle
azioni di solidarietà, di cooperazione e di cittadinanza, sia a livello locale che
internazionale:
• l’affermazione della cultura della legalità e la lotta alle mafie, a tutte le
criminalità organizzate, alla corruzione e agli abusi di potere, anche tramite
l’uso sociale dei beni confiscati;
• l’impegno per un movimento di cittadinanza mondiale, la costruzione di
pratiche di solidarietà e cooperazione tra comunità, anche a livello
internazionale, la costruzione di relazioni e reti a livello Mediterraneo e
mondiale per l’affermazione del diritto alla libertà di informare e di essere
informati, della giustizia sociale e la globalizzazione dei diritti umani;
• la promozione della cultura della convivenza civile, della nonviolenza, delle
pari opportunità dei diritti, delle differenze culturali, etniche e religiose e in
genere la tutela delle diversità linguistiche;
• il ripudio della guerra e l’impegno per l’affermazione di una cultura
nonviolenta;
• l’impegno a favore dell’ambiente;
• la promozione del turismo sociale e sostenibile e dei viaggi a valenza culturale
e formativa come forma di approfondimento e arricchimento delle conoscenze
tra persone e territori in cui vivono;
Articolo 3
I) L’Associazione persegue le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale di cui
all’art. 2 e intende operare nei settori della multiculturalità, la lotta al razzismo ed alle
discriminazioni, la lotta per l’affermazione dei diritti umani sanciti dalla
Dichiarazione Universale e dell’ONU e dalla Costituzione Italiana, la conoscenza
reciproca tra i popoli della sponda Nord e di quelli del Sud Est del Mediterraneo, noto
come la regione del Grande Vicino Oriente, e l’approfondimento delle relazioni
internazionali, mediante lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro
familiari o di terzi, delle seguenti attività di interesse generale di cui all’art. 5 -1)
d,f,i,j,k,v,w del CTS:
a) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse
sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e
della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui all’art. 5
CTS, attraverso la promozione di attività quali, a titolo esemplificativo e non
esaustivo, di spettacoli, rassegne, festival, mostre, convegni, corsi, seminari, la
redazione di rassegna stampa web e pubblicazioni di testi scritti, audio e video, per
divulgare informazioni sulla vita e sulla storia dei popoli della sponda sud est del
Mediterraneo;
b) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo
2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse
sociale con finalità educativa;
c) organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale e culturale, in
particolare l’associazione si propone di svolgere viaggi di conoscenza nei paese del
Grande Vicino Oriente, anche per svolgere ricerca culturale sulle tradizioni comuni e
gli scambi tra le popolazioni del Mediterraneo;
d) promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e
della difesa non armata;
e) Organizzazione di occasioni di scambi culturali e performance tra artisti e scrittori
delle due sponde del Mediterraneo ed ogni altra attività idonea alla conoscenza
dell’Altro;
Tutti i campi in cui si manifestano esperienze culturali, ricreative e formative e tutti
quelli in cui si può dispiegare una battaglia civile contro ogni forma d’ignoranza,
d’intolleranza, di violenza, di censura, d’ingiustizia, di discriminazione, di razzismo,
di emarginazione, di solitudine forzata, sono potenziali settori d’intervento
dell’Associazione.
In generale sono potenziali settori di intervento dell’Associazione, ove compatibili, le
attività di cui all’articolo 5 del CTS e successive modificazioni e integrazioni.
L’Associazione può inoltre svolgere attività di somministrazione ai/lle soci/e di
alimenti e bevande come momento ricreativo e di socialità, complementare e
strumentale all’attuazione degli scopi istituzionali e delle attività di interesse generale,
come previsto dall’art. 85 comma 4 del CTS.
II) L’Associazione può esercitare, ai sensi dell’Art. 6 del CTS, attività diverse da
quelle di cui al presente articolo, secondarie e strumentali rispetto alle attività di
interesse generale, come individuate dal Consiglio Direttivo, nonché raccolte fondi ai
sensi dell’art. 7 del medesimo decreto.
Articolo 4
L’Associazione si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria,
libera e gratuita dai/lle propri/e associati/e. La qualità di volontario è incompatibile
con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro
rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il/la volontario/a è socio/a o tramite il
quale svolge la propria attività volontaria.
L’Associazione provvede ad istituire apposito registro ove iscrivere i/le volontari/e
dell’Associazione che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
L’Associazione potrà inoltre avvalersi, in caso di particolare necessità, per lo
svolgimento dell’attività di interesse generale ed il perseguimento delle finalità, di
prestazioni di lavoro dipendente, autonomo o di altra natura, anche ricorrendo ai/lle
propri/e associati/e, secondo i limiti e le modalità stabiliti dalla normativa vigente.

I/le Soci/e

Articolo 5
Il numero dei/lle soci/e è illimitato e non può essere inferiore al numero minimo
previsto dall’art. 35 c. 1 CTS. Può diventare socio/a chiunque approvi le finalità
dell’Associazione, si riconosca nel presente Statuto e abbia compiuto il diciottesimo
anno di età, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, identità
sessuale, nazionalità, appartenenza etnica e religiosa.
I minori di anni diciotto possono assumere il titolo di socio/a solo previo consenso
del genitore o di chi ne esercita la responsabilità genitoriale.
Agli/lle aspiranti soci/e sono richiesti l’accettazione e l’osservanza dello statuto e il
rispetto della civile convivenza.
Lo status di socio/a, una volta acquisito, ha carattere permanente, e può venir meno
solo nei casi previsti dal successivo art. 9. Non sono pertanto ammesse iscrizioni che
violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi
di diritti o a termine.
Gli/le aspiranti soci/e devono presentare domanda al Consiglio Direttivo,
menzionando il proprio nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita unitamente
all’attestazione di accettare e attenersi allo statuto, ai regolamenti interni e alle
deliberazioni degli organi sociali.
Articolo 6
E’ compito del Consiglio Direttivo, o di uno/a o più Consiglieri/e da esso
espressamente delegati/e, esaminare ed esprimersi in merito alle domande di
ammissione, entro un massimo di trenta giorni dalla richiesta di adesione, verificando
che gli/le aspiranti soci/e abbiano i requisiti previsti. Qualora la domanda sia accolta,
la comunicazione di accettazione sarà assolta con la consegna della tessera sociale
al/la nuovo/a socio/a e il suo nominativo sarà annotato nel Libro dei Soci.
In caso di rigetto motivato della domanda da parte del Consiglio Direttivo,
comunicato entro il termine di cui al primo comma o ad essa non sia data risposta
entro lo stesso termine, l’interessato/a potrà presentare ricorso al Presidente entro
trenta giorni dalla comunicazione del rigetto ovvero dallo scadere dei termini di cui al
primo comma. Sul ricorso si pronuncerà in via definitiva l’Assemblea dei Soci alla
sua prima convocazione.
Articolo 7
L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità, pari
opportunità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati.
Gli/le soci/e hanno diritto a:
• frequentare la sede dell’Associazione e partecipare a tutte le iniziative e alle
manifestazioni promosse dall’Associazione;
• riunirsi in assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti
l’Associazione e concorrere all’elaborazione del programma;
• discutere ed approvare i rendiconti;
• eleggere ed essere eletti/e componenti degli organismi dirigenti, di garanzia e
di controllo;
• esaminare i libri sociali, previa richiesta scritta al Consiglio Direttivo;
• approvare le modifiche allo statuto nonché l’adozione e la modifica dei
regolamenti.
Hanno diritto di voto in Assemblea i/le soci/e che siano iscritti/e da almeno tre mesi
nel Libro dei Soci e abbiano provveduto al versamento della quota sociale almeno
quindici giorni prima della data di svolgimento dell’Assemblea.
Articolo 8
Il/la socio/a è tenuto/a a:
• rispettare lo statuto, i regolamenti, le delibere degli organi sociali;
• versare alle scadenze stabilite le quote sociali decise dagli organismi
dirigenti;
• mantenere una irreprensibile condotta civile e morale nella partecipazione
alle attività dell’Associazione e nella frequentazione della sede sociale. In
particolare è obbligo del/la socio/a mantenere una condotta di rispetto verso
gli/le altri/e soci/e e verso gli organismi sociali nonché verso il buon nome
dell’Associazione, le sue strutture e le sue attrezzature;
• rimettere la risoluzione di eventuali controversie interne al giudizio degli
organismi di garanzia dell’Associazione o, in mancanza, all’Assemblea dei
soci;
• osservare le regole dettate dalle Associazioni nazionali, dalle Federazioni,
dagli Enti e dagli organismi ai quali l’Associazione aderisce o è affiliata.
La quota sociale rappresenta unicamente un versamento periodico vincolante a
sostegno economico dell’Associazione, non costituisce pertanto in alcun modo titolo
di proprietà o di partecipazione a proventi, non è in nessun caso rivalutabile,
rimborsabile o trasmissibile.
Articolo 9
La qualifica di socio/a si perde per:
• decesso;
• scioglimento dell’Associazione;
• mancato pagamento della quota associativa annuale;
• dimissioni, che devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo;
• rifiuto motivato del rinnovo della tessera sociale da parte del Consiglio
Direttivo;
• espulsione o radiazione.
Il mancato pagamento della quota associativa annuale nei tempi previsti, a seguito di
sollecito di versamento anche collettivo, comporta la decadenza dell’associato/a senza
necessità di alcuna formalità, salvo specifica annotazione sul libro dei soci.
Articolo 10
Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di intraprendere azione disciplinare nei confronti
del/la socio/a, secondo la gravità dell’infrazione commessa, mediante il richiamo
scritto, la sospensione temporanea, rifiuto del rinnovo della tessera sociale, o
l’espulsione o radiazione, per i seguenti motivi:
• inosservanza delle disposizioni dello statuto, di eventuali regolamenti o delle
deliberazioni degli organi sociali;
• denigrazione dell’Associazione, dei suoi organi sociali, dei/lle suoi/e soci/e;
• l’attentato in qualunque modo al buon andamento della vita
dell’Associazione, ostacolandone lo sviluppo e perseguendone lo
scioglimento;
• il commettere o provocare gravi disordini durante le assemblee;
• appropriazione indebita dei fondi sociali, atti, documenti od altro di proprietà
dell’Associazione;
• l’arrecare in qualunque modo danni morali o materiali all’Associazione, ai
locali ed alle attrezzature di sua pertinenza. In caso di dolo, il danno dovrà
essere risarcito;
• l’arrecare danni morali o materiali ad altro/a socio/a ovvero a terzi in occasioni
comunque connesse alla partecipazione alla vita associativa, ovvero adotti
condotte che manifestino con evidenza incompatibilità con i valori sociali
espressi all’art. 2 del presente statuto.
Articolo 11
Ciascuno dei provvedimenti di cui al precedente articolo 10 dovrà essere reso noto
al/la socio/a con comunicazione scritta.
Contro ogni provvedimento disciplinare di cui all’art. 10, è ammesso il ricorso entro
trenta giorni al Presidente che lo pone all’ordine del giorno della prima Assemblea dei
Soci utile, che deciderà in via definitiva.

Patrimonio Sociale e rendicontazione

Articolo 12
Il patrimonio sociale dell’Associazione è indivisibile e destinato unicamente,
stabilmente e integralmente a supportare il perseguimento delle finalità sociali.
Esso è costituito da:
• beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione;
• eccedenze degli esercizi annuali;
• erogazioni liberali vincolate, donazioni, lasciti;
• fondo di riserva;
• partecipazioni societarie e investimenti in strumenti finanziari diversi.
Il patrimonio sociale, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate
comunque denominate è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini
dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Articolo 13
Le fonti di finanziamento dell’associazione sono:
• quote annuali di adesione e tesseramento dei/delle soci/e;
• proventi derivanti dalla gestione economica del patrimonio;
• proventi derivanti dalla gestione diretta di attività, servizi, iniziative e
progetti;
• contributi pubblici e privati;
• erogazioni liberali;
• raccolte fondi;
ogni altra entrata diversa non sopra specificata.
Articolo 14
L’esercizio sociale si intende dal 1 Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno. Di esso
deve essere presentato all’Assemblea dei soci entro il 30 Aprile dell’anno successivo
un bilancio di esercizio ai sensi dell’art. 13 del CTS.
Una proroga può essere prevista in caso di comprovata necessità o impedimento.
La previsione e programmazione economica dell’anno sociale successivo è deliberata
dall’Assemblea con attinenza alla formulazione delle linee generali di attività
dell’Associazione.
Articolo 15
Sono previsti la costituzione e l’incremento del fondo di riserva. L’utilizzo del fondo
di riserva è vincolato alla decisione dell’Assemblea dei soci.
Il residuo attivo di ogni esercizio sarà devoluto in parte al fondo di riserva, e il
rimanente sarà tenuto a disposizione per iniziative consone agli scopi di cui all’art. 2
e per nuovi impianti o attrezzature.

Organismi dell’Associazione

Articolo 16
Sono organismi di direzione dell’Associazione:
• l’Assemblea dei Soci;
• il Consiglio Direttivo.
Tutte le cariche elettive sono gratuite.
È organismo di garanzia e controllo:
• il Collegio dei Sindaci revisori.
Gli organismi durano in carica quattro anni ed i componenti sono rieleggibili.
Tramite Regolamento o apposita delibera ciascun organismo può attivare per le
proprie convocazioni modalità di partecipazione mediante mezzi di
telecomunicazione ovvero l’espressione del voto per corrispondenza o in via
elettronica, purché sia possibile verificare l’identità dell’associato che partecipa e
vota.
Articolo 17
Partecipano all’Assemblea generale dei soci tutti/e i/le soci/e che siano iscritti/e da
almeno tre mesi nel Libro dei Soci e abbiano provveduto al versamento della quota
sociale almeno quindici giorni prima della data di svolgimento dell’Assemblea stessa.
Le riunioni dell’Assemblea sono ordinariamente convocate a cura del Consiglio
Direttivo tramite avviso scritto, contenente la data e l’ora di prima e seconda
convocazione e l’ordine del giorno, da esporsi in bacheca e/o da inviare ai/lle soci/e
tramite posta elettronica o altro mezzo di comunicazione almeno quindici giorni
prima.
Articolo 18
L’Assemblea generale dei soci può essere convocata in via straordinaria dal Consiglio
Direttivo o dal Presidente per motivi che esulano dall’ordinaria amministrazione, nei
casi previsti dagli artt. 20 e 31, ed ogni qual volta ne faccia richiesta motivata il
Collegio dei Sindaci revisori (ove nominato) o almeno un quinto dei/lle soci/e aventi
diritto al voto.
L’Assemblea dovrà aver luogo entro trenta giorni dalla data in cui è richiesta e
delibera sugli argomenti che ne hanno richiesto la convocazione.
Articolo 19
In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita alla presenza della metà
più uno dei/lle soci/e con diritto di voto, in seconda convocazione è regolarmente
costituita qualunque sia il numero degli/lle intervenuti/e. L’Assemblea delibera sulle
questioni poste all’ordine del giorno a maggioranza dei voti dei/lle presenti, salvo le
eccezioni di cui all’art. 20.
Il voto è personale e non sono ammesse deleghe.
Articolo 20
Per deliberare sulle modifiche da apportare allo Statuto o al Regolamento proposte
dal Consiglio Direttivo o da almeno un quinto dei/lle soci/e, è indispensabile la
presenza di almeno un terzo dei/lle soci/e con diritto di voto, ed il voto favorevole di
almeno tre quinti dei/lle partecipanti.
Per le delibere di modifiche consistenti nel recepimento di intervenute novità
normative vincolanti è sufficiente, in seconda convocazione, la maggioranza degli
intervenuti.
Per le delibere di trasformazione, fusione o scissione è indispensabile la presenza
della maggioranza assoluta dei/lle soci/e aventi diritto al voto, ed il voto favorevole i
quattro quinti dei presenti.
Per delibere riguardanti lo scioglimento o la liquidazione dell’Associazione, valgono
le norme di cui all’art. 31.
Articolo 21
L’Assemblea è presieduta dal/la Presidente dell’Associazione o da un/a socio/a
eletto/a dall’Assemblea stessa. Il/la presidente dell’Assemblea propone un/a
segretario/a verbalizzante eletto/a in seno alla stessa.
Le votazioni possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto quando ne
faccia richiesta un decimo dei/lle soci/e presenti con diritto di voto.
Per l’elezione degli organi sociali la votazione avviene di norma a scrutinio segreto,
secondo le modalità previste dal regolamento.
Nelle deliberazioni che riguardano la loro responsabilità i componenti del Consiglio
direttivo non hanno diritto di voto.
Le deliberazioni assembleari sono riportate sul libro verbali a cura del segretario che
li firma insieme al presidente. I verbali e gli atti verbalizzati sono esposti all’interno
della sede sociale durante i quindici giorni successivi alla loro formazione, e restano
successivamente agli atti a disposizione dei/lle soci/e per la consultazione.
Articolo 22
L’Assemblea generale dei soci, nei termini di cui all’ultimo comma dell’art. 7:
a) elegge e revoca i componenti degli organi sociali;
b) al termine del mandato discute la relazione del Consiglio Direttivo uscente e
l’indirizzo programmatico del nuovo mandato; elegge una commissione elettorale,
composta da almeno tre soci/e, che controlli lo svolgimento delle elezioni e firmi gli
scrutini;
c) nomina e revoca, nei casi previsti dalla legge, il soggetto incaricato della revisione
legale dei conti;
d) approva il bilancio di esercizio e l’eventuale bilancio sociale;
e) approva le linee generali del programma di attività per l’anno in corso e l’eventuale
relativo documento economico-programmatico;
f) delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove azione
di responsabilità nei loro confronti;
g) delibera sulle modificazioni dello statuto;
h) delibera sull’assunzione dei regolamenti interni, compreso il regolamento dei
lavori assembleari;
i) delibera lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione
dell’Associazione;
l) delibera su tutte le questioni attinenti la gestione sociale;
m) delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge o dal presente Statuto alla sua
competenza.
Articolo 23
Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea dei soci, ed è composto da un minimo
di 3 eletti fra i/le soci/e. Il Consiglio Direttivo è l’organo di amministrazione previsto
dall’art. 26 del CTS, dura in carica quattro anni ed i suoi componenti sono
rieleggibili.
I componenti del Consiglio Direttivo non devono trovarsi in nessuna condizione di
incompatibilità previste dall’art 2382 del codice civile (Cause di ineleggibilità e di
decadenza).
Articolo 24
Il Consiglio Direttivo nell’ambito delle proprie funzioni può avvalersi, per compiti
operativi o di consulenza, di commissioni di lavoro da esso nominate, nonché
dell’attività volontaria di cittadini/e non soci/e, in grado, per competenze specifiche,
di contribuire alla realizzazione di specifici programmi, ovvero costituire, quando
ritenuto indispensabile, specifici rapporti professionali, secondo quanto previsto
dall’art. 4.
Articolo 25
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno:

  • il/la Presidente: ha la rappresentanza legale e la firma sociale dell’Associazione e la
    rappresenta anche verso i terzi. Convoca e presiede il Consiglio; può, in casi di
    urgenza, assumere provvedimenti di normale competenza del Consiglio Direttivo che
    dovranno essere sottoposti a ratifica nel primo Consiglio utile;
  • il/la Vicepresidente: coadiuva il Presidente e, in caso di assenza o impedimento di
    questi, ne assume le mansioni;
  • il/la Segretario/a: cura ogni aspetto amministrativo dell’Associazione; redige i
    verbali delle sedute del Consiglio e li firma con il Presidente; presiede il Consiglio in
    assenza del Presidente e del Vicepresidente.
  • il/la Tesoriere/a: tiene la cassa e cura gli aspetti di carattere economico.
    In caso di dimissioni, decesso o decadenza di Presidente, Vicepresidente o Segretario
    è facoltà del Consiglio Direttivo eleggere un nuovo incaricato all’interno dei propri
    componenti in carica e, se necessario, provvedere alla reintegrazione di un
    componente del Consiglio secondo le norme stabilite all’articolo 28 dello statuto.
    Il Consiglio può inoltre distribuire fra i suoi componenti altre funzioni attinenti a
    specifiche esigenze legate alle attività dell’Associazione.

Articolo 26 

Compiti del Consiglio Direttivo sono: 

• convocare l’Assemblea dei soci; 

• eseguire le delibere dell’Assemblea; 

• formulare i programmi di attività sociale sulla base delle linee approvate  dall’Assemblea; 

• predisporre il bilancio di esercizio formato dallo stato patrimoniale, dal  rendiconto gestionale, con l’indicazione dei proventi e degli oneri  dell’associazione, e dalla relazione di missione che illustra le poste di  bilancio, l’andamento economico e gestionale dell’associazione e le modalità  di perseguimento delle finalità statutarie. Nei limiti previsti dall’art. 13 c. 2  CTS, il bilancio può essere redatto nella forma del rendiconto per cassa. 

• Predisporre l’eventuale bilancio sociale secondo le modalità e nei casi  previsti dall’art. 14 del CTS; 

• individuare le attività diverse di cui all’articolo 6 del CTS da svolgere in  armonia con le finalità sociali e documentarne il carattere secondario e 

strumentale secondo quanto previsto dell’Art. 13 c. 6 CTS nella relazione di  missione o in una annotazione in calce al rendiconto per cassa o nella nota  integrativa al bilancio; 

• predisporre tutti gli elementi utili all’Assemblea per la previsione e  programmazione economica dell’anno sociale; 

• predisporre i regolamenti da sottoporre alla deliberazione dell’Assemblea; • all’interno delle linee guida definite dall’Assemblea, deliberare sulle  modalità di gestione del tesseramento; 

• deliberare circa l’ammissione dei/lle soci/e, può delegare allo scopo uno/a o  più Consiglieri/e; 

• deliberare circa le azioni disciplinari nei confronti dei/lle soci/e; • sovrintendere all’ordinaria e straordinaria amministrazione dell’Associazione e, all’interno delle linee guida espresse dall’Assemblea, adottare tutti i  provvedimenti necessari a garantire il buon andamento dell’Associazione; • stipulare tutti gli atti e i contratti inerenti le attività sociali; 

• curare la gestione di tutti i beni mobili ed immobili di proprietà  dell’Associazione o ad essa affidati a qualsiasi titolo; 

• decidere le modalità di partecipazione dell’Associazione alle attività  organizzate da altre associazioni ed enti, e viceversa, se compatibili con i  principi ispiratori del presente Statuto; 

• presentare all’Assemblea, alla scadenza del proprio mandato, una relazione  complessiva sull’attività inerente il medesimo. 

Articolo 27 

Il Consiglio Direttivo si riunisce di norma una volta al mese, in un giorno prestabilito  senza necessità di ulteriore avviso, e straordinariamente quando ne facciano richiesta  almeno un terzo dei/lle Consiglieri/e, o su convocazione del/la Presidente. È da ritenersi valido il Consiglio Direttivo non formalmente convocato in presenza  della totalità dei Consiglieri. 

Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei/lle Consiglieri/e, e le  delibere sono approvate a maggioranza assoluta di voti dei presenti. Le votazioni normalmente sono palesi, possono essere a scrutinio segreto quando ciò  sia richiesto anche da un/a solo/a Consigliere/a. La parità di voti comporta la  reiezione della proposta. 

Delle deliberazioni è redatto verbale a cura del/la Segretario/a, che lo firma insieme  al/la Presidente. Tale verbale è conservato nel libro verbali del Consiglio Direttivo ed  è a disposizione dei/lle soci/e che richiedano di consultarlo. 

Articolo 28 

I/le Consiglieri/e sono tenuti/e a partecipare attivamente a tutte le riunioni, sia  ordinarie sia straordinarie. Il/la Consigliere/a, che ingiustificatamente non si presenta  a tre riunioni consecutive, decade. Decade comunque il/la Consigliere/a dopo sei  mesi di assenza dai lavori del Consiglio. Nella prima convocazione utile, il Consiglio  Direttivo prende atto della decadenza. 

È facoltà del/la Consigliere/a rimettere le dimissioni dal proprio incarico mediante  formulazione all’interno della riunione del Consiglio e annotazione nel verbale della 

seduta, oppure, se presentate fuori dalla riunione del Consiglio mediante  comunicazione scritta al presidente e dallo stesso riportata all’interno della successiva riunione del Consiglio. 

Il/la consigliere/a decaduto/a o dimissionario/a può essere sostituito/a, ove esista,  dal/la socio/a risultato primo escluso/a all’elezione del Direttivo, diversamente la  prima Assemblea dei soci utile provvede a reintegrare i componenti del Consiglio  

decaduti; i nuovi eletti rimangono in carica fino alla naturale scadenza del Consiglio. Nel caso in cui per dimissioni o altre cause decadano dall’incarico la maggioranza dei componenti del Consiglio Direttivo, l’intero Consiglio decade. 

Il Consiglio Direttivo può dimettersi quando ciò sia deliberato dai 2/3 dei/lle  Consiglieri/e. 

Il Consiglio decaduto o dimissionario è tenuto a convocare l’Assemblea indicendo  nuove elezioni entro trenta giorni. 

Articolo 29 

I) Il Collegio dei Sindaci revisori è un organismo di garanzia e di controllo ai sensi  dell’art. 30 del CTS. Qualora si renda obbligatorio per Legge o l’Assemblea lo ritenga opportuno, verrà eletto il Collegio dei Sindaci revisori composto da un minimo di 1 a  un massimo di 3 componenti, che possono essere individuati anche tra persone non  aderenti all’Associazione. 

II) Le cariche di consigliere/a e sindaco revisore sono incompatibili fra loro, ai  componenti del Collegio si applica l’articolo 2399 del codice civile (Cause  d’ineleggibilità e di decadenza). Almeno uno dei componenti deve essere scelto tra le  categorie di soggetti di cui all’articolo 2397, comma secondo, del codice civile, i  restanti componenti dovranno comunque possedere comprovate capacità tecniche,  conoscenza dell’Associazione e moralità. 

III) Il Collegio vigila sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei  principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del  D.Lgs 231/2001, qualora applicabili, nonché sull’adeguatezza dell’assetto  organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento. Esso  esercita inoltre il controllo contabile nel caso in cui non sia nominato un soggetto  incaricato della revisione legale dei conti. 

IV) Il Collegio esercita inoltre compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità  civiche, solidaristiche e di utilità sociale, avuto particolare riguardo alle disposizioni  di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 del CTS, ed attesta che il bilancio sociale sia stato  redatto in conformità alle linee guida di cui all’articolo 14 CTS. Il bilancio sociale dà  atto degli esiti del monitoraggio svolto dai sindaci. 

V) I/le componenti del Collegio possono in qualsiasi momento procedere, anche  individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli  amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Delle deliberazioni è redatto verbale, tale verbale è conservato nel libro verbali del  Collegio ed è a disposizione dei/lle soci/e che richiedano di consultarlo.
Articolo 30 
Fermo restando quanto previsto dall’articolo 29, nei casi previsti dall’art. 31 del CTS  l’Associazione: 
• potrà incaricare della revisione legale dei conti il Collegio dei Sindaci 
revisori, qualora sia costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro;
• ovvero nominerà un revisore legale dei conti o una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro. 

Norme di Scioglimento

Articolo 31
Fatto salvo quanto previsto dall’art. 49 del CTS la decisione motivata di scioglimento
dell’Associazione deve essere presa da almeno i quattro quinti dei presenti, in
un’Assemblea valida alla presenza della maggioranza assoluta dei/lle soci/e aventi
diritto al voto. Ove non sia possibile tale maggioranza nel corso di tre successive
convocazioni assembleari, ricorrenti a distanza di almeno venti giorni, di cui l’ultima
adeguatamente pubblicizzata a mezzo stampa, lo scioglimento potrà comunque essere
deliberato a maggioranza dei presenti da un’Assemblea appositamente convocata.
In caso di estinzione o scioglimento dell’Associazione il patrimonio, dedotte le
passività, sarà devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio regionale del Registro
unico nazionale del Terzo settore (RUNTS), e salva diversa destinazione imposta
dalla legge, ad altri enti del Terzo settore, secondo le modalità stabilite da un collegio
di liquidatori appositamente costituito, e in armonia con quanto disposto al riguardo
dal CTS. La stessa procedura si applica anche in caso di cancellazione dal RUNTS ai
sensi dell’art. 50 del CTS.
È esclusa, in ogni caso, qualunque ripartizione tra i/le soci/e del patrimonio residuo.

Disposizioni Finali

Articolo 32
Per quanto non previsto dallo statuto o dal regolamento interno, decide l’Assemblea a
norma del CTS, del Codice Civile e delle norme vigenti.