Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

17 maggio 2021

Rassegna n. 320

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Per ascoltare l’audio della rassegna di oggi:

Negli approfondimenti: una lettera alla Rai dagli accademici italiani esperti di Medio Oriente, in merito alla faziosità dei notiziari; di seguito un’intervista allo storico israeliano Ilan Pappè pubblicata da “il manifesto”.

Il 31 maggio sarà assegnato, ad uno di voi, il quadro dell’artista e poeta Giovanni Torres La Torre. (per avere ulteriori info sull’artista, clicca qui)

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I titoli

Palestina Occupata: Netanyahu non si ferma. Forte dell’appoggio USA e tedesco continua la macelleria a Gaza. 60 raids in un’ora.

Consiglio di Sicurezza: L’Amministrazione Biden blocca per la terza volta un comunicato che chiede la cessazione della guerra.

Israele: I cittadini israeliani di origine palestinese proclamano per domani uno sciopero generale.

Sudan: L’esercito consegna alla magistratura i nomi dei responsabili dell’uccisione dei manifestanti.

Acque del Nilo: Gli Stati Uniti invitano Egitto, Sudan e Etiopia a riprendere il negoziato per evitare un conflitto.

Le notizie

Palestina Occupata

Netanyahu non si ferma. La macelleria a Gaza continua.

All’alba di oggi (lunedì) Gaza ha subito 60 raids in un’ora. Sono state colpite case, negozi, strade commerciali e quartieri residenziali. Il rifiuto della tregua lo aveva annunciato il premier israeliano ieri in una video-conferenza, dopo aver parlato con Biden e in seguito al fallimento dell’ONU di assumere una posizione unitaria per la fine delle ostilità: “Dobbiamo finire il lavoro, non è tempo di cessare il fuoco”.

Secondo il ministero della sanità palestinese il numero dei morti è salito ieri a 197, tra i quali 58 bambini, mentre i feriti sono stati 1235. I bombardamenti hanno ostacolato il movimento delle ambulanze ed alcuni edifici dell’ospedale Shafaa sono stati danneggiati. È stato colpito anche un ambulatorio di Medici senza Frontiere ed una struttura dell’UNRWA, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati palestinesi. Le operazioni militari hanno costretto 40 mila persone a sfollare e cercare riparo in zone all’aria aperta in rifugi di fortuna.

Dal canto loro, i movimento della resistenza palestinese hanno lanciato razzi da Gaza verso le città e le colonie limitrofe alla striscia. Secondo i comunicati sarebbero state colpite Ashkelon, Beer Sheba e Siderot, ma la stampa israeliana non riporta notizie di vittime. È confermato dai media di Tel Aviv il blocco dell’estrazione di gas in una stazione off-shore dopo essere stata colpita da un siluro marino lanciato da Gaza.

A Gerusalemme Est e in Cisgiordania sono continuati gli scontri tra manifestanti e forze israeliane. Due giovani palestinesi sono stati feriti gravemente con pallottole di guerra sparate da coloni. La polizia non è intervenuta.

Consiglio di Sicurezza

Nulla di fatto al Palazzo di Vetro.

Gli Stati Uniti, per la terza volta, hanno bloccato una presa di posizione del Consiglio di Sicurezza per la cessazione della guerra a Gaza. Il ministro degli esteri cinese (la Cina è presidente di turno), Wang Yi, ha stigmatizzato: “È stato impossibile raggiungere una posizione unitaria di tutto il Consiglio a causa di una sola nazione” e poi ha aggiunto: “Invitiamo gli Stati Uniti ad assumersi le loro responsabilità”. La riunione si è tenuta ieri (domenica) a livello dei ministri degli esteri, ma USA e Israele erano presenti con i loro rappresentanti all’ONU. Il ministro degli esteri palestinese, Riad Maliki, ha condannato l’aggressione israeliana ed ha accusato Tel Aviv di crimini di guerra e contro l’umanità. L’ambasciatore israeliano all’ONU ha ripetuto la nota versione propagandistica che accusa Hamas di aver innescato il conflitto. Il ministro degli esteri egiziano, invitato come ospite insieme a quello giordano, ha affermato che è necessario un immediato cessate il fuoco e l’avvio di negoziati seri per l’affermazione dei diritti del popolo palestinese ad avere un suo Stato nei confini del 4 giugno 1967 con Gerusalemme Est capitale.

Su un altro versante anche l’Organizzazione di Cooperazione islamica ha riunito in video-conferenza i suoi ministri degli esteri su invito dell’Arabia Saudita. Molta retorica in difesa dei luoghi sacri islamici, ma nessuna azione diplomatica concreta, come per esempio quella che da giorni i manifestanti e gli attivisti chiedono: il richiamo per consultazioni degli ambasciatori arabi (Egitto, Giordania, Emirati e Bahrein) a Tel Aviv. Martedì è prevista la riunione on-line dei ministri degli esteri dell’Unione Europea. La Germania ha già annunciato che sta a fianco di Israele senza se e senza ma.

Reporters senza frontiere ha denunciato Israele alla Corte Penale Internazionale per il bombardamento delle sedi giornalistiche a Gaza.

Israele

Il coordinamento dei palestinesi di Israele ha indetto per domani (martedì) uno sciopero generale contro le politiche di guerra, di aggressione a Gerusalemme est e in Cisgiordania e per la fine della politica discriminatoria nelle città israeliane.

Le forze di sicurezza di Tel Aviv hanno comunicato di aver arrestato decine di cittadini israeliani di origine palestinese, accusati di aggressioni contro cittadini ebrei durante gli scontri avvenuti nelle città miste. Giovedì, il tribunale di Lod ha messo in libertà 4 coloni accusati dell’uccisione di un giovane di origine palestinese. Lo stesso Time of Israel considera la decisione dei giudici fortemente compiacente nei confronti degli imputati.

Ieri a Jaffa un bambino palestinese di 12 anni è stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni in seguito al lancio da parte di un estremista di una bottiglia incendiaria all’interno della sua casa.

L’organizzazione per i diritti umani israelo-palestinese B’tselem ha pubblicato un rapporto che denuncia i crimini di guerra a Gaza ed ha lanciato un appello alla comunità internazionale di mettere fine alla carneficina compiuta dall’esercito israeliano, prima che sia troppo tardi. (Vedi il rapporto in inglese)

Sudan

L’esercito sudanese ha consegnato alla magistratura i risultati dell’inchiesta interna sulla repressione dei manifestanti di martedì scorso davanti al comando generale delle forze armate, quando sono stati uccisi due attivisti. La protesta era stata organizzata nel secondo anniversario della strage con 128 morti, compiuta nello stesso luogo durante la rivolta popolare contro la dittatura di Omar Beshir. Il rapporto consegnato alla magistratura contiene i nomi di coloro che hanno sparato e la linea di comando presente in piazza l’11 maggio. Sia il governo che i vertici dell’esercito hanno subito condannato l’assassinio dei manifestanti.

Acque del Nilo

Il dipartimento di Stato USA ha emesso un comunicato sulla crisi tra Etiopia, Sudan e Egitto per la gestione delle acque del Nilo. Washington invita le tre parti a ritornare al tavolo delle trattative, mettendo a disposizione ogni possibile consulenza tecnica e diplomatica per superare la crisi per via negoziale. Il rapporto è stato pubblicato dopo la conclusione della visita dell’inviato per il Corno d’Africa, Jeffrey Feltman, al Cairo, Khartoum e Addis Abeba. L’impegno dell’amministrazione Biden in questa crisi registra un cambiamento radicale rispetto alla precedente e mira ad evitare un conflitto per l’acqua, in un’area già scossa da altri conflitti (Palestina, Yemen, Etiopia e Somalia), che potrebbe danneggiare gli interessi statunitensi.

Approfondimenti:

  1. Lettera degli accademici italiani alla RAI sulle faziosità su Gaza: https://www.anbamed.it/2021/05/16/lettera-aperta-di-accademici-italiani-alla-rai/
  2. Intervista di Ilan Pappè con Michele Giorgio (da “il manifesto”): https://www.anbamed.it/2021/05/17/intervista-ad-ilan-pappe-sulla-pulizia-etnica-a-gerusalemme-est/

1 commento

  1. Ringrazio vivamente chi ha espresso con chiarezza e partecipazione il pensiero che angoscia ormai da troppi anni coloro che, come me, seguono la terribile situazione dei Palestinesi . Gli ultimi fatti accaduti tra Israele e Palestina hanno dimostrato ancora una volta, la disumanità di Netanjao e l’ interessata connivenza della destra italiana. Conto di versare un pur modesto contributo ad Anbamed appena potrò. Grazie ancora e Forza Palestina !!!

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