Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

28 maggio 2021

Rassegna n. 331

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Il 31 maggio sarà assegnato, ad uno di voi, il quadro dell’artista e poeta Giovanni Torres La Torre. (per avere ulteriori info sull’artista, clicca qui)

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I titoli

Iraq: Timori di destabilizzazione dopo la cattura del capo miliziano di Hashd Shaabi.

Palestina: La commissione ONU per i Diritti Umani apre un’inchiesta sui crimini di guerra nei territori palestinesi occupati e Israele.

Siria: Assad ha vinto le elezioni farsa col 95,1% dei voti.

Egitto: Al-Sissi in visita a Gibuti per una base militare in funzione anti Etiopia.

Egitto: Campagna per la liberazione del giornalista Gamal Al-Jamal malato di Covid, in carcere senza cure.

Arabia Saudita: rilasciato il musicista libanese Samir Sfeir.

Le notizie

Iraq

Informazioni incerte sulla sorte del capo miliziano di Hashd Shaabi arrestato ieri l’altro. Nella zona verde della capitale, centro del potere e delle sedi diplomatiche, è tornata la calma dopo che le milizie hanno mostrato i muscoli con una parata militare davanti al palazzo del governo ed all’abitazione privata del primo ministro, Al-Kadhimi, chiedendo la liberazione di Qassim Muslih e di “processare per alto tradimento il capo delle forze speciali, che lo aveva arrestato in collaborazione con delle unità speciali USA”. In serata di ieri, la situazione è tornata alla normalità e l’esercito, dopo una trattativa, ha ripreso possesso di tutta la zona verde.

Palestina

Il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU ha votato ieri, giovedì, per formare una commissione internazionale indipendente di inchiesta sull’aggressione israeliana nei territori palestinesi.
La risoluzione è stata adottata a maggioranza, 24 paesi hanno votato a favore, 14 si sono astenuti, mentre 9 paesi si sono opposti: Uruguay, Gran Bretagna, Isole Marshall, Malawi, Germania, Austria, Bulgaria, Camerun e Repubblica Ceca.

Il governo israeliano ha già annunciato che non collaborerà.

Siria

Com’era previsto, Bashar Assad ha vinto le elezioni con il 95,1% dei voti espressi. I due sfidanti hanno ottenuto 1,5% e 3,3%. Secondo il comunicato del presidente del Parlamento, hanno partecipato al voto oltre 14 milioni di elettori su 18 milioni. Cifre immaginarie che nessun organo indipendente ha potuto verificare. Queste sono le seconde elezioni che avvengono dall’inizio della rivolta popolare repressa dal regime e trasformata in guerra civile. Nelle precedenti elezioni del 2014, Assad aveva ottenuto l’88% dei voti.

Egitto

Il generale Al-Sissi è stato ieri in visita a Gibuti, dove ha discusso con il presidente, Ismail Omar Guelleh – secondo quanto anticipato dalla stampa del Cairo – un possibile accordo per la costruzione di una base militare egiziana nel Corno d’Africa. I due paesi hanno interessi nella cooperazione in materia di sicurezza nella navigazione del Mar Rosso. Nel piccolo paese africano vi risiedono diverse basi militari straniere. Oltre alla storica presenza francese (ex potenza coloniale), c’è una base statunitense che ospita soldati tedeschi e britannici, e altre basi di dimensioni più modeste del Giappone, Spagna e Italia. Le ambizioni egiziane riguardano soprattutto un’azione di deterrenza nei confronti dell’Etiopia per la crisi delle acque del Nilo.

Egitto

La Commissione Internazionale per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha rivolto un appello alle autorità egiziane per il rilascio del giornalista Gamal Al-Jamal, detenuto al Cairo dallo scorso febbraio. Al-Jamal è in condizioni di salute molto precarie e si sospetta che abbia contratto il virus Covid19, ma la direzione del carcere si rifiuta di effettuare i tamponi. Il giornalista viveva in Turchia ed aveva lavorato alla TV Shorouq, uno dei canali dell’opposizione al regime di Al-Sissi. Al suo ritorno al Cairo è stato arrestato all’aeroporto e come di consueto il suo arresto preventivo viene rinnovato ripetutamente.

Arabia Saudita

Il musicista libanese Samir Sfeir è giunto a Beirut dopo il suo rilascio dal carcere di Riad. Sfeir è stato arrestato dalle forze di sicurezza saudite a casa sua a Gedda 45 giorni fa e sottoposto a 4 lunghi interrogatori sulle sue relazioni politiche, accusato di avere simpatie per Hezbollah, sulla base di una vecchia intervista risalente al 2013. “Io sono musicista, non politico. Non ho mai fatto propaganda per nessun partito, ma credo fermamente – e questo concetto l’ho ribadito agli inquirenti sauditi – che il Libano si salva solo con la concordia tra tutti i libanesi, senza distinzioni confessionali”. Il suo rilascio è avvenuto dopo l’intervento personale del presidente della repubblica libanese, generale Aoun.

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