Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

18 giugno 2021,

Rassegna n. 352

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Oggi si tengono in Iran le elezioni presidenziali. Nella rubrica Approfondimenti pubblichiamo un articolo di Marina Forti apparso su OGzero. Ringraziamo la collega autrice dell’articolo e il Direttore della testata per la concessione della pubblicazione su Anbamed.

La prossima opera artistica da assegnare è un disegno di Vauro Senesi, realizzato appositamente per sostenere Anbamed.

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I titoli

Iran: Oggi elezioni presidenziali dal risultato scontato. Il prossimo capo dello Stato sarà l’ultraconservatore Ibrahim Raissi.

Palestina Occupata: Un agente delle forze di occupazione israeliane è a processo per il reato attenuato di “uccisione sconsiderata”.

Afghanistan: Agguato dei Taliban contro le truppe governative; 22 militari uccisi.

Tunisia: Smentita dai video la versione della polizia per i maltrattamenti subiti dal minorenne Fady, denudato e picchiato.

Libia: La Turchia viola la sovranità libica; ministro della difesa passa in rassegna le truppe turche a Tripoli, senza contatti con le autorità governative.

Le notizie

Iran

Si svolgono oggi le elezioni presidenziali in Iran. Due dei sette candidati ammessi si sono ritirati e tra i cinque rimasti il favorito è l’ultraconservatore Ibrahim Raissi, attuale capo della magistratura. Il Consiglio dei Guardiani, che ha il compito di vagliare i curricula dei candidati, ha escluso nomi noti come l’attuale vice presidente, Jahangiri (riformista) e l’ex presidente del Parlamento, Larijani (conservatore) e persino l’ex presidente Ahmadi Nejad. Elezioni dal risultato scontato, questo aspetto aiuterà la campagna per l’astensionismo condotta dagli attivisti per i Diritti Umani.

Palestina Occupata

Le forze di occupazione militare israeliane sono dal grilletto facile. Innumerevoli sono le uccisioni di cittadini palestinesi fatti passare per “tentativi di aggressione”. Un caso particolare che ha suscitato ribrezzo è quello del giovane Iyad Al-Hallaq, 32 anni, ucciso a Gerusalemme Est nel maggio 2020. Anche quella volta la versione dell’esercito era stata che l’agente aveva sparato per difendersi. In realtà Iyad Al-Hallaq era inoffensivo perché colpito da sindrome unipolare, provando paura al minimo grido. Di fronte all’intimazione dei militari era fuggito, inseguito e ucciso con pallottole da guerra. La madre ha spiegato che suo figlio aveva l’età mentale di un bambino di 8 anni. Testimoni oculari hanno raccontato che mentre Iyad era a terra ferito, uno dei soldati gli ha sparato al petto. Adesso la procura israeliana ha accusato il militare che ha sparato per “uccisione sconsiderata”. Una versione attenuata rispetto alla premeditazione.

Afghanistan

Mentre Biden e Erdogan hanno concordato di affidare ai soldati turchi la sicurezza dell’aeroporto di Kabul nella fase successiva al ritiro delle truppe straniere dall’Afghanistan, i taliban aumentano la loro pressione militare contro i governativi nelle province del nord. In due azioni diverse, 22 militari sono rimasti uccisi in un agguato teso dai miliziani nella provincia di Faryab e 5 civili sono morti nello scoppio di un’autobomba nella provincia di Balkh.

Tunisia

Il caso del giovane minorenne denudato per strada dalla polizia è arrivato nelle mani della magistratura. La vicenda ha provocato molta rabbia nell’opinione pubblica e si sono tenute diverse manifestazioni di protesta contro i soprusi della polizia. Il Ministero dell’Interno all’inizio ha respinto le accuse, sostenendo che il ragazzo era ubriaco e si era denudato da solo in segno di provocazione. Adesso ci sono i video ripresi da diversi testimoni e da diverse posizioni, tutti incastrano i tre agenti responsabili del gesto offensivo e derisorio nei confronti del minorenne. Il quotidiano online “Ultime Notizie” ha intervistato il ragazzo, svelando il suo nome: Fady. Ha raccontato che l’8 giugno mentre stava tornando a casa si è imbattuto nella manifestazione e gli scontri, quando gli agenti lo hanno bloccato, denudato completamente e picchiato. Lui era sul marciapiedi nel tentativo di raggiungere casa e non aveva partecipato alla manifestazione, come volevano fargli confessare. La sua versione è avvalorata dai video che la magistratura ha acquisito.

Libia

Una settimana prima della Conferenza di Berlino sulla Libia, del 23 giugno, Egitto e Turchia mobilitano le loro diplomazie. Il capo dei servizi di sicurezza egiziani,  Abbas Kamel, ha visitato Tripoli e Bengasi dove si è incontrato, rispettivamente, con il premier Dbeiba e il generale Haftar. Ankara ha mandato invece il suo ministro della difesa, Akar. La visita di quest’ultimo ha suscitato reazioni negative anche negli stessi ambienti del governo di Tripoli. Akar è arrivato in Libia senza informare le autorità governative. È giunto su un velivolo dell’aeronautica militare all’aeroporto di Mietiqa, ricevuto dagli ufficiali turchi. Dopo aver visitato le truppe turche in Libia, è partito senza incontrare nessun responsabile governativo libico. La visita inconsueta è stata considerata un’arroganza di una forza coloniale che non rispetta la sovranità del paese.

La Conferenza di Berlino ha come oggetto il ritiro dei mercenari e delle truppe straniere presenti in Libia, per permettere lo svolgimento delle elezioni nella data concordata: 24 dicembre 2021.

Approfondimenti

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