Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

28 giugno 2021

Rassegna n. 362

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L’amico Bruno Segre ha scritto una riflessione sui fatti di Gerusalemme e Gaza. Il testo è stato redatto prima della formazione del governo Bennett, ma mantiene tutta la sua freschezza e peculiarità di un intellettuale che si batte per la pace. Lo ringraziamo per averci concesso la pubblicazione su Anbamed.

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I titoli

Siria: bombardamento USA al confine con l’Iraq.

Yemen: Duri combattimenti con gravi perdite umane a Maarib.

Afghanistan: I Taliban hanno annunciato di aver conquistato Ganduz.

Somalia: Esecuzione di 21 miliziani Shebab a Puntaland.

Libia: Un movimento di protesta del Fezzan minaccia di chiudere i pozzi di petrolio.

Iran: Il presidente del Parlamento annuncia la fine della collaborazione conl’AIEA.

Arabia Saudita: Liberate Samar Badawi e Nassima Sada, due attiviste per i diritti delle donne.

Sudan: Il governo ha annunciato che consegnerà alla CPI i responsabili dei crimini del Darfur.

Le notizie

Siria

Il Pentagono ha comunicato che caccia F-16 hanno bombardato le basi delle milizie al confine tra la Siria e l’Iraq. “È la risposta al lancio di droni contro il consolato di Erbil”, ha detto il portavoce. A Baghdad, fonti di Hashd Shaabi hanno affermato che ci sono stati morti e feriti negli attacchi aerei statunitensi. Secondo le forze di sicurezza governative il raid ha colpito basi di milizie irachene che operano anche in Siria, dislocate nell’area di confine tra l’irachena Al-Qaim e la siriana Abu-Kamal. Dopo il bombardamento sono stati sentiti forti esplosioni, perché le bombe hanno colpito depositi di munizioni.

Yemen

Decine di morti e feriti a Maarib nei combattimenti tra i ribelli Houthi ed i governativi. La città è assediata dai ribelli che a loro volta sono bombardati dall’aviazione saudita. Negli ultimi tre giorni sono caduti 111 combattenti. Finora sono falliti tutti i tentativi per trovare un accordo di tregua e la ripresa del negoziato politico. I ribelli intendono conquistare la città strategica di Maarib, per migliorare le proprie posizioni nel negoziato. Il costo in termini umani è altissimo e sono indicibili le sofferenze della popolazione in tutto il paese. L’80% degli yemeniti vive grazie agli aiuti internazionali.

Afghanistan

Sono migliaia gli sfollati in seguito alla conquista di Ganduz, nel nord, da parte dei miliziani Taliban. In tutto il paese 160 mila famiglie di profughi sono fuggiti dalle zone dei combattimenti, molte delle quali dirette verso la capitale. Dall’inizio di maggio l’offensiva dei jihadisti ha ripreso vigore in vista del ritiro delle truppe straniere. Secondo un comunicato dei Taliban pubblicato sui social, il 20% del territorio è sotto il loro controllo, ma l’esercito smentisce bollando il comunicato come propaganda.

Somalia

Ieri sono state eseguite, nel Puntaland, le condanne a morte di 21 appartenenti al movimento terroristico Shebab. Una corte militare locale nella provincia autonoma li ha ritenuti responsabili di diversi attacchi contro obiettivi governativi e contri i civili. Nello stesso giorno, il movimento Shebab ha attaccato una caserma a Mudugh uccidendo 20 soldati.

Libia

Nella regione meridionale è nato un movimento civile non armato, che minaccia di chiudere i pozzi e bloccare l’estrazione e l’esportazione di petrolio dai giacimenti di Sharar e El-Fil. Il movimento è stato denominato “L’Ira del Fezzan” e rivendica una maggiore equità nella distribuzione delle entrate dello Stato e soprattutto una maggiore presenza di rappresentanti della regione nelle istituzioni pubbliche. La regione meridionale è formalmente sotto il controllo dell’esercito nazionale libico del generale Haftar.

Iran

Il presidente del Parlamento, Mohammed Baker Qalibaf ha annunciato che non verranno permessi ulteriori accessi dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) per le ispezioni nelle centrali nucleari iraniane. La proroga di tre mesi è scaduta e non è stato raggiunto un nuovo accordo. L’AIEA aveva avanzato la richiesta ufficiale per la proroga, ma il rappresentante iraniano ha detto che Teheran non è obbligata a rispondere. Le dichiarazioni di Qalibaf complicheranno ulteriormente i negoziati di Vienna che vanno avanti tra molte difficoltà.

Arabia Saudita

Le autorità giudiziarie saudite hanno rilasciato Nassima Sada e Samar Badawi, due attiviste per i diritti delle donne, arrestate nel 2018. Erano state arrestate, insieme ad altre donne, nel luglio 2018 per le loro attività contro il sistema della Wilaya (supremazia maschile sulla donna).

Tre anni di carcere senza aver compiuto un reato è un pesante fardello da supportare.

Sudan

Il governo sudanese ha comunicato che consegnerà alla Corte Penale Internazionale i responsabili dei crimini in Darfur, senza però fornire dettagli sui i loro nomi. La decisione è avvenuta dopo l’incontro con la procuratrice Bensouda. Khartoum aveva promesso di consegnare l’ex dittatore Al-Bashir, ma finora non è ancora avvenuto. Al-Bashir è sotto processo in Sudan per corruzione.

Approfondimenti

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