Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

12 Luglio 2021

Rassegna anno II/n. 12

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I titoli

Sudan: Scontri etnici ed attentati stanno mettendo in difficoltà il governo transitorio.

Palestina-Israele: Abbas telefona a Herzog. Si riprende il dialogo?

Iraq: Un giornalista scomodo rapito, torturato e poi buttato sul ciglio della strada a sud di Baghdad.

Egitto: Condanne definitive all’ergastolo per 10 ex dirigenti della Fratellanza Musulmana.

Afghanistan: Gli stranieri scappano da Kabul, per timore dell’avanzata dei Taliban.

Arabia saudita: Processi contro il dissidente saudita Al-Jabiri potrebbero svelare segreti di operazioni della CIA nei paesi del Golfo.

Turchia: Autobus carico di migranti si è rovesciato. 12 morti e 20 feriti.

Le notizie

Sudan

Conflitti armati e attentati in due regioni del paese.

In Kordofan meridionale, secondo il governatore, gli scontri etnici hanno causato almeno 13 morti. É stato dichiarato lo stato di emergenza e il ministro dell’interno sarà oggi nella regione per incontrare le parti sociali e tentare una mediazione. Sono in arrivo anche rinforzi dell’esercito. L’altro focolaio di tensione invece è la città di Port Sudan, sul mar Rosso, dove due attentatori, su una moto in corsa, di fronte ad un club sportivo, hanno lanciato una bomba tra la folla, provocando la morte di 5 persone. La polizia ha comunicato di aver catturato uno dei terroristi.

Palestina-Israele

Il presidente palestinese, Abbas, ha telefonato a quello israeliano, Herzog, per fargli gli auguri in occasione della sua elezione. L’ufficio del presidente israeliano ha comunicato che durante il colloquio è stata affrontata la questione della ripresa del negoziato per la soluzione di due Stati. L’agenzia palestinese Wafa ha informato che il presidente Abbas ha chiesto dei passi concreti da parte di Tel Aviv, per la ripresa delle trattative. Abbas avrebbe consegnato all’amministrazione Biden una lista di 7 richieste per tornare al tavolo del negoziato. L’agenzia non rivela il contenuto di queste richieste. La posizione del presidente Herzog è di totale rottura con le politiche del precedente governo guidato da Netanyahu. In Israele non è il presidente a decidere la linea politica, ma il governo.

Iraq

Il giornalista Alì Mikdam è stato rapito, torturato e poi abbandonato sul ciglio di una strada, nella località di Addora, a sud di Baghdad. Adesso è ricoverato in ospedale dove è stato visitato dal premier Al-Kadhimi. Il giornalista è stato rapito venerdì sera ed i familiari hanno denunciato subito la sua scomparsa. È stato ritrovato dalle forze di sicurezza, domenica, dopo una chiamata di alcuni passanti che hanno notato un corpo in una scarpata stradale. Secondo fonti dell’ospedale, il giornalista ha segni di tortura sul corpo ed un braccio rotto, ma è fuori pericolo. Mikdam è molto impegnato nelle inchieste sulla corruzione e si oppone alle interferenze iraniane negli affari interni iracheni. I leader del movimento di protesta hanno chiesto al governo di smascherare i responsabili di queste azioni intimidatorie. Per la missione ONU in Iraq, il rapimento di Mikdam è un attacco contro uno dei pilastri della democrazia: la libertà di espressione.

Egitto

La corte di cassazione ha confermato le condanne all’ergastolo per 10 ex dirigenti della Fratellanza Musulmana, tra i quali la guida spirituale, Mohammed Badie, 8 invece sono stati assolti. Il procedimento riguarda la fuga in massa dei detenuti da un carcere in Sinai nel periodo della rivolta popolare del gennaio 2011. Durante il processo di primo grado, alcuni imputati minori hanno ammesso che il movimento Hamas ha fornito le armi agli assalitori.

Afghanistan

L’esercito afgano ha annunciato che l’aeroporto di Kabul è difeso da un sistema antimissile già operativo. Lo scalo aereo è l’unico valico per l’entrata e l’uscita dei diplomatici internazionali. L’avanzata dei Taliban nel sud e nel nord del paese preoccupa le cancellerie straniere. India e Russia hanno evacuato due consolati per i combattimenti in corso. La Cina ha chiesto ai propri cittadini di lasciare l’Afghanistan ed ha ritirato oltre 200 addetti delle sedi diplomatiche. Le forze governative controllano le grandi città e i nodi principali sulle strade di collegamento. Si temono attacchi contro la capitale, dove i miliziani sono attestati a circa 30 km dalla parte sud ovest.

Turchia

Un autobus che trasportava migranti nell’est della Turchia si è rovesciato. Nell’incidente sono morti 12 persone di nazionalità afghana, pakistana e bengalese. È avvenuto nella provincia di Wan, al confine con l’Iran. L’autista ha perso il controllo del mezzo che è finito fuori strada, precipitando in una scarpata e incendiandosi. I vigili del fuoco sono intervenuti ed hanno salvato dalla fiamme 20 persone che sono state ricoverate in ospedale. L’autista è stato arrestato, perché i migranti non avevano permessi di soggiorno. Il confine turco-iraniano è un territorio di trafficanti di esseri umani, che usano i passi della montagna per far attraversare a piedi la frontiera, fuori dal controllo delle polizie.

Arabia saudita

L’ex alto funzionario dei servizi segreti sauditi, Saad Al-Ajbari, attualmente in esilio in Canada, è stato citato da società saudite sia a Washington che a Toronto con l’accusa di malversazione di denaro pubblico per oltre 3,5 miliardi di dollari. L’azione giudiziaria è una ritorsione per le affermazioni pronunciate da Al-Ajbari nei confronti dell’erede al trono saudita. Secondo l’ex funzionario, Mohammed Bin Salman ha mandato in Canada uno squadrone della morte per ucciderlo, ma il tentativo sarebbe stato sventato. In una conferenza stampa, Al-Ajbari ha rivelato che emissari sauditi gli hanno suggerito di raggiungere il consolato di Istanbul per una trattativa sulle questioni in sospeso. “Ho rifiutato per non fare la fine del giornalista Giamal Khashoggi”, ha affermato. I suoi due figli sono stati arrestati in Arabia Saudita per costringerlo al ritorno in patria. La vicenda preoccupa i servizi di sicurezza statunitensi, perché Al-Ajbari è a conoscenza di molte operazioni segrete della CIA nei paesi del Golfo, per la sua gestione diretta della cooperazione tra i due servizi, durante il periodo precedente alla nomina di MBS come erede al trono, al posto dell’emiro Mohammed Bin Nayef, che attualmente è agli arresti domiciliari.

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