Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

18 Luglio 2021

Rassegna anno II/n. 18

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Nella rubrica Approfondimenti pubblichiamo il documento di “The Last20”, il controvertice dei 20 Paesi più poveri, che si terrà in diverse città italiane nei prossimi mesi, con inizio il 22 luglio a Reggio Calabria.

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I titoli

Iran: Un morto nelle manifestazioni contro la scarsità dell’acqua nella regione di Ahwaz.

Afghanstan: Trattative a Doha mentre divampa la guerra in tutto il territorio afgano.

Iraq: I direttori degli ospedali si dimettono per paura di trovarsi arrestati.

Arabia Saudita: Le preghiere non sono più obbligatorie. Permessa l’apertura dei negozi anche nell’ora del rito.

Libia: Nessun accordo per le norme elettorali. Il premier Dbeiba è preoccupato per lo stallo politico-militare.

Siria: Smascherata la fakenews turca sulle fosse comuni ad Afrin.

Le notizie

Iran

La popolazione nella regione di Ahwaz è scesa in piazza contro la decisione del governo locale di tagliare le ore di fornitura dell’acqua. Sui social circolano diversi video con centinaia di persone che manifestano, bloccando il traffico, al grido: “L’acqua è vita e non ce la potete rubare!”. Durante una delle tante manifestazioni, in Khuzestan (Ahwaz), nell’ovest dell’Iran, una persona è rimasta uccisa. Le circostanze della morte non sono chiare. Per le forze dell’opposizione all’estero sarebbe stata la polizia a sparare per soffocare la protesta della zona a maggioranza arabofona e sunnita. Il governatore, invece, sostiene – secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale Irna – che alcuni rivoltosi hanno sparato in aria e un colpo ha raggiunto il passante.

Afghanistan

Sono riprese stamattina le trattative iniziate ieri a Doha tra una delegazione governativa e i capi del movimento Taliban. Sono incontri organizzati sulla scia dell’urgenza per l’avanzata dei miliziani in diversi fronti, vista l’incapacità delle forze governative a frenarla. Queste trattative segnano l’affanno politico del governo di Kabul, che ha fatto ricorso all’ex presidente Hamid Karzai spedito in Qatar per cercare di strappare una promessa di condivisione del potere. Il vice capo dei Taliban, Dardar, ha affermato in una conferenza stampa che l’obiettivo del movimento non è quello di prendere il potere con la forza. Gli incontri di Doha sono in stallo da più di un anno e sono ancora fermi sul punto di definire l’ordine del giorno.

Gli scontri hanno provocato in questi due mesi e mezzo 270 mila sfollati e si teme che la vittoria dei Taliban possa tradursi nella fuga di milioni di profughi che si riverseranno nei paesi confinanti. Il Pakistan ha completato al 90% il recintamento con filo spinato dei propri confini.

Iraq

Cinque direttori di ospedali nelle province meridionali si sono dimessi per il timore di essere arrestati, in caso di incendio nelle strutture da loro amministrate. La discutibile reazione è avvenuta dopo che due roghi, a Baghdad e a Nassyiria, hanno distrutto reparti e provocato decine di vittime tra i malati di Covid. Il sistema sanitario iracheno ha subito un collasso a causa della corruzione amministrativa, inoltre per la fuga di medici e sanitari, emigrati all’estero lontano dalla guerra e dal terrorismo e per ottenere compensi migliori. In seguito agli incendi, le inchieste hanno dimostrato che le strutture ospedaliere erano inadeguati e non corrispondevano ai capitolati dei progetti e degli appalti.

Arabia Saudita

Le preghiere non sono più obbligatorie. L’Unione delle Camere di Commercio del regno ha diramato un’ordinanza che rende volontaria la chiusura dei negozi durante gli orari delle 5 preghiere del giorno. In passato era obbligatoria la chiusura, per permettere a commercianti e clienti di compiere il rito . Il sistema che ha resistito a decenni di applicazione coercitiva, con la polizia religiosa che bastonava gli inadempienti, è stato spazzato via dalle riforme di facciata volute dall’erede al trono, Mohammed Bin Salman (MBS). Per evitare la reazione dei fondamentalisti, il pretesto per l’ordinanza è la lotta ai contagi: “È ammessa l’apertura dei negozi anche nell’orario delle preghiere per evitare l’affollamento dei clienti”.

Libia

Il premier libico Dbeiba ha espresso – in un’intervista a New York dopo la seduta del Consiglio di Sicurezza sulla Libia – il suo pessimismo sugli sviluppi politici a causa delle difficoltà nel processo di riunificazione dell’esercito e per la presenza dei mercenari e truppe straniere. Secondo la Missione ONU, in Libia ci sono ancora circa 20 mila mercenari, in prevalenza siriani trasferiti dalla Turchia per respingere l’attacco del generale Haftar su Tripoli. Le difficoltà nel processo di pacificazione riguardano anche le trattative per la base costituzionale delle future elezioni. Il comitato ristretto costituito a Ginevra lo scorso mese, durante il Forum del dialogo libico, non ha raggiunto ancora un accordo. Il limite massimo per queste trattative è la fine di luglio, dopo il quale non sarà più possibile organizzare le elezioni nella data prefissata del 24 dicembre 2021. Dbeiba ha sostenuto che lui in quella data presenterà le dimissioni e non si candiderà, ma ha espresso il timore che ci siano parti del suo governo a tramare per non perdere la poltrona.

Siria

Le forze democratiche siriane hanno replicato alle insinuazioni del governo turco che si è eretto falsamente paladino dei diritti umani. L’esercito turco di occupazione nel nord della Siria, due giorni fa, ha annunciato la scoperta ad Afrin di una fossa comune, accusando i combattenti curdi di atrocità e crimini di guerra. La fakenews turca è stata svelata, mostrando le foto delle cerimonie per la sepoltura dei combattenti curdi morti nell’atto di resistenza all’aggressione turca del 2018. “Si tratta di un cimitero dei martiri – ha detto il comandante curdo-siriano, Mazloum Abdi – caduti in difesa della città dall’invasione turca di tre anni fa. Ankara fa propaganda per coprire i crimini di guerra che i suoi soldati e milizie affiliate stanno compiendo contro la popolazione civile, con il tentativo di sostituzione etnica in corso su larga scala”. Le foto presentate mostrano il cimitero durante le cerimonie funebri e le tombe con le foto dei combattenti caduti. Lapide che i soldati turchi hanno fatto sparire per avvalorare la loro versione.

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