Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

26 ottobre 2021

Rassegna anno II/n. 118

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Nella rubrica approfondimenti vi presentiamo una recensione del film: “Essere curdo”, dal 28 ottobre nelle sale cinematografiche. Nostra intervista con il regista Fariborz Kamkari.

Per ascoltare l’audio:

La vignetta di Mimmo Lombezzi è QUI

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I titoli

Sudan: Disobbedienza civile in tutto il paese contro il colpo di Stato. 7 morti e 140 feriti per il fuoco dei golpisti contro i manifestanti.

Egitto: Al-Sissi, via social, annuncia di non rinnovare lo Stato d’emergenza.

Palestina Occupata: Apartheid edilizio; demolite case e tombe dei palestinesi a Gerusalemme Est, mentre si costruiscono case per i coloni israeliani.

Libano: Conclusa l’inchiesta giudiziaria per la sparatoria di Beirut; 68 citazioni in giudizio e 18 arrestati.

Turchia: Erdogan fa marcia indietro; non espelle più gli ambasciatori pro-Kavalaya.

Le notizie

Sudan

Il generale Burhan è uscito allo scoperto ed ha annunciato in una dichiarazione televisiva, trasmessa dall’emittente statale, di aver sciolto il governo e il consiglio presidenziale, sospeso la dichiarazione costituzionale transitoria e assunto i poteri, “per salvare la rivoluzione”. Un colpo di Stato annunciato in differita. Dalle prime ore di ieri, da quando si sono diffuse le voci sull’arresto del premier Hamdouk e di altri ministri e governatori, grandi manifestazioni di popolo hanno invaso le strade delle città sudanesi. I partecipanti hanno sfidato il coprifuoco imposto dall’esercito ed hanno intonato canti e slogan rivoluzionari contro le dittature militari: “Abbiamo abbattuto Omar El-Bashir, adesso è arrivato il tuo turno, Burhan”. Nella repressione delle proteste sono stati assassinati sette civili e feriti altri 140, tutti colpiti da proiettili militari, secondo quanto affermato dai sindacati, che hanno dichiarato lo stato di disobbedienza civile pacifica. I giornalisti della RadioTV pubblica hanno proclamato uno sciopero, i medici non prestano lavoro negli ospedali militari, i piloti e gli assistenti di volo hanno incrociato le braccia, gli impiegati della Banca Centrale svolgono un sit-in permanente davanti alla sede.

I partiti progressisti hanno condannato il golpe militare. Il comitato delle “Forze della Libertà e del Cambiamento” ha fatto un appello a scendere in piazza in modo pacifico e senza violenza alcuna. Il portavoce del premier Hamdouk ha informato che il generale Burhan ha tentato di obbligare il premier a firmare un documento di sostegno ai provvedimenti militari, in cambio del lasciapassare, ma lui ha respinto l’offerta. Non si conosce finora dove sia stato condotto il premier.

Fino a poche ore prima del golpe, il generale Burhan aveva assicurato all’inviato di Washington, Feltmann, di rispettare gli accordi del 2019 che prevedevano il passaggio del potere ai civili. Mentre pronunciava quelle frasi, i carri armati erano già in movimento e prendevano posizioni nelle strade e piazze della capitale.

Il Dipartimento di Stato USA ha annunciato di aver sospeso gli aiuti al Sudan per un valore di 700 milioni di dollari, “fino al ritorno del governo civile in carica e la liberazione di tutti gli arrestati”.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU discuterà oggi in una riunione chiusa la situazione in Sudan.

Egitto

Il presidente Al-Sissi ha scritto un post sul proprio profilo social ufficiale, affermando che non verrà promulgato lo stato d’emergenza in vigore dal 2017. In precedenza veniva rinnovato ogni tre mesi. “Grazie alle lotte e al serio lavoro del grande popolo egiziano – ha scritto il presidente – comunico che non ho rinnovato lo stato d’emergenza, perché il nostro paese adesso è diventato un’oasi di ordine e sicurezza”. Il breve post si conclude così: “Andiamo avanti nella costruzione della nuova repubblica. W l’Egitto! W l’Egitto! W l’Egitto!!!”.

Retorica a palate costruita sulla pelle di 60 mila detenuti di opinione e politici.

Palestina Occupata

Una famiglia palestinese è stata costretta a demolire la propria casa a nord di Gerusalemme Est, con il pretesto di mancata autorizzazione edilizia. Dall’inizio dell’anno, sono 125 le case palestinesi demolite dalle forze di occupazione israeliane. Le licenze edilizie per le colonie sono invece la cosa più facile ed immediata: vengono decise direttamente dal governo di Tel Aviv, che sta pianificando la costruzione di altre abitazioni per i coloni, in modo tale di accerchiare la città vecchia da tutte le parti ed impedire ogni continuità territoriale con il resto della Cisgiordania. Anche i cimiteri sono stati confiscati, con il pretesto di creare spazi verdi. Una donna palestinese è stata strappata, con la forza militare, dalla tomba del figlio che stava per essere divelta dai bulldozzer.

Libano

Il giudice Fadi Aqiqi ha concluso le indagini sulla sparatoria dei cecchini nei pressi del Palazzo di Giustizia, che ha portato all’uccisione di 7 militanti di Hezbollah e Amal, i due principali partiti sciiti. Aqiqi ha citato in giudizio 68 persone accusate di assassinio, tentato omicidio, distruzione di beni pubblici e diffusione di odio confessionale, 18 di loro sono sotto arresto. L’inchiesta della procura militare si è conclusa, ma non viene pubblicata la lista degli accusati e la loro appartenenza politica. Hezbollah aveva sostenuto che l’azione armata contro i manifestanti era programmata dal partito della destra maronita, “Forze Libanesi”, ma il capo Jeajea ha respinto le accuse, parlando di cittadini che si erano difesi.

Turchia

Il presidente turco Erdogan ha fatto marcia indietro rispetto al gesto teatrale nel quale chiedeva al ministro degli esteri, in un comizio del suo partito islamista, di dichiarare i 10 ambasciatori americani e europei “Persona non grata”. Secondo il quotidiano filo-governativo “Sabah”, adesso il presidente turco si accontenta di una dichiarazione di rispetto della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. L’articolo 41 stabilisce la non interferenza degli ambasciatori negli affari interni del paese che li ospita. La sede diplomatica USA ha già pubblicato il suo impegno a rispettarlo ed a ruota tutte le altre sedi diplomatiche firmatarie dell’appello per la liberazione dell’imprenditore Osman Kavalaya. Questi è detenuto dal 2017 con l’accusa di partecipazione ai moti di Gezi Park (2013) ed al colpo di Stato del 2016.

Secondo il capo del partito repubblicano popolare (Chp), Kemal Kilicdaroglu, la mossa di Erdogan di fare la voce grossa serviva a distrarre l’attenzione della popolazione dai problemi economici che sta vivendo il paese. Erdogan accusa le forze straniere per addossare su fattori esterni i fallimenti della sua politica economica e finanziaria. In Turchia l’inflazione è al 20% e la lira è in caduta libera, perdendo dall’inizio dell’anno circa il 22% del suo valore.

Approfondimento

Cinema: “Kurdbun – Essere Curdo”

storia dell’eccidio di Cizre (2015-2016)

Nelle sale di cinema dal 28 ottobre 2021.

Un film da vedere, per poter capire il Grande Vicino Oriente!

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