Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

07 dicembre 2021

Rassegna anno II/n. 160

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Nella Rubrica Approfondimenti ospitiamo un articolo dell’amico e collega Alberto Negri, apparso su “il manifesto”, dal titolo: Siamo nelle mani del «Pinochet» del Mediterraneo. Oggi in Egitto, infatti, si svolge una sentenza importante sul caso Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna arrestato al Cairo il 7 febbraio 2020.

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I titoli

Siria: Bombardamento israeliano sul porto di Ladhiqia.

Sudan: Manifestazioni per un governo civile e contro la presenza dei militari nella vita politica.

Etiopia: I governativi riprendono le due città strategiche di Dessiè e Kombolcha.

Palestina Occupata: Dopo 131 giorni di sciopero della fame liberato da Israele il prigioniero politico Kaed Fasfous.

Algeria-Palestina: Algeri dona 100 milioni di dollari all’ANP.

Arabia Saudita: Inaugurato a Gedda il Festival cinematografico del Mar Rosso.

Le notizie

Siria

Caccia israeliani dal Mediterraneo hanno bombardato la piattaforma dei container nel porto di Ladhiqia, nel nord ovest del paese. Lo scrive l’agenzia stampa nazionale riportando un comunicato dell’esercito. Non ci sarebbero state vittime. Un colossale incendio è divampato nella zona commerciale e ci sono volute diverse ore prima che i vigili del fuoco potessero spegnerlo.  

Sudan

Si sono svolte ieri grandi manifestazioni a Khartoum contro i golpisti e l’accordo tra il generale Burhan e il premier Hamdouk. Migliaia di persone hanno sfilato per le strade della capitale in tre cortei che poi sono confluiti nei tre punti di concentramento della capitale sudanese. Un breve momento di tensione c’è stato durante il passaggio di uno dei cortei davanti al palazzo presidenziale. La polizia si è limitata a sparare lacrimogeni. I manifestanti si oppongono alla presenza dei militari in politica e chiedono un governo civile. La situazione di transizione è delicata a causa del colpo di Stato compiuto dal generale Burhan, che per un mese ha esautorato il governo civile, arrestando i ministri e mettendo agli arresti domiciliari il premier. Dopo diverse manifestazioni con centinaia di migliaia di partecipanti e le pressioni internazionali, i militari sono stati costretti a raggiungere un accordo di compromesso che prevede il proseguimento della coabitazione prevista nel precedente accordo del 2019, in seguito alla caduta del regime dittatoriale del generale Omar Al-Bashir.

Nella provincia di Darfur continuano le violenze interetniche. In una faida sono rimasti uccisi almeno 50 persone, a causa di un litigio iniziato per futili motivi.

Etiopia

Le truppe governative hanno annunciato di aver ripreso il controllo delle due città di Dessié e Kombolcha, a 400 km a nord di Addis Abeba. Le due città considerate strategiche erano state conquistate dal Fronte Tigray un mese fa e le sue milizie avevano proseguito la loro marcia verso la capitale fino a giungere a circa 200 km. La controffensiva dei governativi, con la partecipazione dello stesso premier Abiy Ahmed nelle prime linee dei combattimenti, ha rovesciato la situazione, soprattutto per l’arrivo dei droni forniti dagli Emirati Arabi Uniti. Il Fronte Popolare per la Liberazione del Tigray si è limitato a dire che i suoi combattenti hanno compiuto una ritirata strategica. Una frase criptica che potrebbe voler dire l’entrata in una nuova fase politica nella quale la provincia del Tigray mira all’indipendenza.

Palestina Occupata

Dopo 131 giorni di sciopero della fame, Qaed Fasfous ha ottenuto la libertà. È uscito ieri dall’ospedale di Barzelay ed ha raggiunto la casa di famiglia a Dora, a sud di Al-Khalel (Hebron). Fasfous, 32 anni, era un campione di culturismo ed era in arresto amministrativo da ben sette anni, senza accuse e senza processo. È entrato in cella che pesava 90 kg, ma a causa della malnutrizione, le dure condizioni di prigionia e gli scioperi di protesta è uscito che pesa 55 kg. È sposato ed ha una figlia di 9 anni, che non lo aveva mai visto se non dietro le sbarre.

Fasfous e le altre migliaia di palestinesi nelle carceri israeliane sono combattenti per la libertà, i quali meritano la solidarietà delle forze democratiche che aspirano ad un Mediterraneo di pace e giustizia.

Algeria-Palestina

Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha compiuto una visita in Algeria dove si è incontrato con il presidente Tabboune. La visita assume un suo significato politico perché avviene dopo le relazioni diplomatiche tra Israele e Marocco e la visita del ministro della difesa israeliano Gantz a Rabat, dove ha firmato un accordo militare e di sicurezza, facendo infuriare algerini e palestinesi. In un comunicato della presidenza algerina si informa che sono stati donati alla Palestina 100 milioni di dollari, “per sostenere la giusta causa per la libertà”. Il prossimo 22 marzo si dovrebbe riunire ad Algeri il vertice annuale della Lega Araba.

Arabia Saudita

È stato inaugurato ieri a Gedda il festival del cinema del Mar Rosso. Durerà 10 giorni e saranno proiettati 138 film tra lungometraggi e corti, provenienti da tutto il mondo. Il festival dedicherà una sezione d’onore alla regista saudita, Haifa Mansour, autrice del film “Wejda”, del 2012, che ha riscosso diversi premi internazionali. Le sale cinematografiche fino a 4 anni fa erano vietate nel regno. L’industria del cinema era praticamente inesistente se non in forma quasi clandestina e di coraggiosi registi che si limitavano a produrre documentari. È stata fiorente, invece, l’industria saudita dei video, ma con produzioni a Beirut e Dubai. Con questo festival, il regno intende creare una propria produzione cinematografica per scrollare l’immagine di un paese culturalmente arretrato. Sono previsti investimenti sia pubblici che privati per la creazione di una città del cinema, per set di film spettacolari, scuole di cinema e di recitazione, oltre alla diffusione delle sale su tutto il territorio nazionale.

Approfondimento

Pubblichiamo qui di seguito l’articolo dell’amico e collega Alberto Negri apparso su “il manifesto” il 3 dicembre 2021. Vi segnaliamo un libro di Alberto Negri uscito in questi giorni, “BAZAR MEDITERRANEO”, edizioni GOG, euro 15. Il libro racconta le esperienze dell’autore di ieri e di oggi come testimone di conflitti, cambiamenti e speranze.

Egli scrive: “Algeri con i suoi sogni rivoluzionari, Salonicco e i fantasmi del passato, Alessandria d’Egitto e il peso insostenibile della memoria… Istanbul e la nostalgia dell’Impero”.

Lo sguardo politico di Negri si confonde con l’afflato dello scrittore, con la sua storia collettiva, con i suoi protagonisti e si intreccia agli aneddoti di uomini e di donne di passaggio, i pensieri più intimi si alternano alle visioni geopolitiche, consegnando alla lettura di viaggio una pagina appassionata e commovente scritta sulla sponda sud di un Mediterraneo che ci siamo rassegnati a guardare come il mare degli “altri”.

Insomma un bel libro da leggere. La redazione.

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