Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

19 dicembre 2021

Rassegna anno II/n. 172

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Vi presentiamo oggi la IV puntata di “Echi dalla stampa araba”, a cura di Francesca Martino.

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I titoli   

Egitto: Uccisi due capi dell’Isis in Sinai.

Marocco: Arrestato prima di entrare in azione un giovane jihadista.

Iraq: Isis annuncia di aver sgozzato un ufficiale dell’esercito catturato a Hamrin.

Etiopia: Addis Abeba non collabora con la Commissione d’inchiesta dell’ONU.

Tunisia: La polizia smantella le tende del presidio contro le misure d’emergenza.

Afghanistan: Il governo ritorna ad emettere passaporti.

Turchia: Erdogan punta sulla penetrazione militare ed economica in Africa.

Le notizie

Egitto

L’esercito egiziano ha ucciso in un’operazione nell’est del Sinai due capi miliziani di Beit Al-Maqdis, affiliata all’Isis. L’inseguimento è avvenuto con elicotteri e mezzi di terra e con l’aiuto dei beduini della penisola come guide per esplorare il territorio. Nei giorni scorsi le forze egiziane sono riuscite a catturare un altro capo, che avrebbe fornito indicazioni sul covo dei due uccisi ieri. Dal 2018, l’esercito egiziano ha avviato una campagna per sconfiggere il terrorismo jihadista in Sinai, ma senza una strategia sociale per sterilizzare l’ambiente nel quale si è annidato.

Marocco

È stata annunciata la conclusione di un’operazione preventiva congiunta con la CIA contro l’Isis. Le forze di sicurezza marocchine hanno comunicato di aver arrestato un giovane di 24 anni che stava preparando attentati con esplosivi. Operava a Salè, non molto lontana da Rabat.  In suo possesso sono stati trovati esplosivi, materiale elettronico per l’innesto e documenti. L’arrestato stava pianificando un viaggio all’estero per seguire un campo di addestramento. Probabilmente stava preparando un attentato suicida, perché tra il materiale sequestrato c’è un video nel quale annunciava la sua adesione all’Isis.  

Iraq

In un comunicato postato su Internet, il movimento Isis ha annunciato di avere sgozzato un ufficiale nella zona di Hamrin. Nei giorni scorsi l’esercito aveva parlato di successi nell’operazione in corso contro i jihadisti in fuga nelle montagne della stessa provincia, a nord est della capitale. Il gruppo terrorista ha compiuto, a partire da quella zona, attacchi a Baghdad con attentatori suicidi oppure tentativi di insediamento, come avvenne con l’occupazione temporanea di un villaggio curdo, uccidendo 3 civili e 11 militari curdi.

Etiopia

Il Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani ha approvato la costituzione di una commissione d’inchiesta sui crimini contro l’umanità, compiuti dalle due parti belligeranti in Etiopia. La bozza di risoluzione è stata proposta dall’Unione Europea. Durante i lavori del Consiglio sono stati ascoltati rapporti e testimonianze di agenzie dell’ONU e di organismi per i Diritti Umani.  Il governo di Addis Abeba ha dichiarato che non collaborerà con questa commissione. L’ambasciatore etiopico a Ginevra ha ribadito che “questi rapporti sono il frutto della mentalità coloniale”. I rappresentanti africani lo hanno sostenuto nei loro interventi.

Tunisia

Il “Comitato contro il golpe” ha denunciato che nel centro di Tunisi la polizia ha disperso con la forza un sit-in di protesta contro le decisioni intraprese dal presidente Saied. Il Comitato aveva issato delle tende passando una prima notte di protesta permanente che avrebbe dovuto tenersi fino al ritiro delle misure d’emergenza. Il portavoce del Comitato ha dichiarato che il sit-in è stato temporaneamente sospeso.

Afghanistan

Il governo di Kabul ha cominciato ad emettere passaporti. Nei giorni scorsi migliaia di cittadini hanno presentato domande per ottenere il documento di viaggio, con l’intenzione di lasciare il paese. Alle aspirazioni di garantirsi le libertà personali si aggiunge la grave situazione di disoccupazione e povertà. Il rilascio dei passaporti a Kabul è stato bloccato al momento della caduta della capitale afgana nelle mani dei taliban.

Turchia

Si è conclusa ieri a Istanbul la conferenza di Cooperazione Turchia-Africa, che ha visto la partecipazione di molti paesi africani. Il discorso conclusivo del “neo sultano” Erdogan è stato impregnato di molta retorica. Ha espresso soddisfazione per lo scambio commerciale che ha toccato i 25,3 miliardi di dollari, auspicando che in breve tempo questo dato venga raddoppiato. Ha promesso di donare milioni di dosi di vaccino contro il Covid, Turcovax, appena sarà approvato e registrato regolarmente. E non ha mancato di toccare un tasto molto caro ai paesi africani, un membro permanente all’ONU: “Non è giusto che un continente di un miliardo e mezzo di persone non sia rappresentato degnamente nel Consiglio di sicurezza dell’ONU”.

La Turchia negli ultimi anni ha prestato molto interesse nella penetrazione economica in Africa, con una politica militare e di sicurezza molto aggressiva. Nel Corno d’Africa, in Libia e nel Sahel la presenza turca ha creato basi militari, esportato armi e accresciuto lo scambio commerciale, in sfida alla presenza europea ed in particolare a quella francese.

Echi dalla stampa araba n. 4

a cura di Francesca Martino

In questa rubrica riprendiamo in sintesi, ma fedelmente, opinioni, commenti ed editoriali apparsi sulla stampa araba, che valutiamo siano di un certo interesse per il lettore italiano.

La pubblicazione non significa affatto la condivisione delle idee espresse.

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