Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

17 gennaio 2022   

Rassegna anno III/n. 016

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Vi presentiamo oggi la puntata n. 8 della rubrica “Echi dalla stampa araba”, a cura di Francesca Martino.

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I titoli

Sudan: La coalizione delle “Forze per il Cambiamento e la Libertà” chiede una nuova Costituzione e l’esclusione dei militari dalla politica.

Libia: Scontri tra milizie a Tripoli, mentre sono frenetiche le riunioni per trovare un accordo per le elezioni entro giugno.

Iraq: Due forti esplosioni nel centro di Baghdad contro due banche.

Siria: Rischiano la chiusura gli ospedali di Idlib, rimasti senza sovvenzioni internazionali.

Somalia: Un attentatore suicida si è scagliato contro l’auto del portavoce del governo.

Le notizie

Sudan

La coalizione “Forze del Cambiamento e per la Libertà” ha accettato di interloquire con l’iniziativa dell’ONU, chiedendo però che il piano preveda una nuova Costituzione e l’uscita dei militari dalla scena politica. L’inviato ONU, Perthes, è impegnato in un giro di incontri con tutte le componenti sudanesi per arrivare ad una possibile proposta di compromesso. Il dato assodato è che il golpe dei generali è fallito e le forze popolari sono all’offensiva politica. Ieri si sono svolti presidii dei medici e del personale sanitario contro le incursioni della polizia negli ospedali, per arrestare i feriti. Sono stati denunciati alla magistratura ed all’OMS 11 casi con lanci di lacrimogeni nelle corsie. La difficoltà dei generali viene dimostrata dalla chiusura degli uffici della TV Al-Jazeera a Khartoum. Sono già iniziate stamattina, lunedì, i preparativi per la manifestazione di massa odierna.  

Libia

Si sono svolti ieri scontri tra diverse milizie nel centro della capitale. Il motivo è sempre lo stesso: la spartizione degli ingaggi con il governo e il controllo del territorio. Secondo il portavoce del Ministero dell’Interno non ci sono state vittime tra i civili. La situazione politica dopo il rinvio delle elezioni è ancora liquida. Una commissione del Parlamento si sta incontrando con le istituzioni di Tripoli e la rappresentante del segretario generale dell’ONU, Stephanie Williams, dopo un giro di incontri con le parti libiche, si è recata ieri ad Ankara e farà anche una visita al Cairo. L’Onu chiede elezioni entro giugno.  

Iraq

Due forti esplosioni simultanee sono avvenute nel centro di Baghdad, nel quartiere di Karrada abitato prevalentemente da sunniti e cristiani. Obiettivo delle bombe sono due banche che hanno riportato danni alle facciate. Per fortuna non ci sono stati morti, ma soltanto una decina di feriti non gravi. Secondo le forze di sicurezza è un tentativo di destabilizzare la già precaria situazione politica, che vede uno scontro all’interno dei partiti sciiti. L’Imam Mouqtada Sadr, capo del gruppo parlamentare più numeroso, ha chiesto di formare un governo di maggioranza, escludendo le correnti filo-iraniane uscite perdenti dalle ultime elezioni. Nei giorni scorsi si sono avuti attacchi con droni e con razzi contro sedi di partito, ambasciate e basi militari con presenza di truppe straniere (USA e turche).

Siria

Gli ospedali del nord ovest della Siria, sotto il controllo delle milizie jihadiste e filo-turche, sono in grave crisi finanziaria per la conclusione dei progetti di sostegno economico da parte di ONG internazionali e Stati esteri. Il personale medico e sanitario sta lavorando come volontariato, ma ciò non può durare a lungo. Inoltre si stanno esaurendo le scorte di medicine e carburante per il riscaldamento e la produzione di elettricità. Sono 18 le strutture mediche che hanno perso le sovvenzioni economiche internazionali. Garantivano la cura gratuita ad una popolazione di 4 milione di abitanti.   

Somalia

Un attentatore suicida ha attaccato il portavoce del governo, Mohammed Mowallimo, mentre si accingeva a prendere l’auto davanti alla sua abitazione, a Mogadiscio. Secondo le forze di sicurezza, Mowallimo è rimasto ferito ed è stato trasferito in ospedale, ma è fuori pericolo. Testimoni oculari hanno affermato di aver visto sul terreno i corpi di tre persone uccise dall’esplosione. Il gruppo terroristico affiliato ad Al Qaeda, Shabab, ha rivendicato l’attacco. La scorsa settimana un altro attentato terroristico nelle vicinanze dell’aeroporto della capitale somala ha provocato l’uccisione di 6 persone. Le divisioni all’interno delle istituzioni e il mancato accordo per le elezioni hanno permesso ai terroristi di accentuare i loro attacchi.

Echi dalla Stampa araba n. 8

a cura di Francesca Martino

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