Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

07 marzo 2022.  

Rassegna anno III/n. 065

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Dodici giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Sono fallite tutte le mediazioni. Kiev si prepara alla guerriglia, distruggendo i ponti per rallentare l’avanzata dell’esercito di Mosca. Il presidente francese Macron, dopo due ore di colloqui con Putin, “Russia vuole ottenere i suoi obiettivi o con la guerra o con il negoziato”. È previsto oggi il terzo incontro di negoziato in Bielorussia. Corridoi umanitari ad intermittenza a Mariupol, a causa dei bombardamenti reciproci. Hanno superato il milione e mezzo i profughi ucraini nei paesi confinanti.

Pubblichiamo nella rubrica Approfondimenti l’articolo di Ilan Pappé sull’ipocrisia e razzismo europeo e statunitense nella guerra in corso. Ringraziamo la redazione de “il manifesto” per la concessione.

Anbamed, aps per la Multiculturalità lancia la campagna per la liberazione del blogger saudita Raif Badawi, che dopo aver scontato la condanna a 10 anni di reclusione non viene rilasciato. Nel 2015 ha subito la punizione medievale di 50 frustate sulla schiena, in una piazza pubblica di Gedda.

(Per saperne di più sul caso Raif Badawi)

Scrivete lettere, email, fax e/o telefonate all’ambasciata saudita a Roma:

Via G. B. Pergolesi, 9 – 00198 Roma

+39.06.84.48.51; Fax. +39.06. 85.51.781, E-mail: itemb@mofa.gov.sa;

oppure  ambasciata.saudita@arabia-saudita.it

Domenica 27 marzo 2022 ore 18:00 si terrà, in modalità online, l’Assemblea dell’Associazione “Anbamed, aps per la Multiculturalità”. Tutti gli abbonati ed i collaboratori, anche non iscritti, possono chiedere il link per parteciparvi: anbamedaps@gmail.com

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I titoli

Siria: In un attacco Isis contro pullman militari uccisi 15 soldati.

Palestina Occupata: Un altro ragazzo ucciso dalle truppe di occupazione a Gerusalemme.

Sudan: Sette morti in scontri etnici nel Darfur occidentale.

Yemen: Rapiti due operatori umanitari di Medici senza Frontiere.

Libia: Bloccata da milizie locali la produzione petrolifera in due giacimenti del sud.

Arabia Saudita: Riad annuncia produzione locale di droni.

Algeria: Una proposta di legge per allargare i diritti delle lavoratrici madri.

Le notizie

Siria

Quindici soldati governativi sono rimasti uccisi ed altri 18 feriti in un attacco dell’Isis contro il loro convoglio di camion, nella Badia siriana a est di Tadmour (Palmira). Il comunicato militare non aggiunge altri particolari, ma l’Osservatorio Siriano riferisce che l’attacco è avvenuto nella notte tra sabato e domenica, durante una pausa di sonno per i militari. Le condizioni atmosferiche di una tempesta di sabbia non hanno permesso ai soldati di guardia di accorgersi dell’avvicinarsi dei miliziani. Nell’attacco sono stati utilizzati lanciarazzi individuali RPG, bombe a mano e mitragliatrici. Il gruppo jihadista si sarebbe ritirato senza perdite, nascondendosi nelle montagne.

Palestina Occupata

Le forze di occupazione hanno ucciso un secondo giovane palestinese, in 24 ore. Ad Abudeis, una cittadina ad est di Gerusalemme, gli agenti hanno sparato pallottole da guerra contro i giovani che lanciavano pietre. Un ragazzo di 16 anni è stato colpito al petto. È stato impedito con la forza l’arrivo di un’autombulanza palestinese. Secondo testimonianze documentate da video, il ferito è stato caricato su una barella e depositato in un camion militare, lasciandolo morire.

In un altro episodio, il deputato israeliano Itmar Ben Gvir ha tirato fuori la pistola e minacciato i manifestanti palestinesi a Sheikh Jarrah. La stampa israeliana scrive che Ben Gvir stava recandosi al suo “ufficio”, installato in una tenda, davanti alla casa della famiglia Salem, minacciata di sgombero. Un gruppo di giovani palestinesi lo ha affrontato e il deputato ha sfoderato l’arma. Non è la prima volta che questo estremista di destra ricorre a queste minacce.

Sudan

Sette persone sono state uccise, ieri, nel Darfur occidentale. Tra di loro due operatori di organizzazioni umanitarie. Altre 14 sono rimaste ferite durante una sparatoria tra gruppi di etnie diverse, a causa di atti di abigeato. I fatti sono avvenuti nella zona di Gebel Moon, dove dallo scorso novembre si susseguono scontri su base etnica, che hanno costretto molti abitanti a rifugiarsi nel vicino Ciad.

Yemen

Due operatori internazionali di Medici senza Frontiere sono stati rapiti nella provincia di Hadramawt, nell’est del paese al confine con l’Oman. Secondo fonti della sicurezza e osservatori locali, uomini armati hanno bloccato l’auto che trasportava i due operatori sanitari, un tedesco ed un messicano, e li hanno portati via. L’Organizzazione umanitaria ha detto di aver perso i contatti con suoi due operatori, ma non ha dato altre informazioni per motivi di sicurezza. La stampa locale sostiene che si tratta di miliziani di Al Qaeda, dediti a compiere sequestri di cittadini stranieri per chiedere riscatto.

Libia

L’esportazione di petrolio è calata sotto il milione di barili al giorno, a causa del blocco della produzione nei due giacimenti di Sharar e El-Fil. L’ente statale NOC ha dichiarato “lo stato di forza maggiore” e fatto evacuare il personale. L’amministratore delegato Sonallah ha affermato che una nota milizia irresponsabile ha chiuso le valvole degli oleodotti, causando danni enormi all’economia del paese in un momento di aumento delle quotazioni del greggio. Per molti osservatori è un’azione politica, per destabilizzare il paese, in una fase delicata dopo la formazione di un nuovo governo, mentre il precedente si rifiuta il passaggio dei poteri.

Arabia Saudita

Il direttore esecutivo dell’Ente pubblico per l’industria militare, Waleed Abu Khaled, ha annunciato che il regno si sta attrezzando per la costruzione del primo drone di fabbricazione saudita e l’inaugurazione di una società per la produzione di munizioni. “Il 50% del bilancio delle forze armate sarà dedicato alla produzione militare”, ha affermato. La dichiarazione è stata rilasciata durante l’inaugurazione della Fiera internazionale per la difesa, aperta ieri a Riad.

Algeria

La deputata algerina, Farida Ghomra, è la prima firmataria di una proposta di legge per la riforma della previdenza sociale, in materia di maternità. Si chiede l’estensione del periodo di ferie pagate dopo il parto, dalle attuali tre mesi a 6 mesi, “per permettere alle madri lavoratrici di proseguire in serenità la cura della prole”. I proponenti avanzano a sostegno della loro proposta diverse statistiche sul ricorso all’allattamento artificiale: soltanto il 13% delle madri algerine lavoratrici prosegue l’allattamento al seno dopo i tre mesi dalla nascita. “Il prolungamento proposto – scrivono gli estensori – farebbe risparmiare allo Stato i costi dell’importazione del latte in polvere ed i bambini algerini ci guadagnerebbero in salute”.   

Approfondimenti

Le quattro lezioni dell’Ucraina: i doppi standard occidentali

Crisi ucraina. La visione di media e classi dirigenti in Occidente è segnata da etnocentrismo e razzismo: dai rifugiati «simili a noi» alle «legittime» invasioni Usa in Medio Oriente fino alla tollerabilità dei gruppi neonazisti. E infine alle politiche di oppressione di Israele nei confronti dei palestinesi

Ilan Pappé

06.03.2022

Da “il manifesto”

2 commenti

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