Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

22 novembre 2022.

Rassegna anno III/n. 321

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I titoli:

Iran: 13 morti sotto i colpi dei pasdaran nelle province curde nel nord ovest dell’Iran.

Siria: Erdogan intende invadere con le truppe di terra le zone curde nel nord della Siria.

Iraq: Droni e missili iraniani contro i campi profughi nel Kurdistan iracheno.

Palestina Occupata: Un giovane di 18 anni ucciso a Jenin.

Yemen: Droni degli Houthi attaccano un porto petrolfero.

Bahrein: Ennesimo processo in carcere al detenuto Al-Khawaja, dal 2011 in prigione per le manifestazioni della “Primavera araba”.

Libia: Rapito da casa un ex generale di Gheddafi che doveva essere in carcere. La famiglia teme l’estradizione in USA.

Libano: La crisi politica lascia il paese senza presidente. Il vuoto sarà colmato dall’esercito?

Le notizie:

Iran

I pasdaran hanno sparato, ieri, contro i funerali delle vittime di azioni repressive dei giorni precedenti. Sono state uccise 13 persone nelle province curde nel nord ovest dell’Iran. Tra le vittime anche ragazzi giovanissimi che gridavano: “morte al dittatore!”. Contro il fiume di persone che partecipavano ai funerali sono stati utilizzati i droni, terrorizzando i fedeli.

In tutte le città iraniane sono continuate le manifestazioni di protesta contro la repressione brutale del regime. Gli studenti universitari hanno compiuto ieri una protesta simbolica occupando i corridoi degli atenei mimando gli arresti con le mani dietro la schiena, portando in mano un manifesto con la foto di Mahsa Amini.

La clava della repressione tocca le voci libere nel giornalismo indipendente. Il quotidiano Jahan Sanat è stato chiuso per aver pubblicato un articolo firmato da un professore universitario di critica al clima repressivo contro gli studenti.  Il direttore di un’altra testata, Mustafà Jaafar, è stato sospeso per 6 mesi dalla professione.

Le proteste silenziose sono oramai generalizzate. I giocatori della squadra nazionale di calcio, prima della partita di ieri, nei mondiali del Qatar, non hanno cantato l’inno nazionale, un segnale evidente di rifiuto della repressione del regime. I giocatori si sono messi in cerchio, alzando le braccia imitando i gesti dei giovani nelle piazze della protesta in Iran.

Siria

L’aeronautica e l’artiglieria turche hanno continuato per il terzo giorno consecutivo a colpire le zone sotto il controllo dei combattenti curdi nel nord della Siria. Erdogan ha annunciato che lo stato maggiore turco sta studiando l’invasione di terra sia in Siria che in Iraq.

Negli attacchi dei primi due giorni sono stati uccisi – secondo l’agenzia stampa di Damasco, Sana – 18 soldati siriani. Ieri sono stati svolti a Kobane i funerali di 11 civili, uccisi dalle bombe di Erdogan.

Secondo la stampa turca, i lanci di razzi contro il territorio turco da parte dei combattenti curdi hanno causato la morte di due persone e il ferimento di altre sei.

Iraq

Il comando delle guardie rivoluzionarie iraniane ha affermato di aver colpito con missili terra-terra e droni nella zona di confine nel Kurdistan iracheno. Gli obiettivi colpiti sono sedi dei partiti curdo-iraniani organizzati nei campi dei rifugiati presenti da decenni in Iraq. Un portavoce del Partito Democratico del Kurdistan iraniano ha detto che un attivista è stato ucciso, quando un missile ha colpito la casa dove alloggiava.

Un alto ufficiale iraniano ha minacciato, nei giorni scorsi, di un intervento terrestre, se le autorità irachene, governo federale di Baghdad e quello autonomo di Erbil, non controllassero meglio i confini. Le azioni militari iraniane mirano a soffocare le manifestazioni nel Kurdistan iraniano, colpendo i centri di informazione situati in Iraq, che hanno funzionato come una cinghia di trasmissione, per far giungere all’estero le notizie delle proteste popolari.

Palestina Occupata 

Un giovane palestinese di 18 anni è stato ucciso durante un’irruzione delle truppe israeliane a Jenin. È stato colpito con una pallottola nello stomaco ed è stato tenuto sequestrato per diverse ore, malgrado l’emorragia di sangue. È arrivato all’ospedale in condizioni critiche e non è stato possibile salvarlo. Si chiamava Mahmoud Saadi.

Un altro bambino, di 10 anni, è stato ridotto in fin di vita da un gruppo di coloni dell’insediamento illegale di Kiryat Arba, costruito sui terreni dei contadini di Al-Khalil.

In un terzo episodio, i soldati israeliani hanno malmenato due sorelle, Dina e Raghd, dell’età di 13 e 14 anni, perché trovate su un terreno confiscato dall’esercito, ad est di Betlemme.

Yemen

Le milizie Houthi hanno rivendicato l’attacco con droni del porto petrolifero di Dhabba, nella provincia meridionale di Hadhramout. L’attacco non ha provocato vittime, ma solo danni. Una petroliera battente bandiera panamense, che stava caricando greggio, è stata costretta ad abbandonare il porto. È il secondo attacco con droni, in un mese, contro gi impianti petroliferi in Yemen da parte dei ribelli. Il governo esiliato ad Aden ha accusato gli Houthi di ostacolare il commercio marittimo internazionale e di danneggiare le forniture di carburanti nel paese.

In Yemen, dal 2 ottobre è scaduta la tregua e finora gli sforzi dell’ONU non sono riusciti a riportare i belligeranti al tavolo delle trattative.

Bahrein

Abdulhadi Al-Khawaja, un difensore dei diritti umani detenuto nel carcere di Jaw, a Manama, doveva comparire in tribunale ieri per rispondere all’accusa di offesa a pubblico ufficiale, ma le autorità carcerarie non lo hanno accompagnato. Il tentativo paradossale è quello di farlo condannare in contumacia. Il suo avvocato ha contestato la procedura, chiedendo le prove che il suo assistito abbia rifiutato l’accompagnamento. Questo è il terzo procedimento a suo carico, da quando è stato condannato all’ergastolo, nel 2011, per il suo ruolo nel movimento popolare di protesta ai tempi delle primavere arabe. Quella del Bahrein è stata soffocata dall’intervento militare di Arabia Saudita e Qatar, con il sostegno dell’intelligence britannica. Al-Khawaja è in condizioni di salute molto gravi e il Centro del Golfo per i diritti umani (GCHR) ha fatto appello al re del Bahrein di liberarlo e permettergli di raggiungere la famiglia in Danimarca, per curarsi. Per avere maggiori info e partecipare alla campagna per la sua liberazione, visita questo sito.

Libia

A Tripoli è stato rapito, da una forza militare ignota, Masooud Abu Ajila Al-Marimi, ex generale di Gheddafi e responsabile allora del servizio di sicurezza estero. Sarebbe implicato nell’attentato di Lockerbie, per aver confezionato lui stesso l’ordigno.

La stampa libica sostiene che è stato rapito dal carcere dov’era detenuto dal 2011. La famiglia, invece, ha diramato ieri un comunicato nel quale ha affermato che Al-Marimi era stato rapito da casa sua a Tripoli alle 01.30 di mercoledì 16 novembre 2022. La famiglia teme che sia stato estradato illegalmente verso gli Stati Uniti.

Voci non confermate sostengono che il caso Al-Marimi è stato discusso tra l’ambasciatore USA in Libia e il premier Dbaiba, durante il loro recente incontro. Il baratto sarebbe il sostegno di Washington alla permanenza di Dbaiba in sella fino alle eventuali elezioni libiche, in cambio dell’estradizione di Al-Marimi.

Il governo libico e l’ufficio di presidenza hanno emesso dei comunicati nei quali non hanno citato il rapimento di Al-Marimi, ma hanno risposto indirettamente al messaggio della famiglia, che metteva in guardia dalla riapertura del caso Lockerbie, sostenendo che il caso non è più possibile riaprirlo.

Fonti locali sostengono che il rapimento è stato compiuto dalla milizia “Brigata 22” legata ad Abdul-Ghani Kikli, responsabile della Stability Support Service, una milizia dipendente direttamente dal premier Dbaiba.

Libano

Oggi è il giorno dell’indipendenza, ma il paese è senza presidente, a causa del fallimento delle forze politiche di trovare un accordo su un nome condiviso. Il capo delle forze armate, generale Joseph Aoun, in un precedente inedito, ha rivolto un messaggio agli ufficiali, sostenendo che “l’esercito non permetterà che venga destabilizzata la pace sociale a causa dello scontro politico”.

Notizie dal mondo

Sono passati otto mesi e 27 giorni di guerra russa in Ucraina.

Appelli:

campagna a sostegno del blogger e attivista iraniano Hossein Ronaghi-Maleki. Hossein è in sciopero della fame. La sua vita è in pericolo. Sono state attivate due petizioni per chiedere la sua immediata scarcerazione. Vi chiediamo di firmare:

Anbamed chiama la vostra sensibilità per salvare la 20enne sudanese, Amal, dalla lapidazione. Vi chiediamo di scrivere una lettera all’ambasciata sudanese a Roma:  https://www.anbamed.it/2022/10/25/appellp-salvate-amal-dalla-lapidazione/

Sostenete Anbamed

Il prossimo 29 novembre è il secondo anniversario della costituzione di Anbamed, aps per la multiculturalità.

Questa maratona dell’informazione quotidiana sul Grande Vicino Oriente continua “puntuale, completa e senza interruzioni”, come l’ha definita un collega. Agli abbonati del 2022 andranno due quadri donati da Silvia Lotti e Giuseppe Di Giacinto.

Il rapporto delle donazioni dal 1° al 31 ottobre 2022 ci dice che sono state raccolte 730 € (+ 165 € rispetto al mese precedente).

Grazie per la sensibilità e l’impegno a coloro che hanno risposto al nostro appello.

Questa rassegna sopravvive grazie ai contributi dei suoi lettori e ascoltatori.

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1 commento

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