Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

17 dicembre 2022.

Rassegna anno III/n. 34

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I titoli:

Iran: Tre mesi dalla morte di Mahsa Amini. La repressione non si attenua: 2 donne militanti trovate morte dopo le torture subite durante l’arresto.

Tunisia: Oggi si vota. Prevista una forte astensione.

Libia: Scontri a Sabratha, ad ovest della capitale.

Giordania: Ucciso un alto ufficiale della polizia durante le proteste contro il caro carburanti.

Siria: La pressione militare turca sul nord della Siria non si attenua.

Palestina Occupata: Un giovane di 16 anni in fin di vita. I soldati israeliani lo hanno lasciato dissanguato per terra dopo averlo ferito.

Sudan: Amal e Maryam sono salve dalla lapidazione. La corte di cassazione ha annullato le sentenze di primo grado.

Le notizie

Iran

Sono passati tre mesi dalla morte di Mahsa Amini. Non diminuiscono le proteste malgrado la feroce repressione con uccisioni in piazza e esecuzioni di condanne nei tribunali. I servizi di sicurezza del regime stanno compiendo dei veri e propri crimini contro obiettivi mirati e particolarmente contro donne. Aida Rostami era una dottoressa, il suo corpo è stato restituito alla famiglia, con una mano rotta e una palpebra ricucita senza l’occhio destro. Aida curava nelle case i manifestanti feriti per non farli arrestare una volta arrivati in ospedale. Un altro caso è quello della leader studentesca, Donya Farhadi, 22 anni. È stata portata via da elementi armati in abiti civili, sparita per 9 giorni e poi il suo corpo è stato trovato, ieri, vicino ad un fiume a Karun, nella regione di Ahwaz.

    La repressione non ha intimidito le proteste. I manifestanti di Zahedan, capoluogo della provincia del Sistan-Baluchistan, subito dopo la preghiera collettiva del venerdì, hanno intonato ‘Morte al dittatore’, prendendo di mira il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei.

Tunisia

Sono in corso le votazioni per le elezioni del nuovo Parlamento. Dipende dall’affluenza alle urne il futuro del progetto del presidente Saied, che in nome della lotta alla corruzione ha dimissionato un anno e mezzo fa il governo, sciolto il Parlamento, cambiato la Costituzione ed ha emesso una nuova legge elettorale sghemba. Tutti i partiti di opposizione hanno lanciato appelli all’astensione, perché il parlamento che ne uscirà sarà depotenziato e con un ruolo prevalentemente consultivo. Un’astensione politica che si aggiungerà a quella fisiologica. La preoccupazione dei tunisini, infatti, è maggiormente rivolta all’inflazione e alla penuria nei mercati dei prodotti alimentari di prima necessità.

Libia

Scontri tra diverse milizie a Sabratha. Si sono scontrate due formazioni filo governative, una ingaggiata del ministero dell’interno e l’altra da quello della difesa. Non si conoscono i motivi che hanno portato alle sparatorie e scambi di cannonate. Secondo fonti ospedaliere, ci sono stati due civili morti e un centinaio di feriti.

Il clima di destabilizzazione compiuto dal governo Dbaiba, con la consegna di un ex ufficiale del vecchio regime agli Stati Uniti, è motivo di movimenti di milizie e di alleanza continuamente mutabili.

Giordania

Le proteste contro il caro carburanti sono state trasformate in guerriglia armata nella cittadina di Hussayinia, nella provincia meridionale di Maan. Un gruppo di armati ha sparato contro le forze di sicurezza uccidendo il vice capo della polizia di Maan, Abdel-raziq Dalabih, e ferito altri 3 agenti. L’attacco armato ha fatto abortire lo sciopero e le manifestazioni di protesta. Ai funerali della vittima, nella sua città natale di Jerash, hanno partecipato 10 mila persone. Il re Abdallah II è intervenuto durante i funerali affermando che non sarà permesso a nessuno di alzare le armi contro lo Stato e che i responsabili saranno individuati e puniti.

Le proteste sono iniziate il 5 dicembre con lo sciopero dei camionisti, poi dei mezzi di trasporti pubblici e privati e infine sono stati organizzati scioperi dei negozianti contro l’aumento dei carburanti. Le manifestazioni nella maggior parte delle province sono state pacifiche, ma questa svolta armata ha messo gli organizzatori all’angolo. Il governo ha bloccato alcuni social accusati di non aver filtrato i discorsi inneggianti all’odio e alla lotta armata.    

Siria

Il ministero degli esteri russo ha espresso soddisfazione per le parole del presidente turco Erdogan sul possibile vertice a Mosca con Putin e Assad. Damasco non si è ancora espressa nel merito, ma la stampa del regime ha attenuato il linguaggio sulla presenza militare turca nelle province settentrionali.

Ilham Ahmed, co-presidente del Consiglio dell’autonomia del nord est della Siria ha rivelato di aver avuto comunicazioni su un’approvazione da parte di Mosca dell’entrata delle truppe turche nella zona attualmente sotto il controllo delle Forze democratiche siriane (SDF). La scorsa settimana, una delegazione militare russa ha portato ad Ankara la proposta di evitare l’invasione in cambio del ritiro delle truppe delle SDF, lasciando all’interno delle città la polizia curda. La stampa di Damasco ha pubblicato foto di ronde russo-turche nella zona rurale di Kobane.

Questi sviluppi non hanno fatto diminuire la pressione dell’artiglieria, dei droni e dei caccia turchi sulle province di Aleppo e Hasaka. Attacchi che hanno causato ieri la morte di tre civili e decine di feriti.

Palestina Occupata

Un giovane di 16 anni, Ahmed Hamamra, è stato ferito gravemente al torace dalle pallottole dei soldati israeliani nel villaggio di Beitonia, ad ovest di Ramallah. Secondo testimoni oculari, i soldati hanno ostacolato per due ore i soccorsi. L’esercito israeliano ha emesso un comunicato spiegando che il ragazzo si accingeva a lanciare pietre contro il posto di blocco, ma diversi persone presenti nella zona hanno smentito questa versione, affermando che il ragazzo era fermo su una collina molto lontana rispetto alla postazione militare. “È stato colpito perché palestinese”, hanno ripetuto.   

La repressione israeliana contro i palestinesi in Cisgiordania si esplicita anche nella guerra contro gli ulivi, fonte di lavoro, vita e resistenza per i contadini palestinesi. A Salfit, a sud di Nablus, i coloni ebrei hanno sradicato 200 alberi in un terreno di proprietà di Ahmed Amin Marie, terreno sul quale i coloni hanno espresso la volontà di annetterlo per aggiungerlo alle altre proprietà confiscate con la forza militare dell’esercito.

Sudan

Buone notizie. Sono salve due donne che erano state condannate alla pena capitale con il metodo sadico e atroce della lapidazione. La corte di cassazione della provincia del Nilo Bianco ha annullato la sentenza di primo grado contro Maryam Tura ed è stato esonerato il primo giudice. La nuova sentenza è stata emessa e la donna deve scontare 6 mesi di reclusione.

L’altro caso riguarda la ragazza 20enne, Amal. Anbamed ha partecipato alla campagna internazionale per salvarla. Anche per lei – secondo quanto ha affermato la sua legale, Intisar Abdalla – la corte di cassazione di Kosti ha annullato la sentenza di primo grado ed ha ordinato la revisione del processo.

Grazie a tutti coloro che hanno risposto al nostro appello e scritto una lettera di protesta all’ambasciata sudanese a Roma. La solidarietà salva gli ultimi.

Notizie dal mondo

Sono passati nove mesi e 22 giorni di guerra russa in Ucraina.

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