Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

18 gennaio 2023.

Rassegna anno IV/n. 017

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I titoli:

Palestina Occupata: Ucciso dai soldati israeliani un alto ufficiale della polizia dell’ANP.

Giordania-Israele: L’ambasciatore israeliano ad Amman convocato al ministero degli esteri per protesta.

ONU e questione palestinese: 39 paesi compresa Italia e Francia firmano contro le misure israeliane nei territori palestinesi occupati e contro l’ANP.

Vertice del Cairo: Il comunicato finale svela l’impotenza delle diplomazie arabe.

Somalia: Un attacco dei jihadisti Shabab contro una caserma: 9 soldati uccisi.

Egitto: Altri 31 detenuti liberati per iniziativa della commissione parlamentare preposta all’amnistia.

Marocco: I detenuti potranno “acquistare” i giorni rimanenti della pena.

Le notizie

Palestina Occupata

L’esercito di occupazione israeliano ha ucciso un alto ufficiale della polizia palestinese a nord di Al-Khalil, nei pressi di Halhoul. Il colonello Hamdi Shaker Aboudia è stato freddato con colpi di mitra contro la sua auto ad un posto di blocco israeliano. Testimoni oculari hanno denunciato che i soldati hanno lasciato il corpo del poliziotto palestinese sanguinante disteso per terra, impedendo ai soccorritori di arrivare per trasferirlo in ospedale. Negi ultimi mesi è stata questa la pratica routinaria dei militari israeliani nei confronti dei feriti palestinesi, caduti sotto i colpi delle loro armi. Secondo la stampa palestinese, questo comportamento, che viene annoverato tra i crimine di guerra, fa parte delle regole d’ingaggio approvate dai governi israeliani, con licenza di uccidere e a garanzia di impunità.

A Nablus, i militari israeliani hanno compiuto un’irruzione nei quartieri orientali della città per garantire la sicurezza ad un gruppo di coloni di visitare quella che chiamano pretestuosamente la “tomba di Giuseppe”. Sono stati arrestati durante le operazioni di rastrellamento 20 attivisti palestinesi che si opponevano all’invasione con il lancio di pietre.

ONU e questione palestinese

La situazione nei territori palestinesi occupati preoccupa molte nazioni dell’ONU. 39 paesi hanno firmato un documento che chiede al governo israeliano di mettere fine alle violazioni delle norme internazionali. In particolare si chiede a Tel Aviv di annullare le azioni vendicative contro l’ANP, in seguito al voto dell’ONU sul ricorso alla Corte di Giustizia Internazionale riguardo lo status dei territori palestinesi occupati. Il gruppo, capitanato dall’Algeria e dal Pakistan, include molti paesi dell’Europa occidentale amici di Israele, come Italia e Francia (non la Germania). Questo spiega la telefonata intercorsa ieri tra i ministri Tajani e Cohen, che i media italiani hanno amplificato, ma senza spiegare i retroscena dell’infuriata dei rappresentati di Israele sui paesi firmatari, accusati come al solito di sostegno al terrorismo e di fomentare l’antisemitismo.

A Gerusalemme est sono in corso visite di delegazioni del Parlamento europeo che toccherà anche i luoghi santi musulmani per incontrare l’ente del Waqf palestinese, che amministra le moschee di Al-Aqsa. Una delegazione del Congresso USA in Israele ha chiesto al premier Netanyahu di non incontrare i ministri estremisti del suo governo. È la prima volta che un simile atto avviene dichiarato pubblicamente.

Secondo una campagna internazionale per la fine dell’occupazione israeliana, un manifesto (QUI) pubblica le statistiche dell’assassinio di minori palestinesi negli ultimi 21 anni: uno ogni tre giorni. Basta!    

Giordania-Israele

Il ministero degli esteri giordano ha convocato l’ambasciatore israeliano per esprimere la condanna del gesto provocatorio avvenuto a Gerusalemme est occupata. Le autorità di occupazione israeliane avevano impedito all’ambasciatore giordano a Tel Aviv di pregare nella moschea di Al-Aqsa. La stampa di Amman scrive che l’Apartheid israeliana ammette ai politici israeliani ebrei di invadere scortati le moschee e impedisce ai musulmani di pregare nei loro luoghi di culto. Il governo israeliano ha ridicolmente spiegato il divieto con il mancato preavviso per garantire la sicurezza del diplomatico.  

Vertice del Cairo

Il vertice egiziano-giordano-palestinese si è concluso al Cairo ieri con un nulla di fatto. L’invito di Al-Sissi al presidente Abbas e al re giordano Abdalla II aveva come ordine del giorno “rafforzare il percorso di pace in Medio Oriente”. Il comunicato finale, dopo un lungo preambolo sui punti saldi delle desiderata arabe e palestinesi (uno stato palestinese su tutti i territori occupati nel 1967 con capitale Gerusalemme, a fianco di Israele), non individua quali siano le strade concrete per arrivare a questo obiettivo. Si limita in conclusione a lanciare un appello al premier israeliano Netanyahu di mettere fine alle provocazioni dei coloni.  

Somalia

Nove soldati e un alto ufficiale sono rimasti uccisi in un attacco jihadista del movimento Shabab ad una caserma nel distretto di Basso Scebeli, ad ovest di Mogadiscio.  La caserma è stata attaccata con autobombe e poi un gruppo di assalitori ha ingaggiato una sparatoria con i soldati. Il portavoce dell’esercito ha affermato che l’attacco è stato respinto e che le perdite tra gli shabab sono state di 21 miliziani. Il movimento Shabab ha rivendicato l’attacco.

Il ministro della difesa somalo ha affermato che l’esercito ha preso il controllo della città di Ceel Dehere, a 30 km da Dusa Mareb, capoluogo del distretto di Galgudud, cacciando i miliziani che la controllavano da un anno.

Egitto

La commissione per l’amnistia ha dichiarato di aver completato lo studio dei dossier di 31 detenuti in attesa di giudizio per reati di opinione. Nella lista compare l’attivista Hassan Mustafà arrestato nel 2019, senza accuse e senza processo e l’artista figurativo Amir Abdelghani, arrestato lo scorso settembre sulla base di alcuni suoi post sui sociale risalenti ad anni passati nei quali scriveva del carovita. Il suo arresto è stato rinnovato dalla procura per la sicurezza dello stato ogni 15 giorni. Ieri, gli interessati sono stati rilasciati. Mancano all’appello migliaia di altri detenuti di coscienza e di opinione che giacciono nelle prigioni egiziane per dei post sui social che criticano l’azione del governo o rilevano situazioni di fatto, come povertà e crisi economica oppure l’aumento della criminalità o peggio ancora se si parla di corruzione.

Marocco

Il ministro della giustizia del Marocco, Abdellatif Wehbi, ha presentato ieri al Parlamento la proposta di legge riguardante le pene alternative al carcere. L’obiettivo, secondo quanto ha affermato il ministro, è quello di ridurre l’affollamento delle prigioni e migliorare le condizioni di vita dei detenuti.

La riforma del codice penale prevede per certi reati riduzioni della pena oppure pene alternative, come i servizi sociali, attività lavorative a favore delle comunità, gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico. 

La novità assoluta per un paese arabo è la possibilità offerta al condannato di acquistare i giorni rimanenti della pena, versando a favore delle casse dello Stato una somma che va da 10 a 100 euro per ogni giorno rimanente della pena. Si può avvalersi di questa facoltà soltanto dopo aver trascorso metà della condanna e di aver ottemperato ad una buona condotta durante il periodo trascorso in carcere. 

Notizie dal mondo

Sono passati dieci mesi e 24 giorni di guerra russa in Ucraina.

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