Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica fondata da Farid Adly. Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

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04 agosto 2023

Rassegna anno IV/n. 215 (1102)

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I Titoli:

Siria/jihadismo: Daiesh ammette la morte del suo quarto capo in uno scontro a fuoco nella provincia di Idlib.

Sudan: 20 milioni di sudanesi a rischio fame per causa della guerra.

Libano: Tre anni dall’esplosione del porto di Beirut; i parenti delle vittime rivendicano ancora verità e giustizia.

Turchia: Arrestati in un mese 36 mila rifugiati senza permesso di soggiorno. 16 rimpatriati in Siria e Afghanistan.

Siria/guerra: Manovre militari russo-siriane a Hama.

Arabia Saudita: Un medico egiziano incarcerato ingiustamente per aver fatto causa al ministero della sanità.

Le Notizie:

Siria/jihadismo

Il movimento jihadista Daiesh ha annunciato la morte del suo quarto capo, Abu al-Hussein Qurashi, in un combattimento con i jihadisti di Tahrir Sham, nella provincia di Idlib. Non viene indicato il luogo preciso e la data dell’uccisione. Lo scorso aprile il presidente turco Erdogan ha sostenuto che i servizi di sicurezza di Ankara hanno ucciso il presunto capo di Daiesh, nel nord della Siria. La decimazione dei capi del terrorismo jihadista nel nord della Siria è iniziata nel 2019 con un blitz USA sempre nella provincia di Idlib, uccidendo il fondatore Al-Baghdadi, poi nel 2022 il suo successore. Il fu falso califfato è stato sconfitto in Iraq nel 2017 e in Siria nel 2019, con il fondamentale contributo militare dei combattenti curdi, ma le sue cellule dormienti continuano a colpire nei due paesi causando centinaia di vittime soprattutto tra la popolazione civile.

Nella provincia siriana di Idlib, sotto occupazione turca ed amministrazione delle milizie jihadiste affiliate, il terrorismo daieshista ha trovato un rifugio e un clima di copertura per le sue azioni nefaste.

Sudan

Gli organismi dell’ONU avvertono che oltre 20 milioni di sudanesi sono a rischio di povertà alimentare. Il numero è il doppio rispetto alla rilevazione del maggio 2022. La guerra tra esercito e milizie ha provocato lo sfollamento di 4 milioni di abitanti, almeno 600 mila profughi oltre confine. Secondo il responsabile della FAO in Sudan, “il piano internazionale è quello di fornire sostegno ad oltre un milione di contadini per la produzione dei raccolti necessari a sfamare la popolazione, viste le difficoltà di far giungere gli aiuti dall’esterno, causa il conflitto in corso”. Finalmente gli organismi umanitari internazionali cominciano a pensare in modo razionale: “invece di donare un pesce, insegna a pescare”, diceva un saggio cinese.

Libano

A tre anni dalla strage del porto, le famiglie delle vittime aspettano ancora giustizia. L’inchiesta giudiziaria è stata insabbiata dagli interventi politici e dal rifiuto di ministri e funzionari di presentarsi davanti al giudice speciale, che è stato contrastato nel suo lavoro di inchiesta.

Quella del 4 agosto 2000 è stata la più grande esplosione non nucleare di tutti i tempi. È stata provocata dall’innesco delle fiamme in centinaia di tonnellate di nitrati di ammonio, stoccate nei silos del porto dal 2014. Tutti – politici, funzionari del porto, servizi di sicurezza e giudici – sapevano della pericolosità del materiale, ma nessuno si è mosso per rimuovere il pericolo. 200 morti, metà della città distrutta e oltre 300 mila abitanti sfollati. I parenti delle vittime non dimenticano. Hanno organizzato un presidio per rivendicare verità e giustizia.

Turchia

La polizia turca sta compiendo intensi rastrellamenti quotidiani dei migranti senza permesso di soggiorno. Nell’ultimo mese sono stati arrestati 36 mila migranti, soprattutto siriani e afghani, 16 mila dei quali sono stati rimpatriati. Nei mesi scorsi e soprattutto durante la campagna elettorale, è stata osservata una crescita del discorso dell’odio nei confronti dei rifugiati, soprattutto siriani, con anche atti di aggressione fisica.

La crisi economica, come al solito, ha acceso la guerra tra poveri ed i migranti diventano così le vittime sacrificali per un conflitto politico interno. Pagano due volte: xenofobia e repressione.

Siria/guerra

Il comando russo in Siria ha comunicato che le sue forze aeree hanno compiuto, nella provincia di Hama, manovre militari congiunte con la partecipazione di truppe speciali siriane. Oggetto delle manovre la simulazione della liberazione di una città occupata da forze nemiche.

Le manovre simulano la realtà quotidiana che vivono le province del nord ovest della Siria, fuori dal controllo del regime e occupate militarmente dalla Turchia e dalle milizie islamiste dell’opposizione. Inoltre la massiccia partecipazione dell’aeronautica di Mosca ad operazioni militari in Siria era entrata in “collisioni” con manovre delle forze statunitensi, la presenza delle quali viene considerata, da Damasco e Mosca, illegale.

Arabia Saudita

Sabri Shalaby è un medico egiziano che ha lavorato in Arabia Saudita come dipendente a contratto del ministero della sanità in una struttura medica di Tabouk, nel nord ovest del regno. Ha scoperto, nel 2016, dopo anni di lavoro, che percepiva una retribuzione minore rispetto al dovuto e ha sporto denuncia contro il ministero; il tribunale del lavoro gli ha dato ragione e Shalaby ha vinto anche nel ricorso. Nel 2019 viene licenziato e prima della sentenza della cassazione viene arrestato dalla polizia e accusato di sostegno alla Fratellanza Musulmana, che in Arabia Saudita è elencata tra le organizzazioni terroristiche. È stato condannato a 10 anni di reclusione. I suoi familiari sostengono di non aver mai ricevuto i risarcimenti previsti dalla sentenza del tribunale del lavoro.

Una storia esemplare del nuovo rinascimento arabo.

Notizie dal mondo: Sono passati 17 mesi e 10 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Pioggia di droni a sud di Mosca. E preparativi di guerra navale nel Mar Nero.

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