Per ascoltare l’audio di oggi, 25 giugno 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/170 (2122)

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Causale: Donazione per Anbamed

A maggio, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 1.085 € (+ 570 €) rispetto al precedente mese di aprile).

Andiamo avanti!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 4.690,00 € per adozioni + per pasti caldi e per il libro “Strega!”; nel solo mese di maggio.

Siamo a 160 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Sono stati trasferiti ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio 2026: la somma è di 39.291,00 €. Grazie a tutt3 i donatori e le donatrici.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Un bambino è rimasto ucciso e altri feriti in un raid aereo israeliano contro il campo di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Un raid aereo israeliano ha colpito la zona di Al-Mawasi a Khan Younis.

Due palestinesi, tra cui un bambino, sono rimasti uccisi quando una tenda nella zona di Al-Mawasi a Khan Younis è stata bombardata.

L’artiglieria israeliana ha colpito le zone orientali del quartiere di Al-Tuffah, a est di Gaza City.

Navi da guerra israeliane hanno aperto il fuoco in mare al largo di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Libano

Due civili libanesi sono stati uccisi ieri in un bombardamento israeliano su un veicolo vicino alla zona di “Dabsha”, alla periferia della città di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale.

Un raid aereo israeliano ha colpito un’auto vicino alla città di Kfar Rumman, nel sud del Libano, provocando due uccisi.

Un drone israeliano è stato fatto esplodere nella città di Yater, nel Libano meridionale.

Si è tenuta la seconda riunione tecnica tra Israele e Libano nella sede del dipartimento di stato Usa a Washington. Oggi ci sarà l’ultimo incontro. La proposta è di consegnare all’esercito libanese “zone sperimentali” dalle quali l’esercito israeliano si ritirerà. Il copmpito dell’esercito di Beirut sarà quello di collaborare con Israele e sotto la supervisione di ufficiali Usa nel disarmo della resistenza. Mentre il premier libanese, Salam, dichiara che non si accetta meno del ritiro totale israeliano dal sud del Libano, alla fine del processo negoziale, il ministro della difesa Katz ha dichiarato che Israele non si ritirerà da quello che lui ha chiamato la striscia di sicurezza.

Cisgiordania

Due palestinesi uccisi in due giorni, ieri e oggi. Mustafà Taha al-Khatib (32 anni) è stato ucciso a casa sua invasa dai soldati di occupazione a Qalqilia. All’alba, i soldati hanno sfondato la porta di casa e hanno sparato all’impazzata, uccidendolo all’istante.

Ieri, nel villaggio di Yamoun, vicino a Jenin, una forza speciale in abiti civili ha assediato la casa di Mohammed Nazim Zaied (29 anni) e lo ha ferito gravemente. È stato impedito l’arrivo dei soccorsi fino al decesso e poi il suo corpo è stato preso in ostaggio.

Furto di terre palestinesi

465 dunom nella regione di Binyamin, vicino a Ramallah, sono stati dichiarati ieri “terreni statali”, una decisione che dovrebbe consentire una significativa espansione dell’insediamento ebraico di Givat Harel.

Il primo piano di costruzione per l’insediamento, che prevede oltre 900 unità abitative, è attualmente in fase di avanzamento.

Questa azione criminale rientra in una politica guidata dal Ministro delle Finanze Smotrich per promuovere l’attività degli insediamenti coloniali ebraici in Cisgiordania, che include l’approvazione di oltre 100 nuovi insediamenti e decine di migliaia di unità abitative.

La ministra dell’Ambiente israeliano, Idit Silman e membro del partito di destra al governo, Likud, ha dichiarato: “Il prossimo obiettivo del governo israeliano è quello di consentire la costruzione di insediamenti nelle aree dell’Autorità Palestinese classificate come “A” e “B” in Cisgiordania”.

Il ministro fascista Smotrich ha dichiarato che dopo il completamento degli obiettivi in Cisgiordania (che lui chiama Giudea e Samaria), la pulizia etnica toccherà al Negev e la Galilea come nostri prossimi obiettivi. Sono zone abitate da maggioranza palestinese all’interno di Israele.

Israele

La polizia israeliana ha arrestato e interrogato, due giorni fa, il dirigente comunista Mohammed Barakah.  Il deputato comunista della Knesset Ofer Cassif ha dichiarato: “Condanno fermamente l’arresto e l’interrogatorio politico del mio compagno Mohammad Barakeh, ex membro della Knesset per la Lista Unita e il Partito Comunista, uno dei nostri leader più importanti ed ex presidente dell’Alto Comitato di Monitoraggio per i Cittadini Arabi di Israele. Questo arresto criminale da parte della milizia kahanista è inaccettabile e nullo per almeno tre motivi. Primo, Barakeh è stato accusato di indagare sull’insediamento di Ariel, costruito su terre palestinesi rubate, il che è palesemente illegale. Secondo, l’interrogatorio riguardava un discorso pronunciato quattro anni fa e l’espressione di opinioni legittime e legali, costituendo chiaramente una persecuzione politica e un tentativo di intimidazione in vista delle elezioni. Terzo, questo arresto viene utilizzato dal ministro kahanista e dall’intera banda di Bibi per continuare la loro campagna di persecuzione politica contro il popolo arabo palestinese e contro l’intero campo di sinistra, sia ebraico che arabo, che si oppone ai crimini del governo, primo fra tutti i crimini dell’occupazione terroristica. Mohammad Barakeh non sarà mai lasciato solo. Non ci arrenderemo mai! Sono con il mio compagno Abu Saeed e con tutti i compagni di sinistra saldi e di principio – fino alla vittoria!”.

Giornalisti nel mirino

Prima e dopo il carcere israeliano

Dopo 14 mesi di detenzione, seguiti da un estenuante percorso di cure, il giornalista palestinese Mujahid Bani Mufleh è apparso in una fotografia che rivelava una lesione di una parte del cranio, fornendo una prova inconfutabile dell’entità degli abusi e delle violenze fisiche subite da quando la sua casa nella città di Beita, a sud di Nablus, è stata presa d’assalto nel 2025, e successivamente trasferito nel carcere israeliano di Menashe. Sul suo account social, Bani Muflih ha scritto: “Quattordici mesi di prigione e il lungo periodo di cure che ne è seguito sono bastati a cambiarmi per sempre. Ho imparato ad essere grato e ho compreso il vero significato della fame: quando aspetti un boccone che non basta, vai a dormire con il mal di stomaco e ti svegli con la stessa sensazione. Ho imparato come una pagnotta di pane possa diventare un sogno e come un sorso d’acqua fresca possa sembrare una benedizione dal cielo.”

Poi ha continuato: “Ho imparato il significato dell’umiliazione quando i dettagli della tua vita quotidiana sono controllati da altri: quando mangi, quando dormi, quando ti alzi e quando ti siedi. Quando ti vengono tolti i diritti alle cose più semplici, persino la privacy e la dignità. Ho imparato il significato del dolore quando il tuo corpo è esausto e non trovi riposo, e quando la notte diventa spaventosamente lunga; ti rigiri nel letto tra il dolore fisico e il peso dei pensieri, contando lentamente le ore, aspettando l’alba come se fosse la salvezza.” (Qui, in arabo)

GSF

Le autorità di Bengasi, nella Libia orientale, hanno rilasciato i due attivisti italiani della Flotilla. Domenico Centrone e Dina Alberizia sono stati liberati dopo essere stati arrestati il mese scorso in Libia con l’accusa di ingresso illegale nel Paese. Anche gli altri 8 attivisti internazionali sono stati rilasciati e sono partiti verso la Turchia.

I due attivisti italiani, insieme ad altre centinaia di attivisti arabi e internazionali, partecipavano alla Flotilla di terra, diretta verso Gaza. Sono stati bloccati e rispediti indietro. I dieci attivisti che avevano intavolato una trattativa, invece, sono stati arrestati ingiustamente con la ridicola accusa di ingresso senza visto.

Ad Istanbul, in Turchia, è stata organizzata un’accoglienza agli attivisti liberati. Negli interventi hanno sostenuto che è necessario parlare di Gaza, che le sofferenze dei bambini di Gaza sono incommensurabili e che la loro detenzione per un mese a Bengasi non è nulla di fronte a quello che vivono i palestinesi sotto l’occupazione israeliana. “Continueremo a portare aiuti umanitari e sfideremo di nuovo l’arroganza sionista. Non bisogna distogliere l’attenzione dai crimini degli invasori israeliani a Gaza”, hanno sottolineato in diversi interventi.

Hind Rajab Foundation

La magistratura greca continua le indagini sull’ufficiale israeliano accusato di genocidio a Gaza. La Fondazione Hind Rajab ha annunciato un nuovo sviluppo nel caso contro il maggiore Yair Ohana, a seguito di un’udienza davanti a un giudice istruttore in Grecia per presentare ulteriori prove. Ohana è accusato di aver partecipato ad attacchi contro obiettivi civili, torture e genocidio durante il suo servizio nella Brigata Givati ​​nel nord di Gaza.

La storia di Sarah Rajab e della sua famiglia annientata

Israele non colpisce i bambini gazzawi come vittime collaterali, ma mira a uccidere il futuro di Gaza, annientando i bambini. Qui vi raccontiamo la storia di Sarah Rajab. Aveva 9 anni quando un missile l’ha presa di mira il 27 maggio, primo giorno della Festa di Eid Al-Adha. Era l’ultima della sua famiglia, cancellata per mano israeliana dal registro anagrafico palestinese. Leggi tutto!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, un mese e 10 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi giovedì 25 giugno 2026 aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!

Solidarietà/Al-Najdah

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 160. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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