di Stefania Maurizi (da Il fatto Quotidiano)
Qui trovate il testo originale della sua denuncia: https://stay-human.sofialiguori.com/

“Oggi è il mio ultimo giorno a Google DeepMind. Io mi rendo conto di essere stata fortunata di finire a lavorare qui, per un certo tempo, e che questo posto mi ha dato delle opportunità che mai mi sarei aspettata di avere nella vita. Detto questo, è stata la mia esperienza peggiore di lavoro e mi dimetto con un pesante senso di disillusione […] non posso più entrare nel mio ufficio senza un opprimente senso di disgusto”. A parlare così è una giovane ingegnera italiana, Sofia Liguori, che ha fatto notizia nel mondo. Il suo talento l’ha portata da Milano, dove si è laureata all’Università Bicocca, a Londra, a lavorare per il colosso dell’IA DeepMind, acquisito da Google nel 2016. Ma questa settimana, Sofia Liguori ha sbattuto la porta della sua prestigiosa azienda e si è dimessa: non lavorerà più per DeepMind, perché la sua coscienza le impedisce di lavorare per l’intelligenza artificiale al servizio della guerra, dopo che l’azienda ha firmato un contratto con il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti. Liguori non è certo la prima esperta di intelligenza artificiale che va in pubblico a denunciare i pericoli futuri dell’IA, ma come ha sottolineato il giornalista americano Sam Biddle, che l’ha intervistata per il giornale online The Intercept – fondato da Glenn Greenwald per pubblicare i file top secret di Edward Snowden – l’ingegnera italiana si è dimessa per ragioni etiche perché non condivide i pericoli attuali dell’IA, ovvero l’uso di una tecnologia, che potrebbe fare del bene all’umanità, per finalità maligne come la guerra. E che l’IA possa essere usata per fare del bene è stato dimostrato dal fondatore stesso di DeepMind, un prodigio degli scacchi di nome Demis Hassabis, che nel 2024 ha vinto il premio Nobel per la chimica perché il suo modello di IA ha permesso di predire la struttura “virtualmente di tutte le proteine conosciute al mondo” che controllano e guidano i processi della vita. Ad attrarre Sofia Liguori verso DeepMind, nel 2023, era stato anche questo: non era solo una startup di software di grande successo tanto da essere stata acquisita da Google, era un’azienda orientata alla ricerca dove lavoravano scienziati veri, come biologi, fisici, matematici, come Liguori ha raccontato a The Intercept. Ma con il genocidio di Israele contro Gaza è cambiato tutto. In questi ultimi tre anni, Israele ha trasformato Gaza nel laboratorio dell’intelligenza artificiale usata per sterminare i palestinesi. Il mondo se n’è accorto grazie al film Naza, che ricostruisce attraverso le testimonianze di soldati dell’Idf come l’IA è al cuore del genocidio. Da Gaza, ora i sistemi IA si stanno espandendo. Il Pentagono e l’amministrazione Trump non fanno mistero di voler fare dell’IA il motore della loro macchina da guerra, né massacri efferati come l’attacco degli Stati Uniti contro la scuola di Minab in Iran, il 28 febbraio scorso, che ha sterminato 120 bambini e 26 insegnanti – un bagno di sangue in cui l’IA ha avuto un ruolo sciagurato – hanno portato il mondo a frenare l’uso dell’intelligenza artificiale nella guerra. Ma il coraggio di Sofia Liguori è una scintilla di speranza in un futuro cupo. “In linea di principio, non mi è permesso di criticare Google per il resto della mia vita”, ha dichiarato Liguori alla Bbc, ma lei ha deciso di farlo, sbattendo la porta di DeepMind e raccontando la sua ribellione al mondo.
