Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

22 maggio 2021

Rassegna n. 325

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I titoli

Palestina Occupata: A Gaza il cessate il fuoco tiene. Violente aggressioni della polizia contro i fedeli in preghiera ad Al-Aqsa.

Turchia: L’aeronautica di Ankara bombarda il nord dell’Iraq “per colpire il PKK”. Bruciati i raccolti dei contadini.

Afghanistan: I Taliban occupano la provincia di Vardak, ad ovest di Kabul.

Egitto-Sudan: Avvisaglie di impegno militare congiunto per lanciare messaggi ad Addis Abeba.

Tunisia: Manovre aeree con gli USA.

Le notizie

Palestina Occupata

Il giorno dopo il cessate il fuoco.

A Gerusalemme Est, la polizia israeliana ha aggredito i fedeli in preghiera nella moschea di Al-Aqsa. In tutta la Cisgiordania si sono avuti scontri tra giovani e truppe dell’occupazione, particolarmente violenti quelli ad Al-Khllel (Hebron). Nel quartiere Sheikh Jarrah, è in corso la pratica dell’Apartheid: tutti gli ingressi sono stati chiusi con blocchi di cemento e transenne metalliche. I palestinesi residenti sono sottoposti a controlli severi e non possono accedere i non residenti, mentre i coloni possono liberamente circolare.

Nelle città palestinesi all’interno di Israele si sono avuti manifestazioni di solidarietà con Gaza, particolarmente partecipata è stata quella di Umm Fahm, dove nei giorni scorsi la polizia ha sparato e ucciso un giovane.

A Gaza è tempo di curare le ferite, al di là della retorica sulla “vittoria”. Il capoluogo è un cumulo di macerie, manca l’elettricità, l’acqua e le strutture sanitarie sono al collasso.

Il ministero della sanità ha fornito le ultime valutazioni sulle perdite in vite umane: 274 morti, tra i quali 66 bambini e 1910 feriti. In Cisgiordania ci sono stati 28 morti e 7 mila feriti.

Sul piano politico israeliano, Netanyahu si trova in forti difficoltà, attaccato dagli stessi suoi alleati. Nel suo discorso alla Tv non ha potuto parlare di vittoria e come argomento diversivo è tornato a parlare nuovamente di Teheran e dei droni di fabbricazione iraniana consegnati ai palestinesi.

Sul piano diplomatico internazionale, si attende la visita del segretario di Stato USA, Blinken.

Turchia

I caccia turchi hanno bombardato il nord dell’Iraq. Secondo un funzionario della provincia di Dohuk, gli aerei di Ankara hanno colpito all’alba le zone dove sono presenti i combattenti del PKK e poi sono tornati nel pomeriggio per continuare altri raids, che hanno causato enormi incendi e distrutto i raccolti dei contadini. Gli attacchi turchi in terra irachena sono frequenti e l’ultimo è avvenuto all’inizio del mese. In Aprile, Ankara ha compiuto anche un’invasione di terra impiegando 5 mila militari. Il ministro della difesa, Akar, ha visitato durante quella invasione i luoghi delle operazioni, annunciando la creazione di 3 basi militari turche nel nord dell’Iraq.

Afghanistan

Si sono registrati duri scontri nella provincia di Vardak, ad ovest di Kabul, tra le milizie Taliban e le forze governative. L’attacco jihadista è all’interno del capoluogo e sono stati occupati uffici amministrativi e il commissariato di polizia. Almeno 7 militari sono rimasti uccisi e decine di feriti. Il portavoce dei Taliban ha affermato che tutta la provincia è sotto il loro controllo e di aver catturato soldati e poliziotti. Il governo finora non ha emesso nessuna dichiarazione.

Egitto-Sudan

Si svolgeranno dal 26 al 31 maggio, nella base aerea di Khartoum, le manovre militari denominate “Protezione del Nilo”. Le truppe di terra egiziane sono già arrivate in Sudan. Queste manovre sono state precedute da altre due denominate “Aquila 1 e 2”. Secondo il comunicato congiunto dei due capi di Stato maggiore, queste attività servono ad armonizzare la preparazione dell’aeronautica dei due paesi per affrontare le sfide contro gli interessi nazionali. L’accenno non tanto velato è riferito alla crisi per le acque del Nilo con l’Etiopia, in seguito al fallimento dei negoziati e alla determinazione di Addis Abeba di procedere nel secondo riempimento dell’invaso della diga “Rinascita” con 13 miliardi di metri cubi di acqua.

Tunisia

La Tunisia ha compiuto ieri manovre aeree congiunte con le truppe USA del comando Africom. Secondo il ministero della difesa tunisino queste attività militari servono ad acquisire esperienze nella difesa aerea del suolo nazionale. Dal 26 maggio, la marina tunisina parteciperà alle manovre con altri 13 nazioni Nato. Attività di addestramento dispendiose economicamente, mentre il paese sta vivendo una crisi economica senza precedenti e le trattative con il Fondo Monetario Internazionale sono ad un bivio, perché condizionate a decisioni di politica economica interna draconiane: riduzione degli stipendi del 15% e cancellazione delle sovvenzioni ai beni di consumo di prima necessità.

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