Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

23 maggio 2021 Buona Domenica!

Rassegna n. 326

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I titoli

Palestina Occupata: Altri morti sotto le macerie di Gaza. In Israele manifestazioni per la pace e contro Netanyahu.

Turchia: Un giornalista licenziato per aver posto delle domande scomode a due ministri.

Sahara Occidentale: Il Fronte Polisario chiede all’UE pressioni sul Marocco.

Libano: Polemiche al vertice del potere, mentre il paese è da 10 mesi senza un governo in carica.

Iraq: Assassinato un giornalista a nord di Baghdad.

Le notizie

Palestina Occupata

Il quartiere Sheikh Jarrah è ancora sotto la repressione delle forze israeliane che praticano una palese Apartheid. Una manifestazione pacifica di palestinesi e israeliani è stata affrontata con pallottole, causando il ferimento di decine di persone e almeno 12 gli arrestati. Ci sono forti timori a Gerusalemme Est che nella giornata di oggi, con la fine del divieto ai coloni di entrare nelle spianate delle moschee, avvengano altri scontri. Cortei di proteste si sono svolti in Cisgiordania e nelle città palestinesi di Israele.

A Gaza sono state trovate altre vittime, durante i lavori di rimozione delle macerie dei palazzi e case bombardate.

Il numero dei morti nella striscia negli 11 giorni di bombardamenti israeliani è salito a 279 persone, tra i quali 69 bambini. I feriti sono quasi 7 mila, di cui 90 casi gravissimi.

In Israele, si sono tenute manifestazioni contro la guerra a Gerusalemme Ovest e a Tel Aviv. Nella prima circa mille persone hanno portato cartelli e gridato slogan per le dimissioni di Netanyahu. Secondo i manifestanti, il premier ha condotto la guerra su Gaza per fini personali, causando maggiore insicurezza ai cittadini di Israele. Alla manifestazione pacifista di Tel Aviv hanno partecipato più di 3 mila persone.

A livello diplomatico internazionale, fuori tempo massimo, il Consiglio di Sicurezza ONU è riuscito ad approvare una dichiarazione per il consolidamento del cessate il fuoco e la ripresa delle trattative, per una pace sulla base della soluzione di due Stati.

Turchia

Un giornalista dell’agenzia stampa statale Andolu è stato licenziato per aver posto domande imbarazzanti e scomode a due ministri, durante una conferenza stampa. Musaab Touran ha chiesto se il governo abbia una risposta alle insinuazioni del capo della mafia turca riparato all’estero, Sadat Bakr, nelle quali accusava il ministro dell’interno di aver coperto la sua fuga. Bakr aveva postato, nelle ultime tre settimane, diversi video sui social nei quali descriveva i suoi apporti con esponenti del governo e del partito islamista. Il ministro dell’Interno ha negato, ma l’opposizione in Parlamento ha chiesto le sue dimissioni. Dopo la conferenza stampa, il ministero dell’interno ha iniziato una campagna denigratoria a livello personale  contro Touran e ha chiesto alla procura generale di accertare se il giornalista appartenga ad un’organizzazione terroristica.

Sahara Occidentale

Il Fronte Polisario ha indirizzato un appello all’ONU e all’Unione Africana per far pressioni sul Marocco in materia di emigrazione. “Rabat usa il ricatto sulla questione emigrazione per indurre i paesi dell’UE a riconoscere la sovranità sul Sahara Occidentale, sulla scia dell’amministrazione Trump”. È in corso una crisi diplomatica tra Spagna e Marocco in seguito al ricovero in ospedale del leader del Polisario, Ghali. Come ritorsione Rabat ha allentato i controlli sui confini delle enclave di Ceuta e Melilla, permettendo a otto mila migranti di raggiungere a nuoto il territorio spagnolo.

Libano

Il premier incaricato Hariri è intervenuto ieri in Parlamento per rispondere alle sollecitazioni del presidente Aoun, che lo accusa di aver fallito il tentativo di formare il governo dopo sette mesi dall’incarico. Hariri ha detto che non guiderà un governo fatto su misura del presidente o di nessun’altra forza politica singola. L’alleanza tra il partito nazional-liberale (di Aoun) e Hezbollah ha una maggioranza in Parlamento e chiede un governo tecnico-politico che rispecchia gli equilibri parlamentari. Hariri, forte delle pressioni internazionali e delle monarchie del Golfo, intende formare un governo tecnico. Dopo la strage del porto e la pandemia Covid, questa empasse politica lascia il paese in balia della crisi economica e finanziaria, che ha ridotto metà della popolazione sotto la soglia di povertà.

Iraq

Uomini armati hanno ucciso con colpi di mitra il giornalista Hisham Mash-hadani nella provincia di Tarmia, a nord di Baghdad. L’agguato è avvenuto mentre l’uomo stava tornando a casa da una trasmissione televisiva sulle elezioni politiche del prossimo ottobre. Insieme a lui è stato ferito un parente. Il Ministero dell’Interno accusa le cellule di Daesh di essere le responsabili del vile assassinio.

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