Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

31 maggio 2021

Rassegna n. 334

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Oggi, 31 maggio sarà assegnato, ad uno di voi, il quadro dell’artista e poeta Giovanni Torres La Torre. (per avere ulteriori info sull’artista, clicca qui). Il risultato verrà annunciato domani.

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I titoli

Tunisia: Salvati in mare al largo di Sfax 117 migranti

Afghanistan: Colpi di mortaio in una festa di matrimonio.

Palestina Occupata: Sit-in di giornalisti palestinesi contro la repressione nei confronti degli operatori media.

Israele: Annunciato l’accordo politico anti-Netanyahu.

Siria: I mercenari siriani in Libia sono stati defraudati. Spettanze non pagate.

Yemen: L’inviato ONU Griffith in visita a Sanaa per incontrare i capi dei ribelli. Si discutono le condizioni di una tregua.

Le notizie

Tunisia

La Marina militare tunisina ha salvato 117 migranti al largo delle coste di Sfax. Secondo le testimonianze dei migranti, sarebbero partiti dal porto di Sidi Mansour la notte tra il 28 e 29 maggio per raggiungere le coste italiane. Non ci sarebbero dispersi. La polizia tunisina, che ha preso in consegna i migranti per l’identificazione, ha comunicato che la loro età oscilla tra 6 e 37 anni.

Afghanistan

Un ordigno di artiglieria ha colpito una festa di matrimonio nel distretto di Kabissa, a nord di Kabul. Sono rimaste uccise sei persone, tutte bambine e donne. Nella zona ci sono stati scontri tra i miliziani Taliban e le forze governative. Secondo la versione della stampa locale, l’artiglieria talibana, dislocata nella zona montagnosa, avrebbe voluto colpire la caserma dell’esercito, ma per errore è stata colpita la festa. La recrudescenza degli attacchi in Afghanistan è tale che non passa giorno senza scontri e attentati. Sabato, due professori universitari sono rimasti uccisi per l’esplosione di una bomba collocata all’interno del pullman che li trasportava al lavoro.

Palestina Occupata

La repressione contro i palestinesi tocca anche i giornalisti. Si è svolta ieri una protesta degli operatori media all’esterno del quartiere Sheikh Jarrah. I giornalisti palestinesi lamentano la violenza dei soldati e degli agenti nei confronti della stampa. “Durante l’aggressione su Gaza e l’assedio dei quartieri sotto sfratto a Gerusalemme, il nostro lavoro è stato impedito con la forza”, ha detto Kholoud Masalha, direttrice del Comitato giornalisti, “Abbiamo documentato con foto e video 16 aggressioni mirate contro la stampa. Alcuni colleghi hanno poi subito processi per resistenza a pubblico ufficiale. La giornalista Zina Halawani è ancora in arresto”.

Il governo di Tel Aviv non vuole che il mondo sappia delle politiche di sostituzione etnica in corso a Gerusalemme Est.

Sul piano diplomatico, sono in corso incontri del capo di sicurezza egiziano, Kamel, in Israele, Cisgiordania e Gaza. Il ministro degli esteri israeliano, Ashkenazi, ha visitato Il Cairo. Netanyahu condiziona la ricostruzione di Gaza al rilascio dei soldati israeliani prigionieri di guerra nelle mani dei movimenti palestinesi.

Israele

I due leader Bennet e Lapid hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per la formazione di un governo di unità nazionale senza il partito di Netanyahu. Un governo nel quale ci sono partiti di centro, di sinistra e di destra, con l’unico collante l’opposizione all’attuale premier, nell’intento di mandarlo a casa dopo 12 anni di presidenza del consiglio senza interruzioni. Netanyahu fino all’ultimo ha tentato di impedire questa alleanza, proponendo un governo delle destre a staffetta con Bennett e Sa’ar, tentativo però fallito. Seguaci del Likud hanno manifestato davanti alle abitazioni dei due uomini politici, accusandoli di tradimento e esponendo cartelli con le loro foto con il volto coperto da Kefiah, il copricapo caratteristico mediorientale. La coalizione proposta conta su 57 voti e otterrà l’appoggio esterno della lista araba unita per raggiungere la maggioranza di 61 voti. Sarà di fatto un governo di minoranza e, per l’eterogeneità dei partiti che lo compongono, avrà un programma limitato ad affrontare le questioni economiche e la pandemia Covid19.

Siria

Due Ong siriane hanno denunciato che migliaia di mercenari sono stati ingannati, spediti a combattere in Libia e Nagorno Karabach per poi non essere pagati. Nei casi di ferimento o morte, non sono state risarcite le famiglie. La società turca semi-governativa, Sadat, che ha svolto le operazioni di arruolamento e addestramento dei mercenari, sostiene di aver pagato le spettanze alle milizie dell’opposizione siriana. Anche le promesse di ottenere la nazionalità turca non sono state esaudite, tranne che per piccoli numeri. Sono più di 25 mila i miliziani ingaggiati per andare a combattere sui due fronti contrapposti, sia in Libia, sia in Azerbaigian e in Armenia. Oltre alla Turchia, anche la Russia ha arruolato combattenti siriani tramite la società privata Wagner.

Yemen

L’inviato speciale dell’ONU, Griffith, ha visitato Sanaa per incontrare i capi del movimento Houthi in merito alle proposte per una tregua. È la prima visita, da oltre un anno, nella capitale yemenita controllata dai ribelli. La visita di Griffith avviene dopo lunghe trattative indirette, a Mascate, tra i rappresentanti dei ribelli e quelli sauditi e del governo yemenita esiliato ad Aden. Incontri ai quali aveva partecipato anche l’inviato statunitense per lo Yemen. Il portavoce dei ribelli ha criticato il ruolo dell’ONU, che avrebbe assecondato il ricatto saudita sulle questioni umanitarie causate dall’embargo imposto al porto di Hodeida.

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