Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

7 Giugno 2021,

Rassegna n. 341

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Nella rubrica Approfondimenti pubblichiamo un reportage sulla missione a Sinjar ed al campo Makhmour, nel Kurdistan iracheno, compiuta alla fine di maggio da parte di un gruppo di attivisti, giornalisti e fumettisti italiani. Il rapporto è redatto dall’Associazione “Verso Il Kurdistan”.

La prossima opera da assegnare è un disegno di Vauro Senesi, realizzato appositamente per sostenere Anbamed.

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I titoli

Daiesh-Isis: Morto suicida il capo di Boko Haram.

Libia: Attentato a Sebha capoluogo della regione meridionale.

Giordania: Disordini in seguito alla cacciata di un deputato dal Parlamento.

Palestina Occupata: Un’altra giornalista di Al-Jazeera ferita a Gerusalemme Est.

Israele: Il capo dello Shabak teme per l’incolumità fisica dei politici a causa dei discorsi di odio.

Egitto: Patrick Zaki rimane in carcere. Passerà il giorno del 30esimo compleanno da detenuto.

Le notizie

Daiesh-Isis

Il ramo africano di Daiesh-Isis (ISWAP= Islamic State West Africa Province) ha confermato la morte di Abubakar Shekau, il capo di Boko Haram. Secondo un discorso audio del capo dell’ISWAP, Abu Musaab Al-Barnawi, diffuso dal giornale nigeriano HumAngle, “Shekau si è ucciso con la cintura esplosiva per non farsi catturare dai jihadisti”.

La morte risale al 19 maggio scorso ed è stata confermata da diverse fonti di Intelligence africane.

Libia

Un attentatore suicida alla guida di un’auto si è fatto esplodere al posto di blocco nei pressi di Sebha, capoluogo della regione meridionale del Fezzan. Sono rimasti uccisi due agenti e feriti altri cinque. Finora non è stata pubblicata nessuna rivendicazione. Secondo il comunicato del ministero dell’Interno, i terroristi sarebbero legati a gruppi jihadisti che hanno visto colpiti, dalla presenza delle forze unificate di polizia, i loro traffici illeciti di esseri umani e altre forme di contrabbando.

Giordania

Scontri in Giordania tra manifestanti e le forze di sicurezza. La protesta è stata inscenata da seguaci del deputato Al-Ajarma, sospeso e poi espulso dal Parlamento con l’accusa di offesa al re ed alle forze di sicurezza. Secondo un comunicato del ministero degli interni, 4 agenti sono rimasti feriti. Il carattere tribale della protesta è il risultato di un Parlamento figlio di una legge elettorale che ha praticamente cancellato la rappresentanza politica a favore delle aggregazioni indipendenti di tipo clanistico. Al-Ajarma prima della sua cacciata dal Parlamento, aveva presentato le sue dimissioni da deputato, ma il presidente della camera non l’ha messa alla votazione e ha preferito il provvedimento coercitivo, che è passato senza dibattito con 108 favorevoli su 119 presenti.

Palestina Occupata

Un’altra giornalista di Al-Jazeera è stata aggredita dalle forze di occupazione israeliane a Gerusalemme est. Najwan Samra ha sostituito la collega Jivara El-Budeiri, arrestata il giorno prima e ricoverata in ospedale in seguito alla rottura della mano sinistra a causa delle violenza dell’arresto. Samra stava seguendo una manifestazione di solidarietà con le famiglie di Sheikh Jarrah svolta in viale Salahuddin quando un lancio di Sound Bombs l’hanno ferita alla gamba sinistra. Le forze di occupazione hanno usato pallottole di gomma, colpendo anche un’ambulanza. Due giovani, Muna e Mohammed El-Kurd, sono stati arrestati a casa loro all’alba con l’assurda accusa di “manifestazioni nazionaliste”. Il padre dei due giovani ha atteso il rilascio dei figli seduto su una sedia davanti al commissariato di polizia. Muna, dopo il suo rilascio, ha denunciato di essere stata minacciata, ma ha anche affermato che la lotta delle famiglie palestinesi contro la sostituzione etnica continuerà: “la parola e le immagini video sono i nostri mezzi di lotta e questo disturba i piani delle forze di occupazione”.

Il gruppo di giornalisti che documentava i fatti era ben visibile e distinto con le scritte “PRESS” in caratteri grandi sui giubbotti sia sul petto che sulla schiena. “Israele non vuole che ci sia un’altra versione sui fatti dell’Apartheid a Gerusalemme Est al di fuori della narrazione di comodo fornita dal governo di Tel Aviv”, ha detto un commentatore dell’emittente del Qatar.

Israele

Oggi il Parlamento israeliano comincerà la discussione sul programma di governo Bennett-Lapid. Il clima politico israeliano è incandescente e si sono tenute manifestazioni pro e contro Netanyahu. La polizia ha faticato a tenere lontani gli attivisti delle due parti. Il direttore del servizio segreto interno “Shabak”, Nadav Argaman, ha messo in guardia dalla pericolosità della situazione senza citare nomi: “Abbiamo recentemente identificato un grave aumento e radicalizzazione nel discorso violento e incitante all’odio. Su questa strada si teme per l’incolumità fisica dei politici”. Il dibattito parlamentare durerà fino a mercoledì. Se la coalizione anti Netanyahu otterrà la fiducia, si metterà fine ad un lungo periodo di presidenza del consiglio dell’attuale premier, che è in carica senza interruzioni da 12 anni.

Egitto

Il tribunale del Cairo ha rinnovato, per altri 45 giorni, il carcere preventivo per Patrick Zaki, detenuto dall’8 febbraio 2020. Lo studente dell’Università di Bologna compirà 30 anni il prossimo 16 giugno, che trascorrerà in carcere. La detenzione preventiva non prevede accuse o processi e potrebbe durare per un altro anno e mezzo, secondo la legge liberticida egiziana.

Approfondimento

https://www.anbamed.it/2021/06/07/reportage-da-shengal-e-da-makhmour-in-lotta-per-la-vita/

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