Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

11 Giugno 2021,

Rassegna n. 345

Per informazioni e contatti manda un messaggio

Per ascoltare l’audio della rassegna:

La prossima opera da assegnare è un disegno di Vauro Senesi, realizzato appositamente per sostenere Anbamed.

Sostieni Anbamed

Questa rassegna sopravvive grazie ai contributi dei suoi lettori e ascoltatori.

Ricordati che anche il più grande oceano è fatto di gocce!

Ecco i dati per il versamento:

Associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità

Banca di Credito Cooperativo della Valle del Fitalia

Iban: IT33U0891382490000000500793

Bic: ICRAITRRPDO

I titoli

Palestina Occupata: Provocazioni dei coloni estremisti contro i luoghi sacri musulmani a Gerusalemme Est.

Israele/ Nato: Manovre aeree nei cieli italiani con la partecipazione di Israele. La Rete Disarmo: “Intervenga Il Parlamento”.

Siria: Fuga di civili in seguito ai bombardamenti governativi e russi sulla provincia di Idlib.

Yemen: Scambio di prigionieri di guerra fa sperare nella fine dello stallo nelle trattative per una tregua.

Iraq: Razzi e droni contro basi USA. “Nessuna vittima, ma danni”.

Sudan: Manifestazioni spontanee di protesta contro il caro carburanti.

Le Notizie

Palestina Occupata/Israele

Il quotidiano Haaretz ha pubblicato un video che dimostra come le guardie carcerarie della prigione di Ketziot (Negev) si sono scagliate contro i detenuti palestinesi. Il pestaggio di massa risale al 2019.

Tensione nella spianata delle moschee di Al Aqsa.

Nella porta della Colonna, il deputato di estrema destra, Itamar Ben Gvir, ha inscenato una protesta contro il divieto da parte della polizia della marcia delle bandiere che si doveva tenere ieri, confermata poi dal governo per martedì prossimo. Gli attivisti palestinesi hanno impedito che il deputato entrasse nello spazio delle moschee. La polizia ha arrestato decine di giovani.

Dopo l’uccisione a Jenin di due poliziotti palestinesi e un civile, le forze di occupazione israeliana nella Cisgiordania continuano le loro operazioni di arresto degli attivisti.

Israele/Nato

Le aeronautiche militari: italiana, statunitense, britannica e israeliana si starebbero cimentando nei cieli italiani, dal 6 al 17 giugno, in un’esercitazione congiunta, dal nome “Falcon Strike 2021”. Secondo la Rete Italiana Pace e Disarmo (RIPD), che ne ha dato notizia con un comunicato: «È inaccettabile e preoccupante che il nostro Paese conduca esercitazioni con chi bombarda i civili ed è quantomeno opportuno che il Parlamento chieda conto al ministero della Difesa».

A preoccupare ulteriormente la RIPD è anche l’obiettivo dichiarato di questa esercitazione militare, cioè la preparazione dei piloti israeliani nell’utilizzo dei caccia contro le forze iraniane. “L’Iran è il nostro obiettivo”, ha detto un alto ufficiale israeliano, parlando sotto anonimato ai giornalisti. La Rete afferma che: “Indicare l’Iran come potenziale nemico da attaccare sia gravissimo e controproducente, soprattutto in questa fase in cui l’Unione Europea è attivamente impegnata per la ripresa dei negoziati riguardanti il programma nucleare iraniano.

Si propone dunque l’immediata sospensione delle esercitazioni e la mobilitazione del Parlamento per chiedere urgentemente al ministro della Difesa di riferire modalità, obiettivi e ripercussioni internazionali dell’iniziativa militare”.

Siria

Morti e feriti nel bombardamento con l’artiglieria, compiuto dalle forze governative sulla cittadina di Iblin nella provincia di Idlib. Secondo la protezione civile, almeno 10 persone sono morte, tra i quali una donna e un bambino, oltre a 11 feriti, alcuni dei quali molto gravi. L’artiglieria è stata accompagnata da raids aerei russi. La zona colpita ha visto una fuga dei civili che andranno ad affollare i campi profughi già stracolmi di sfollati.

Yemen

Un bombardamento con due missili balistici e droni armati su Maarib ha provocato la morte di 8 civili e il ferimento di altri 27, secondo quanto riferisce l’agenzia stampa governativa Saba. L’attacco ha colpito una moschea e il carcere femminile nel centro della città assediata dai ribelli Houthi. Anche nella capitale Sanaa, controllata dai ribelli, testimoni oculari hanno affermato che ci sono state esplosioni in una base militare e sono state notate ambulanze che percorrevano la strada tra la base e l’ospedale centrale della capitale yemenita. L’aeronautica saudita ha negato qualsiasi implicazione da parte dei suoi caccia.

I tentativi di mediazione USA e ONU sono in fase di stallo, anche se in realtà si registrano sottotraccia delle iniziative significative: Riad ha annunciato il blocco dei bombardamenti aerei ed ha espresso la sua disponibilità alla ripresa dei voli da e per Sanaa.

Il governo di Aden condiziona la fine dell’embargo sul porto di Hodeida al raggiungimento di una tregua. Gli Houthi invece vorrebbero ottenere prima la fine dell’embargo e soltanto dopo intraprendere le trattative per la tregua.

Un segnale positivo è stato lo scambio di prigionieri: 8 soldati governativi in cambio di 8 miliziani Houthi. Il passo è stato raggiunto grazie alla mediazione dell’Oman, che sta giocando un ruolo importante per mettere fine alla guerra dei 7 anni, che ha ridotto lo Yemen in macerie e la sua popolazione in povertà e fame.

Sudan

Proteste spontanee si sono svolte nelle principali città sudanesi. Auto e taxi hanno bloccato il traffico per esprimere il rifiuto dell’aumento dei carburanti, avvenuto in seguito alla decisione del governo di cancellare il sostegno statale. Il “Movimento Popolare per il Cambiamento”, che ha organizzato le proteste di due anni fa contro il dittatore El Bashir, ha invitato la gente a manifestare il proprio dissenso contro questa misura draconiana. I provvedimenti per la liberalizzazione della valuta e dei carburanti hanno portato l’inflazione a 360% su base annua.

Iraq

Tre droni hanno attaccato ieri l’aeroporto di Baghdad e la zona verde dove risiedono la ambasciate e i palazzi governativi. Poco prima 5 razzi erano stati lanciati contro una base aerea statunitense a nord della capitale. In tutt’e due gli attacchi, secondo le fonti, non ci sarebbero state vittime, ma soltanto danni. Da aprile l’uso dei droni è stato più frequente. Domenica scorsa, i sistemi d’arma anti missile hanno abbattuto due droni diretti alla base USA nella provincia di Anbar, ad ovest di Baghdad. Dall’inizio dell’anno sono 42 gli attacchi contro le basi USA in Iraq.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.