Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

21 giugno 2021,

Rassegna n. 355

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I titoli

Iraq: Ennesimo attacco con razzi contro una base USA.

Iran: Ripresi i negoziati di Vienna sul nucleare iraniano.

Afghanistan: Il presidente Ghani si incontrerà con Biden a Washington.

Egitto: Una sentenza favorevole alle donne in materia di diritto di famiglia.

Libia: Aperta al traffico civile la strada costiera che collega Tripoli e Bengasi.

Le notizie

Iraq

Un lancio di razzi ha colpito, ieri domenica, la base militare USA di Ain Al-Assad nella provincia di Anbar a ovest della capitale. I rapporti ufficiali non parlano di vittime o danni. Questo attacco è avvenuto dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato l’accelerazione del ritiro delle loro forze dall’Iraq. Il Pentagono accusa milizie filo iraniane di essere i responsabili. Dall’assassinio del generale iraniano Soleimani nell’aeroporto di Baghdad con droni statunitensi, durante l’amministrazione Trump, l’Iraq è diventato terreno di scontri: Iran-USA. Dall’inizio di quest’anno sono avvenuti 49 attacchi contro sedi diplomatiche e basi militiari e aeroporti con presenza di soldati statunitensi.

Iran

Sono ripresi domenica i negoziati di Vienna per il nucleare iraniano. L’elezione dell’ultra conservatore Raissi al vertice dello Stato non dovrebbe cambiare il percorso intrapreso, perché tutte le parti sono interessate a disinnescare la tensione nella regione e Teheran lotta per la fine delle sanzioni statunitensi, che hanno strangolato l’economia del paese. Il delegato russo Mikhail Ulyanov ha sostenuto che un accordo è imminente, ma le trattative non sono ancora concluse. Le diplomazie occidentali sono impegnate ad arrivare ad un’intesa prima dell’insediamento del nuovo presidente a Teheran.

In Iran, la centrale nucleare di Bushehr per la produzione elettrica si è fermata. Non sono chiare le motivazioni del blocco ed il responsabile della centrale ha affermato che per 3 – 4 giorni cesserà la produzione elettrica, senza specificare i motivi. Gli impianti nucleari iraniani sono stati oggetto di misteriosi incidenti, alcuni dei quali sono stati considerati, dalla stampa di Teheran, come attacchi imputabili ai servizi segreti israeliani.

Afghanistan

La prossima settimana il presidente Sharif Ghani visiterà Washington, dove si incontrerà con il presidente Biden. Al centro dei colloqui la situazione di sicurezza in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe USA e la conseguente offensiva in corso dei miliziani Taliban, che con una mano trattano a Doha e con l’altra attaccano con violenza. La strategia militare adoperata, già sperimentata in passato ai tempi della presenza militare sovietica, consiste nell’allargamento della propria influenza in tutte le province e assedio delle grandi città. Le truppe governative hanno dimostrato la loro inadeguatezza nel far fronte alle offensive jihadiste. Tra i punti da affrontare nell’incontro Biden-Ghani ci saranno: la protezione dell’aeroporto di Kabul, da affidare alla Turchia, paese Nato musulmano, e la sorte dei circa 20 mila collaboratori con le truppe USA, che hanno lavorato come traduttori. Molti di loro temono per la propria vita in caso di vittoria militare dei Taliban e chiedono l’asilo politico negi Stati Uniti.

Egitto

Il tribunale del Cairo ha sentenziato a favore di una donna in materia di maternità. I giudici hanno riconosciuto il suo diritto a registrare all’anagrafe il figlio senza la presenza del marito. In una legislazione fortemente maschilista in materia di diritto di famiglia, questa sentenza appare rivoluzionaria e cambierà la vita di molte donne e dei/delle bambini/e. In caso di dissidio tra i coniugi, la registrazione all’anagrafe del nascituro spettava al padre. La stampa del Cairo non pubblica i nomi dei protagonisti della vicenda giudiziaria. La donna che ha lasciato il marito, mentre era già incinta, al momento della nascita si è vista rifiutare dai funzionari del Comune la registrazione del bambino. La donna ha fatto causa contro l’amministrazione comunale e l’ha vinta. Questo caso farà giurisdizione e rappresenterà una boccata di ossigeno per le madri separate.

Libia

A tre giorni dalla Conferenza di Berlino, il governo libico di unità nazionale ha annunciato la riapertura della strada costiera che collega Tripoli e Bengasi. In precedenza la strada era interrotta ad ovest di Sirte, tratto controllato dalle milizie di Misurata. Il pretesto per la mancata apertura, prevista dagli accordi di tregua dell’ottobre 2020, sarebbe la presenza di mercenari russi tra le file dell’esercito nazionale libico, guidato dal generale Haftar. La questione dei mercenari e militari stranieri, presenti nelle due parti in conflitto, sarà il principale punto in discussione al tavolo di Berlino, dove si incontreranno le parti internazionali coinvolte, a partire da Russia e Turchia.

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