Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

23 Luglio 2021

Rassegna anno II/n. 23

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Nella rubrica Approfondimenti pubblichiamo il comunicato stampa del “The Last20”, il “vertice” dei paesi più impoveriti. È un evento inaugurato a Reggio Calabria, per guardare il mondo dal basso.

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I titoli

Migranti: Cimitero Mediterraneo. 266 salvati su un barcone. Per 16 non c’era più nulla da fare.

Etiopia: Il Fronte Tigray all’offensiva. Infuria la battaglia ad Afar, causando migliaia di sfollati.

Libano: Gli ospedali lanciano un grido di allarme. Senza elettricità per 22 ore al giorno le sale operatorie sono fuori uso.

Marocco: 238 migranti africani saltano il confine con l’enclave Melilla.

Egitto: Appello per la liberazione del giornalista Tawfiq Ghanem, in arresto preventivo dal 21 maggio.

Le notizie

Migranti

La guardia costiera tunisina ha soccorso un barcone nelle acque di Jarzis, con a bordo 166 migranti e 16 corpi di persone morte. Erano partiti dalle coste occidentali della Libia il 17 luglio e a causa di un’avaria al motore sono rimasti in balia delle acque senza nessun aiuto. Non si conoscono le cause della morte e la magistratura ha aperto un’inchiesta. I migranti sono di nazionalità africane e asiatiche: Marocco, Egitto, Bangladesh e diverse altre.

Il Mediterraneo sta diventando un cimitero dei migranti. Nei primi sei mesi di quest’anno sono morte 896 persone, con un aumento del 130% rispetto al 2020.

Etiopia

Infuriano gli scontri nella regione di Afar tra le forze governative e il Fronte di liberazione di Tigray. Questi è passato all’offensiva anche fuori dai confini della propria regione, costringendo il governo a chiamare rinforzi da formazioni locali delle altre regioni limitrofe, per sostenere l’esercito. Migliaia di persone sono scappate dalle loro case e città teatro degli scontri. Non ci sono informazioni indipendenti sulla situazione, a causa del divieto di Addis Abeba ai giornalisti di operare liberamente, inoltre ci sono molte restrizioni alle agenzie dell’ONU per la distribuzione degli aiuti umanitari. Nel mese di giugno il governo ha dichiarato unilateralmente la tregua, ma il Fronte ha promesso di cacciare le truppe dal Tigray. Adesso sta combattendo nella regione limitrofa di Afar, che ha un lungo confine con l’Eritrea.

Libano

Gli ospedali libanesi soffrono l’interruzione della corrente elettrica per oltre 22 ore al giorno e la crisi è aggravata dalla mancanza sul mercato interno dei carburanti per mettere in funzione i generatori aziendali. Molte sale operatorie non vengono aperte ed i reparti di terapia intensiva sono in grandi difficoltà. È questo l’aspetto più drammatico della crisi finanziaria libanese. La società pubblica per l’energia elettrica vive una crisi cronica a causa della cattiva amministrazione, aggravata adesso dalla mancanza dei carburanti. Sono nate migliaia di piccole società private per la produzione di elettricità, ma anche esse sono state costrette a razionare le forniture per la mancanza di carburanti. Le importazioni sono ferme, perché la Banca centrale non ha valuta estera sufficiente per la copertura delle fatture. In questa situazione di incertezza molti medici e personale sanitario hanno scelto l’emigrazione per sfuggire alla povertà.

Marocco

238 migranti africani sono riusciti a superare la barriera di separazione tra il Marocco e l’enclave spagnola Melilla. All’alba di ieri, in 300 hanno tentato di scalare la rete sormontata da filo spinato, ma 62 di loro non ce l’hanno fatta. Lo scorso maggio, 10 mila migranti hanno raggiunto il territorio spagnolo di Ceuta a nuoto, inasprendo la crisi diplomatica tra Rabat e Madrid. La polizia marocchina aveva allentato la sorveglianza per ritorsione contro il ricovero in un ospedale spagnolo del presidente del Polisario, il fronte che si batte per l’indipendenza del Sahara occidentale, ex colonia spagnola occupata dal Marocco nel 1976.

Egitto

Reporters senza frontiere ha invitato le commissioni dell’ONU ad intervenire presso il governo del Cairo per il rilascio del giornalista Tawfiq Ghanem, 66 anni. Ghanem ha subito una sparizione forzata il 21 maggio e la famiglia e gli avvocati non sono riusciti ad aver sue notizie fino alla comparizione in Tribunale, il 27 dello stesso mese. Il suo arresto è stato rinnovato ogni 15 giorni. L’accuse è appartenenza ad un’organizzazione terroristica. Ghanem è un giornalista di lungo corso, ha guidato Media International che ospita il sito Islamonline e nel 2015 è andato in pensione.

La situazione egiziana in tema di diritti umani ha presentato, nelle scorse settimane, una serie di azioni contraddittorie: da una parte arresti di giornalisti noti per il loro orientamento islamista e dall’altra la liberazioni di diversi attivisti. Parlamentari dell’opposizione sostengono che è in corso un tentativo di dialogo con il governo e con la presidenza, per il rilascio dei giornalisti ed attivisti che sono accusati di reati di opinione. La scorsa settimana, il dipartimento di Stato USA ha informato il governo del Cairo che, in caso di non rispetto dei diritti umani, Washington si vedrà costretta a rivedere i finanziamenti militari.

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