Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

24 Luglio 2021

Rassegna anno II/n. 24

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I titoli

Migranti: 45 migranti dispersi da giovedì di fronte alle coste turche.

ONU-Palestina: La giudice sudafricana, Navi Pilley, presidente della Commissione permanente sulle violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.

Palestina Occupata: 150 feriti durante la protesta contro i coloni insediati a Beita, a sud di Nablus.

Afghanistan: Sgozzato un traduttore che lavorava con i militari statunitensi.

Cipro: Il Consiglio di Sicurezza condanna le azioni unilaterali annunciate da Erdogan sulla spartizione dell’isola.

Egitto: Il governo aumenta il prezzo della benzina. Effetti immediati sui rincari dei trasporti.

Yemen: Una chiazza di petrolio di 20 kmq distrugge la zona naturale protetta di Al-Hassua nel golfo di Aden.

Le notizie

Migranti

Una barca con 45 persone a bordo si è inabissata al largo delle coste turche. Lo ha comunicato l’esercito sostenendo che sono in corso le ricerche da parte delle unità della marina e dell’aeronautica. L’appello è giunto giovedì sera, ma le ricerche sono partite soltanto venerdì mattina con le prime luci dell’alba. Non ci sono ulteriori dettagli sui risultati delle ricerche.

ONU-Palestina

L’ONU avvia le inchieste sull’aggressione israeliana a Gaza dello scorso maggio. È stata nominata Navi Pillay a presiedere la commissione permanente per le indagini sulle violazioni dei diritti umani, compiuti a partire dal 13 aprile, nei territori palestinesi occupati. La giudice sudafricana Pillay è stata ex commissario per i diritti umani (2008-2014) ed è giudice della Corte penale internazionale. Il panel è costituito da tre membri. Gli altri due sono Miloon Kothari, un architetto indiano, esperto di diritti abitativi, e Chris Sidoti, di nazionalità australiana, che ha fatto parte di gruppi di indagine sugli abusi in Myanmar. Compito della Commissione è quello di indagare su “tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario” e dei diritti umani, registrate, a partire dal 13 aprile scorso, nei territori israeliani e palestinesi. La squadra dovrà poi presentare una prima relazione a giugno 2022 e, altre, successivamente, con cadenza annuale. Soddisfazione dell’autorità nazionale palestinese e attacchi da parte del governo di Tel Aviv.

Palestina Occupata

Almeno 150 feriti palestinesi negli scontri con i coloni e i soldati israeliani, a Beita a sud di Nablus. Il motivo delle proteste palestinesi è l’occupazione da parte di alcune famiglie israeliane di un terreno del villaggio che vi hanno costituito una colonia, portandovi camper e roulotte. L’esercito israeliano invece di sloggiarli li difende. Centinaia di palestinesi hanno lanciato pietre contro i coloni ed hanno ricevuto pallottole e lacrimogeni dai soldati. Secondo un rapporto della Mezzaluna Rossa, 8 feriti sono stati colpiti da pallottole di guerra, 34 con quelle ricoperte di gomma, altrettanto letali, e gli altri con lacrimogeni.

Afghanistan

Un ex traduttore per l’esercito USA è stato sgozzato dai miliziani Taliban. La notizia è stata rivelata ieri, ma i fatti risalgono a maggio. Suhail Bardiss, 32 anni, era nella sua auto durante un viaggio da Khost a Kabul, quando sulla strada desertica si è trovato di fronte ad un posto di blocco dei Taliban. Ha accelerato per superare la barriera, ma una raffica di mitra lo ha fatto deragliare con l’auto fuori dalla strada. I miliziani lo hanno raggiunto e sgozzato, secondo testimoni oculari. Alcuni suoi amici hanno affermato che Bardiss aveva raccontato loro delle minacce ricevute via cellulare, sia a voce, sia per iscritto: “Sei una spia degli americani. Ti uccideremo”. Due settimane fa il movimento jihadista ha promesso che non avrebbe punito i collaboratori pentiti, ma nessuno crede loro. 20 mila ex traduttori e personale che ha lavorato nelle basi della coalizione hanno chiesto visti speciali per gli USA. Secondo quanto dichiarato dal Pentagono saranno trasferiti in altri paesi, prima del ritiro totale delle truppe, in attesa dell’ottenimento del visto.

Cipro

Il Consiglio di Sicurezza ha condannato in una dichiarazione le misure unilaterali per la questione di Cipro ed ha auspicato “una soluzione su base federale nell’uguaglianza tra le due società e regioni”. È la risposta alle dichiarazioni di Erdogan e di esponenti politici turco-ciprioti, lo scorso 20 luglio, che rivendicavano come unica soluzione la nascita di uno Stato indipendente nella zona dell’isola occupata dalla Turchia dal 1974.

Egitto

I ministeri dell’Energia e delle Finanze hanno deciso l’aumento della benzina, adducendo come motivo la pandemia del Covid19. L’aumento è stato di 0,25 sterline egiziane per litro e si è esteso subito al prezzo dei biglietti del trasporto pubblico e privato. Nell’aprile 2020, le autorità egiziane avevano deciso l’abbassamento dei prezzi dei carburanti sulla scia del calo delle quotazioni internazionali del greggio. Con gli ultimi aumenti al barile è scattato subito il ritocco verso l’alto.

Yemen

Una chiazza di petrolio ha distrutto la zona naturale protetta di Al-Hassua, nel golfo di Aden. Secondo un comunicato dell’ente del porto il petrolio è uscito, una settimana fa, dai serbatoi di una nave parcheggiata ad Aden dal 2014. La chiazza di petrolio è valutata in 20 kmq. Secondo personale che ha parlato in condizione di anonimato, nel porto ci sono altre 10 navi in precarie condizioni abbandonate da anni. Oltre a questo disastro ecologico c’è la minaccia di una catastrofe ambientale rappresentata dalla nave cisterna Safir, ancorata al largo del porto di Hodeida, sotto il controllo degli Houthi e che l’ONU non è riuscita ad ispezionare e riparare, per le richieste di denaro avanzate dai ribelli: l’equivalente del valore di 1 milione di barili trasportati. La guerra uccide gli umani e l’ambiente.

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