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01 agosto 2021 Buona Domenica!

Rassegna anno II/n. 32

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I titoli

Siria: Ancora morti e feriti a Daraa, malgrado la mediazione russa.

Afghanistan 1: I miliziani taliban controllano il capoluogo di Helmand.

Afghanistan 2: Le alluvioni distruggono e uccidono nell’est.

Tunisia: Un altro parlamentare arrestato per le sue dichiarazioni contro l’esercito.

Turchia: Una famiglia curda trucidata a Konya. È razzismo istigato dalla politica del governo.

Etiopia: 100 mila profughi ad Afar, dopo l’offensiva del Fronte Tigray.

Le notizie

Siria

A Daraa, proseguono le trattative con la mediazione di militari russi e nello stesso tempo sono in corso scambi di artiglieria e scontri tra miliziani e truppe governative. Il numero delle vittime nei combattimenti da giovedì sono 32, tra le quali: 12 civili, 11 miliziani e 9 soldati. Daraa è la città dove si era innescata la prima rivolta contro la dittatura di Bashar Assad, nel marzo 2011. Tre anni fa è stato raggiunto un accordo di riduzione delle ostilità che ha permesso una sorta di autogestione amministrativa nel centro città, mentre la periferia è sotto il controllo dei governativi. Per garantire la permanenza dei miliziani a Daraa, l’opposizione ha accettato la consegna delle armi pesanti. Adesso, dopo la rielezioni del presidente Assad, l’esercito ha avviato operazioni per prendere il controllo del centro città, improvvisando posti di blocco.

Afghanistan 1

Il ministero della difesa ha affermato che nei combattimenti della giornata di sabato, in diverse province sono stati uccisi 132 miliziani taliban. Il movimento jihadista invece ha sostenuto di aver preso il controllo del capoluogo della provincia di Helmand. Nei combattimenti sarebbe stato ucciso il comandante delle forze speciali governative. Continua anche l’operazione iniziata nei giorni scorsi a Herat, prendendo il controllo di altri centri della provincia. Si combatte nelle periferie sud del capoluogo, anche se i governativi sono riusciti a riprendere il controllo dell’aeroporto per mezzo dei raids aerei statunitensi. Anche la situazione dei governativi a Qandahar è critica. Si combatte all’interno della città e almeno 30 mila persone sono fuggite dalle loro case. La città è stata da sempre una roccaforte dei taliban, che intendono dichiararla loro “capitale” prima di dare la spallata finale a Kabul.

Afghanistan 2

Le alluvioni che hanno colpito la provincia di Nuristan, nell’est del paese, hanno provocato la morte di 132 persone e 70 feriti. Le piogge torrenziali sono iniziate da giovedì e almeno 60 case rurali sono state spazzate via. La provincia montagnosa è soggetta tutti gli anni alle alluvioni che mietono decine di vittime. La situazione di guerra non ha permesso la predisposizione di interventi di prevenzione e soccorso.

Tunisia

Un altro deputato è stato arrestato con l’accusa di offesa all’istituzione militare. Yassin Ayyari, 30 anni, è stato portato via da casa sua all’alba di ieri, senza un ordine di arresto della magistratura, secondo quanto ha affermato la moglie. L’ex blogger, che ha fondato nel 2017 il suo partito “Speranza e azione”, ha postato sui social un commento nel quale accusava l’esercito di aver tradito le aspettative del popolo. Ad una settimana dall’assunzione dei tre poteri nelle mani del presidente Saied, non è stato incaricato un nuovo governo e l’incertezza politica ha fatto crescere l’inflazione.

Turchia

Un’intera famiglia curda è stata trucidata nella città di Konya. Il gruppo di assassini li aveva già minacciati in passato con parole razziste: “Non vogliamo curdi tra di noi!”, secondo quanto avevano denunciato al commissariato locale di polizia. C’è stato in precedenza anche un tentativo di bruciare la loro casa, di notte mentre dormivano. La polizia ha sempre minimizzato l’accaduto e gli aggressori sono stati lasciati liberi; fino alla strage compiuta due giorni fa con colpi di arma da fuoco che ha lasciato a terra 7 persone. Secondo le organizzazioni di difesa dei diritti umani, “quella di venerdì è un’aggressione razzista, che polizia e magistratura hanno permesso con la loro negligenza”. Il ministro dell’Interno di Ankara, invece, insiste nell’ignorare l’evidenza dei fatti e presenta il caso come una lite tra vicini. Questo è il secondo attacco contro i curdi a Konya, in meno di 10 giorni. Lo scorso 21 luglio, un contadino curdo è stato ucciso al grido “non c’è posto per i curdi in queste terre!”. Anche in quel caso, il sindaco ha parlato di rivalità per questioni di confini tra le terre delle due famiglie. Questo discorso dell’odio da parte delle istituzioni ha indotto gli assassini di credere di essere coperti politicamente da una sorta di impunità.

Etiopia

Secondo la protezione civile della provincia di Afar, 100 mila persone sono scappate dalle loro case in seguito all’offensiva del Fronte del Tigray. Il governatore della provincia ha affermato che i miliziani hanno invaso il territorio lungo tre direttrici e la gente è scappata lasciando le proprie case. Il portavoce del Fronte ha sostenuto che l’offensiva non mira all’occupazione del territorio, ma soltanto ad indebolire le forze governative e le milizie di Amhara che combattono al loro fianco, per permettere il passaggio degli aiuti internazionali alla popolazione del Tigray. Il governo di Addis Abeba è accusato da organismi internazionali di aver impedito l’arrivo degli aiuti direttamente alla popolazione, mettendo in pericolo di carestia milioni di civili.

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