Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

13 agosto 2021

Rassegna anno II/n. 44

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I titoli

Afghanistan: La marcia dei taliban verso Kabul si intensifica. Conquistati 13 capoluoghi.

Algeria: Lutto per le 73 vittime mentre l’esercito fatica a domare i roghi. Un giovane soccorritore ucciso dalla folla ché sospettava fosse un piromane.

Tunisia: Incendi provocati dall’ondata di caldo. Nessuna vittima.

Israele: Intercettato e abbattuto un drone di Hezbollah al confine con il Libano.

Turchia: Ondata di razzismo contro i profughi siriani. Durante una spedizione punitiva ad Ankara distrutte e incendiate case, negozi ed auto.

Libano: Ostruzionismo al Parlamento per ritardare l’autorizzazione a procedere richiesta dal magistrato per la strage del porto. Rinviata la seduta per mancanza di numero legale.

Le Notizie

Afghanistan

I taliban sono sempre più vicini a Kabul. Ieri hanno occupato Ghazni a 150 km a sud della capitale. Anche Herat, la terza città afghana, è caduta nelle mani dei miliziani e si combatte a Qandahar, costringendo i governativi a chiudere l’aeroporto al traffico civile. Sono 13 i capoluoghi conquistati su un totale di 34. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno spedito truppe e aerei militari di trasporto, per evacuare i loro cittadini da Kabul.

Il rappresentante del presidente Ghani, al negoziato di Doha, ha presentato alla delegazione taliban l’offerta di condivisione del potere in cambio del cessate il fuoco. I taliban hanno risposto accusando il governo di aver innescato le violenze. I paesi partecipanti alla mediazione hanno concordato che non sarà riconosciuto il potere dei taliban, in caso di conquista con la forza.

Algeria

Gli incendi hanno ucciso 73 persone, tra le quali 25 militari che hanno partecipato ai soccorsi. È in corso una mobilitazione straordinaria della popolazione, per dare una mano alle operazioni di spegnimento. Il governo ha preso in affitto dall’Unione Europea due canadair per accelerare le attività di contrasto alla propagazione del fuoco. C’è molta rabbia per la perdita di migliaia di ettari di terreni, alberi e animali. Decine di migliaia le persone sfollate dalle loro case minacciate dalle fiamme. I messaggi criptici del governo sulle attività criminali dietro gli incendi hanno scatenato la violenza di un gruppo di persone contro un giovane di Rummana, arrivato a Tizi Ouzou per dare una mano nei soccorsi. È stato ucciso a botte e calci dalla folla e poi il suo corpo è stato bruciato. Solo in seguito si è scoperto, da un video registrato e trasmesso in precedenza da una tv locale, che era un volontario arrivato ad aiutare a spegnere e non ad appiccare il fuoco. La procura ha aperto un’indagine contro i responsabili della violenza gratuita, individuati dai video postati sui social.

Tunisia

La protezione civile ha comunicato che sono stati distrutti dal fuoco 5 mila ettari di terreni boschivi e oliveti, ma non ci sono state vittime. 30 incendi, dei quali almeno 5 sono ancora attivi, hanno lambito decine di case nelle province nord occidentali. Circa cento famiglie sono state tratte in salvo. La causa dei roghi risulta l’ondata di caldo che ha raggiunto i 50,3° C nella provincia di Qayrawan. Malgrado la catastrofe, la situazione sembra sotto controllo e non è drammatica come nella vicina Algeria.

Israele

L’esercito di Tel Aviv ha comunicato di aver abbattuto un drone proveniente dal territorio libanese. La stampa israeliana sostiene che il velivolo è del tipo di sorveglianza fornito di una videocamera. La tensione tra Israele e le milizie Hezbollah, nei giorni scorsi, ha portato allo scambio di bombardamenti a ridosso del confine, ma le due parti sembrano intenzionate a non allargare il conflitto, perché ad essere colpite sono state zone disabitate. Questa tensione è andata di pari passo con quella tra Iran e Israele per la vicenda della petroliera, gestita da una società israeliana e colpita da un drone lo scorso 29 luglio nel mare dell’Oman. Viene accusato l’Iran, ma Teheran respinge ogni addebito.

Turchia

Manifestazioni razziste contro i profughi siriani si sono svolte ad Ankara. Centinaia di vandali di nazionalità turca hanno attaccato case, negozi e auto di proprietà dei profughi. Il motivo sembra sia una lite con accoltellamento tra due turchi e due siriani. La polizia ha faticato a riportare l’ordine e mettere fine alla persecuzione collettiva e razzista e molti siriani sono stati evacuati dal loro quartiere in pullman. Sono state arrestate 67 persone, accusate di violenza e provocazione di disordini. Almeno 34 di loro – secondo quanto ha comunicato la procura – sono criminali comuni. In Turchia vivono circa 3 milioni di profughi siriani e negli ultimi giorni sono cominciati ad affluire centinaia di afghani in fuga dalla guerra.

La crisi economica che vive il paese, a causa delle guerre intraprese e dell’espansionismo militare di Erdogan, viene scaricata in forma di xenofobia contro i più poveri.

Libano

In una riunione urgente, il governo per gli affari correnti ha respinto le decisioni della Banca centrale di emettere lettere di credito per l’importazione di petrolio al cambio della lira al mercato nero. Una misura che avrebbe fatto decuplicare i prezzi dei carburanti. Il Ministero dell’energia ha mandato l’esercito a controllare il prezzo nei distributori, per impedire che scatti l’aumento in forma preventiva e ingiustificata.

Nel frattempo il Parlamento, per mancanza del numero legale, non ha potuto discutere l’autorizzazione ad interrogare tre ex ministri, attualmente deputati, richiesta dal giudice speciale per la strage del porto. La seduta è stata rinviata a data da destinarsi. Un comunicato dei familiari delle vittime ha accusato i politici di voler insabbiare l’inchiesta con metodi ostruzionistici.

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