Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

20 agosto 2021

Rassegna anno II/n. 51

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Dal numero di oggi, inizia la collaborazione volontaria dell’amico e collega Mimmo Lombezzi con le sue vignette azzeccatissime, sono quasi degli editoriali. (QUI)

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I titoli

Afghanistan: Le donne in piazza a Kabul per commemorare l’Indipendenza dal colonialismo britannico.

Pakistan: Tre morti per una bomba contro il corteo sciita nel giorno di Ashuraa.

Palestina Occupata: tensione ad Al-Khaleel per i piani israeliani di annessione di una porzione della moschea Ibrahimia.

Libano: Una nave di carburanti iraniana è in arrivo a Beirut. L’annuncio degli Hezbollah allarma i leader antagonisti.

Algeria-Marocco: Tensione al confine dopo le scaramucce diplomatiche.

Le notizie

Afghanistan

La resistenza al potere dei taliban si organizza e le donne sono in prima fila. Una manifestazione si è tenuta ieri a Kabul per la commemorazione del giorno dell’indipendenza dal colonialismo britannico. Simbolo della resistenza è la bandiera nazionale in contrapposizione a quella dei jihadisti. Il corteo è stato caratterizzato dalla massiccia presenza femminile. I miliziani hanno seguito con i mitra in mano, ma senza intervenire. Ad Assad Abad invece la commemorazione popolare del giorno dell’indipendenza è stata soffocata nel sangue con diversi morti. Nel nord est, Ahmed Massoud, figlio del noto combattente assassinato 20 anni fa dai taliban, ha dichiarato l’inizio della resistenza armata contro il regime degli studenti islamisti. In un articolo pubblicato sul Washington Post ha chiesto il sostegno alle nazioni amiche per poter andare avanti nella resistenza, “perché le armi ce li abbiamo, ma le munizioni finiscono”, ha scritto. Lo ha raggiunto nelle montagne del Panshir l’ex vice presidente, Amrullah Saleh, che aveva dichiarato di essere il presidente legittimo dopo la fuga negli Emirati di Ashraf Ghani. Anche il movimento taliban ha commemorato l’anniversario della sconfitta degli inglesi. I leader che si sono susseguiti al microfono hanno parlato della terza indipendenza, “dopo quella dal colonialismo britannico e dall’invasione sovietica, quella di oggi è la liberazione dall’occupazione statunitense”. I taliban hanno annunciato che sono in corso trattative con ex esponenti del governo Ghani per coinvolgerli nel nuovo esecutivo.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Una prima punizione pubblica è avvenuta ieri a Kabul contro un ladro di auto. Il suo viso è stato imbrattato di vernice nera ed è stato appeso ad un albero con le mani legate. Senza nessun processo.(Qui il video).

A Bamiyan, nel centro del paese, una statua di un resistente anti taliban, Abdelali Hazari, morto in carcere durante il loro regime negli anni ’90, è stata distrutta nella notte con la dinamite.

Pakistan

Un attentato terroristico nel Punjab ha provocato 3 morti e decine di feriti. Una bomba è stata fatta esplodere al passaggio del corteo di fedeli sciiti che stavano commemorando l’Ashuraa, anniversario dell’assassinio di Hossein figlio dell’Imam Alì e nipote del profeta Mohammed. La tensione interconfessionale in Pakistan è ricorrente e le autorità per l’occasione hanno oscurato la rete cellulare per bloccare l’organizzazione di manifestazioni spontanee anti sciite.

Il Pakistan è un paese musulmano a maggioranza sunnita.

Palestina Occupata

La città di Al-Khaleel (Hebron) è in ebollizione per i piani di annessione strisciante delle forze di occupazione. La moschea Ibrahimia è oggetto di mire israeliane con la sua divisione in due parti, una dedicata agli ebrei e una ai musulmani. La misura è stata la risposta alla strage del 1994 che ha ucciso 29 fedeli musulmani sotto i colpi di mitra di un terrorista israeliano. Adesso le autorità di Tel Aviv, contro il parere dell’ANP, hanno confiscato una parte dello spazio riservato ai musulmani per la costruzione di un parcheggio e di un ascensore di servizio per i fedeli ebrei. L’Ente del Waqf ha chiamato la popolazione a recarsi in preghiera oggi nella moschea Ibrahimia, per esprimere l’opposizione all’espansionismo di Israele.

Anche alla barriera di separazione tra Gaza e Israele si vivono momenti di tensione. L’esercito israeliano si è mobilitato in occasione della “Giornata dell’Ira”, annunciata per sabato dai movimenti palestinesi. Un’attività pacifica che intende riportare l’attenzione del mondo alle difficoltà che vive la popolazione della striscia sotto l’embargo israeliano.

Libano

Il leader di Hezbollah, Nasrullah, ha annunciato, in un comizio trasmesso in diretta tv, che l’Iran fornirà al Libano una nave di carburanti. Inoltre, ha minacciato Tel Aviv e Washington, affermando che: “Questa nave è territorio libanese e guai a chi la toccherà”. L’annuncio ha allarmato le parti politiche antagoniste ed in particolare l’ex premier Saad Hariri, che ha definito la mossa di Hezbollah “una sfida agli amici che hanno sostenuto il Libano”, in riferimento alle sanzioni USA all’Iran. Il presidente Aoun, alleato di Hezbollah, dopo un incontro con l’ambasciatore di Washington a Beirut, ha dichiarato che gli Stati Uniti forniranno energia elettrica per superare la crisi che costringe la popolazione a interruzioni del servizio per lunghe ore al giorno.

Algeria-Marocco

È di nuovo tensione al confine tra Marocco e Algeria. Il presidente Tabboun ha emesso un comunicato nel quale annuncia che il suo paese è costretto a rivedere le relazioni con il Marocco e rafforzare le misure di sicurezza ai confini, che sono chiusi dal 1994. All’origine della tensione vi sono le dichiarazioni del rappresentante di Rabat all’ONU di sostegno al movimento indipendentista della regione della Cabilia. Il governo di Algeri ha accusato per gli incendi disastrosi dei giorni scorsi, senza avanzare prove, i movimenti islamisti e indipendentisti. Dopo l’indipendenza algerina, il Marocco ha rivendicato pretese territoriali nella regione occidentale confinante, compresa la città di Tindouf. Una guerra di breve durata è scoppiata nel 1963 e finita con un tregua dopo la mediazione della Lega Araba. Il contenzioso non si è mai concluso. Negli anni Settanta si è aggiunta l’occupazione militare da parte di Rabat del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola.

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