Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

02 settembre 2021

Rassegna anno II/n. 64

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I titoli

Afghanistan: I taliban si rimangiano le promesse. Nessuna donna ministro nel futuro governo che sarà islamico e guidato dall’emiro Akhundzadeh.

Egitto: Processo all’ex candidato alle presidenziali 2012, Abul Futuh, accusato di terrorismo.

Siria: Ristabilito l’accordo di tregua a Darra.

Sudan: Scontri armati a Khartoum tra polizia e un movimento ribelle.

Palestina Occupata: Israele attenua l’embargo su Gaza.

Le notizie

Afghanistan

È iniziato l’attacco dei taliban nella provincia del Panshir contro la resistenza del comandante Masoud. Le versioni delle due parti sono contrastanti. I taliban sostengono di aver avanzato nella valle, conquistando diverse postazioni dalle forze ribelli, mentre gli insorti del Panshir dicono di aver respinto l’offensiva e di aver catturato 20 miliziani taliban. Il comandante Haqqi ha invitato la popolazione a convincere gli insorgenti a deporre le armi, per evitare perdite umane e la distruzione delle città; una tattica che i taliban avevano sperimentato con successo con le truppe governative a metà agosto, ma che sembra non trovi ascolto tra gli ultimi irriducibili della Valle del Panshir, una provincia che aveva già resistito al potere dei taliban anche nel periodo del loro precedente governo, alla fine degli anni Novanta del secolo scorso.

Sul versante politico, secondo fonti taliban, il governo sarà guidato dall’emiro Akhundzadeh e verrà annunciata la sua composizione entro pochi giorni. “Sarà un governo islamico”, ha detto il portavoce Naim, promettendo che vi saranno rappresentate tutte le realtà della società afgana. Parole fumose che non chiariscono nulla rispetto alle premesse iniziali. Il primo passo di marcia indietro è sulla partecipazione femminile. Il portavoce ha chiarito: “Nessuna donna avrà un ruolo apicale nel nuovo governo, ma saranno presenti nei ministeri come funzionarie”.

In un gesto di grande impatto mediatico, i taliban hanno organizzato per la loro vittoria una parata a Qandahar, mettendo in mostra il loro bottino di guerra: armi e mezzi militari conquistati dopo la partenza delle truppe USA. Carri armati, fucili, cannoni, mezzi di trasporto truppa ed elicotteri perfettamente funzionanti sono stati esibiti con una certa nota di orgoglio.

All’aeroporto di Kabul è atterrato un aereo delle linee aeree del Qatar con a bordo un’equipe di tecnici per mettere in funzione lo scalo aereo. Il piccolo emirato del Golfo sta raccogliendo i frutti di un impegno diplomatico di lungo corso, ospitando un ufficio di rappresentanza dei taliban a fianco della più grande base Usa in Medio Oriente, quella di Al-Adam alla periferia di Doha. Inoltre, ha ospitato la delegazione che ha condotto le trattative con l’amministrazione Trump.

Doha in questi ultimi tempi è diventata la meta delle missioni di Intelligence occidentali che intendono mantenere rapporti con i nuovi padroni di Kabul. Dopo tedeschi e francesi, anche i britannici sono alla corte dei taliban per accordi sulla sicurezza delle operazioni di evacuazione dei loro cittadini ancora presenti in Afghanistan.

Egitto

La procura del Cairo ha deferito a processo Abdul-Munem Abul-Fotouh con 5 capi d’accusa che vanno dall’ organizzazione terroristica alla diffusione di notizie false. Aboul-Fotouh è stato il fondatore del partito “Forte Egitto” e si è presentato alle presidenziali del 2012, in seguito alla sua uscita dalla Fratellanza Musulmana. Nelle stesse sue condizioni giudiziarie si trovano il suo vice, Mohammed Qassas, ed altri dirigenti del partito.

Aboul-Fotouh è stato arrestato nel febbraio 2018 e poi rilasciato per un breve tempo alla scadenza della detenzione preventiva, per essere in seguito arrestato sulla base di una nuova inchiesta.

In Egitto si è assistito, nelle scorse settimane, alla liberazione di diversi detenuti di coscienza, attivisti e giornalisti.

Siria

La polizia militare russa è entrata nel centro di Daraa, in applicazione dell’accordo raggiunto tra i governativi e le milizie locali. L’intesa prevede: fine dei bombardamenti e dell’assedio, controllo della sicurezza in città affidato ai russi e presenza simbolica di 4 posti di blocco dell’esercito di Damasco. Le truppe governative che entreranno in città saranno costituite da giovani originari di Daraa. L’accordo è stato raggiunto dopo settimane di bombardamenti governativi con l’artiglieria pesante, che hanno causato morti e distruzioni. Tra gli edifici distrutti vi è il minareto di una moschea storica.

Sudan

Scontri ieri nella capitale Khartoum tra le forze di polizia e un gruppo armato, firmatario dell’accordo di pace di Juba del 2020. La stampa locale non cita il nome del movimento ribelle, ma parla di almeno due feriti tra i miliziani. L’accordo di Juba prevede il ritiro delle armi dalla capitale e l’astensione di ogni forma di esibizione militare. Il gruppo di ribelli ha occupato un palazzo e vi ha costituito la propria sede. Il comunicato delle forze di sicurezza conferma il ferimento di due miliziani e sostiene che l’assalto è stato ordinato dopo il fallimento delle trattative.

Palestina Occupata

Il governo israeliano ha comunicato che saranno attenuate leggermente le misure di assedio su Gaza. I pescatori potranno uscire in mare fino a 15 miglia marine. Saranno rilasciati permessi ai commercianti di attraversare il valico di Beit Hanoun nelle due direzioni e si prevede anche l’apertura del valico di Abu Karam alle merci. Il portavoce del governo ha sottolineato che la continuità di queste misure è condizionata al mantenimento della calma sulla linea di demarcazione. La decisione del governo Bennett è avvenuta in seguito ad una serie di manifestazioni di proteste palestinesi, quasi quotidiane, e con mobilitazioni notturne per rivendicare la fine dell’embargo.

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