Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

22 settembre 2021

Rassegna anno II/n. 84

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I titoli

Sudan: Sventato in extremis un tentativo di colpo di Stato. Arrestati 21 ufficiali golpisti.

Palestina/Israele: Un poliziotto israeliano ucciso ad un posto di blocco da un autista palestinese.

Libia: Il Parlamento ha votato la sfiducia al governo Dbeiba a tre mesi dalle pianificate elezioni.

Tunisia: Saied promette una nomina imminente di un premier, ma manterrà le misure di emergenza. In preparazione una nuova legge elettorale.

Iraq: Tornerà prossimamente dagli USA una tavoletta di 3500 anni fa, trafugata nel 1991 da un museo iracheno.

Le notizie

Sudan

Il Consiglio presidenziale e il governo hanno dichiarato di aver sventato un tentativo di colpo di Stato e di aver arrestato 21 ufficiali dell’esercito implicati nella ribellione. Secondo le comunicazioni del governo sarebbero seguaci del dittatore Omar Al-Bashir. Il tentato golpe è stato preceduto da una serie di proteste con blocchi stradali e chiusura dei porti nell’est del paese. All’alba di ieri, un gruppo di ufficiali si sono recati su un carro armato per occupare la sede della radiotelevisione di Stato e da lì leggere l’annuncio del colpo di Stato, ma le unità lealiste, allertate da una fuga di notizie, li hanno arrestati. Il Sudan, dopo che le rivolte popolari di due anni fa hanno costretto il dittatore a dimettersi, è guidato da un governo e un consiglio presidenziale provvisori in una coabitazione di civili e militari, in attesa delle elezioni programmate per il 2022.

Palestina/Israele

Un poliziotto israeliano è stato ucciso e un altro ferito in seguito ad un investimento compiuto da un palestinese. È avvenuto a Naharia ad un posto di blocco della polizia. Per la presunta volontarietà del gesto, l’autista è stato arrestato. La polizia israeliana sta compiendo operazioni di perlustrazioni alla ricerca di eventuali complici.

Libia

Il Parlamento in seduta a Tobruk ha votato la sfiducia al governo Dbeiba: 89 deputati a favore su 113 presenti. Un voto arrivato a ciel sereno che mette in subbuglio tutto il processo di riconciliazione,concordato11 mesi fa a Ginevra e che aveva portato ad una tregua ed alla costituzione del governo provvisorio. Il voto di sfiducia è stato contestato dall’altra Camera non eletta, denominata Consiglio di Stato. A Tripoli, nella piazza dei Martiri, si sono radunati migliaia di manifestanti in segno di rifiuto della decisione del Parlamento, ai quali si è affiancato il premier Dbeiba, che ha affermato: “La sorte di questo governo la decide il popolo”. Inoltre, ha dato appuntamento ad una grande mobilitazione nazionale, sempre a Tripoli, da tenersi venerdì subito dopo la preghiera collettiva.

La missione dell’ONU, UNSMIL, ha dichiarato che il governo Dbeiba rimane l’unico governo legittimo fino alle elezioni del 24 dicembre 2021.

Tunisia

Il presidente Saied ha compiuto una visita alla culla della rivolta del 2011, Sidi Bouzid. Ha annunciato, ad una folla di cittadini applaudenti, che nominerà al più presto un nuovo premier, ma rimarranno in vigore le misure d’emergenza, comprese la sospensione del Parlamento e le altre azioni giudiziarie contro la corruzione. Il presidente ha aggiunto che è in preparazione una riforma della legge elettorale.

Lo scorso 25 luglio sono state congelate le funzioni del Parlamento e mandato a casa il primo ministro. La misura d’emergenza, che ha trovato un ampio consenso della popolazione, ha suscitato timori per l’esperienza democratica verso una deriva dittatoriale strisciante.

Iraq

Una tavoletta scritta in aghiforme, rubata nel 1991, tornerà prossimamente in Iraq. Lo ha annunciato l’Unesco in seguito alla pronuncia di un tribunale statunitense, che ha accertato che il reperto era stato trafugato illegalmente da un museo iracheno verso la Gran Bretagna e poi esportata con falsi documenti negli USA. La tavoletta risale a 3500 anni fa e contiene un frammento dell’Epopea di Ghilgamesh, il più antico testo letterario dell’umanità. Lo scorso luglio le autorità di Washington hanno consegnato all’Iraq 37mila reperti archeologici rubati nei musei iracheni.

Altro che esportare la democrazia!

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