Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

26 settembre 2021 – Buona Domenica!

Rassegna anno II/n. 88

Per informazioni e contatti manda un messaggio

Per ascoltare l’audio:

La vignetta di Naji El-Alì: QUI

Sostieni Anbamed

Questa rassegna sopravvive grazie ai contributi dei suoi lettori e ascoltatori.

Ricordati che anche il più grande oceano è fatto di gocce!

Ecco i dati per il versamento:

Associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità

Banca di Credito Cooperativo della Valle del Fitalia

Iban: IT33U0891382490000000500793

Bic: ICRAITRRPDO

I titoli

Tunisia: 100 dirigenti, deputati e ex minsitri abbandonano il partito islamista Ennahda, in polemica con la gestione del leader Ghannouchi.

Sudan: Interrotte le esportazioni di petrolio da Port Sudan. L’oleodotto è stato occupato dagli autonomisti locali.

Afghanistan: torna il macabro spettacolo dei cadaveri esposti in pubblico. Appesi ad una gru i corpi insanguinati di 3 rapitori trucidati dai taliban.

Marocco: Consegnati dalla Turchia droni di combattimento Bayraktar.

Siria: Truppe USA sfiorano la zona sotto il controllo dei governativi nella provincia orientale di Hasaka.

Giordania: Inaugurata ad Amman la 20esima edizione della Fiera del Libro.

Le notizie

Tunisia

Una scissione all’interno del partito islamista Ennahda.

Oltre 100 dirigenti, deputati ed ex ministri hanno sbattuto la porta, accusando il leader Ghannouchi di aver fallito nell’esperienza governativa di 10 anni e di incapacità nella gestione della crisi con il presidente della Repubblica Qais Saied. Alcuni dei capi della rivolta contro Ghannouchi hanno espresso la loro volontà di fondare un nuovo partito.

Non si intravede una soluzione alla crisi istituzionale nel paese. Le attese della nomina di un nuovo governo, annunciato per ieri, sono rimaste deluse. In tutta la Tunisia si sono svolte manifestazioni pro e contro la decisione, di due mesi fa, di sospendere il Parlamento e mandare a casa il governo. Gli inviti del sindacato dei lavoratori ad una roadmap, per uscire indenni dalla crisi economica e sanitaria, sono stati ignorati dalla presidenza. 20 organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno denunciato il pericolo di una deriva dittatoriale.

Sudan

Gruppi di manifestanti tribali hanno bloccato l’esportazione di petrolio dal porto di Port Sudan, sul Mar Rosso. L’oleodotto trasporta greggio del Sud Sudan per essere esportato e il governo di Khartoum incassa i diritti di passaggio. Da una settimana il porto è occupato, ma il carico di petrolio non è stato bloccato. Due giorni fa è stato chiuso l’aeroporto e le principali arterie stradali che collegano la capitale all’est del paese. La protesta autonomista è considerata dall’ente petrolifero gravissima, perché minaccia le entrate economiche dello Stato e le forniture di carburanti alla capitale. Il presidente dell’ente ha chiesto l’intervento dell’esercito. Il premier Hamdouk accusa i manifestanti di collusione con il golpe militare, sventato pochi giorni fa, ma si è dichiarato disponibile ad aprire un tavolo di trattative per ascoltare le loro rivendicazioni.

Afghanistan

Cadaveri insanguinati appesi ad una gru. È questa la macabra scena che all’alba di ieri hanno visto i negozianti del centro di Herat. I tre morti, secondo un comunicato del governatore della provincia, erano i responsabili di un sequestro per fini di riscatto di un imprenditore e suo figlio. Sono stati inseguiti dai miliziani taliban e uccisi durante la sparatoria che ne è seguita. “La loro esposizione serve come deterrente contro i crimini”, ha sostenuto un portavoce del movimento fondamentalista, ignorando i dettami della sua stessa fede che vietano categoricamente l’esposizione dei corpi dei morti.

A Jalalabad, nell’est, due agenti delle forze di sicurezza sono rimasti uccisi e altri due feriti, in seguito all’esplosione di una bomba telecomandata nei pressi del commissariato di polizia. Alla deflagrazione è seguita una sparatoria, ma gli assalitori sono riusciti a far perdere le loro tracce. Nessuna rivendicazione, ma la zona è il principale covo dell’ISIS-Khorasan, il movimento estremista che considera i taliban traditori della causa per la firma dell’accordo con l’amministrazione Trump, nel febbraio 2020.

Marocco

L’aeronautica di Rabat ha ricevuto i primi droni di combattimento Bayraktar di fabbricazione turca. Lo scrive la stampa locale, citando il sito semiufficiale delle forze armate. Anche la società produttrice, Baykar, ha confermato l’avvenuta consegna. Lo scorso aprile, il Marocco ha ordinato l’acquisto di 13 caccia senza pilota per un valore di 75 milioni di dollari. Nel mese di giugno un gruppo di ufficiali marocchini hanno compiuto corsi di addestramento in Turchia per le manovre a distanza dei velivoli.

La corsa agli armamenti tra Marocco e Algeria è al suo apice a causa del contenzioso sui confini ereditati dal colonialismo e per la questione Saharawi. Algeri ha dichiarato, un mese fa, la rottura delle relazioni diplomatiche, ritirando l’ambasciatore a Rabat.

Siria

Nella provincia orientale di Hasaka, un convoglio di carri armati statunitensi è entrato nella zona di controllo delle forze governative ed a poche decine di metri da un eliporto russo. È la prima volta che si arriva ad un contatto ravvicinato tra le truppe USA e quelle governative. La presenza dei marines statunitensi è considerata illegale dal governo di Damasco. Il loro intervento era avvenuto per la protezione della regione autonoma curda, ma poi di fronte alle mire espansionistiche del neo sultano Erdogan, gli USA si sono ritirati, limitando il loro spazio d’intervento ai campi di petrolio e gas.

Giordania

È stata inaugurata ad Amman, con molte iniziative culturali, la 20esima sessione della Fiera del Libro, che rimarrà aperta fino al 2 ottobre. Vi partecipano oltre 360 case editrici di 20 paesi arabi e internazionali. Lo slogan dell’edizione di quest’anno è legato alla questione mediorientale: “Gerusalemme capitale della Palestina”. Uno stand tra i più frequentati è quello della libreria-casa editrice di Gaza “Mansour”, completamente distrutta dai bombardamenti israeliani dello scorso maggio.

Tra gli eventi di maggior interesse culturale vi sono quelli in ricordo dei poeti arabi recentemente scomparsi per la pandemia di Covid, l’racheno Saadi Yuossef e il palestinese Ezzeddin Manassira.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.