Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

09 novembre 2021

Rassegna anno II/n. 132

Per informazioni e contatti manda un messaggio

Per ascoltare l’audio:

La pagina delle vignette è QUI

Sostieni Anbamed

Questa rassegna sopravvive grazie ai contributi dei suoi lettori e ascoltatori.

Ricordati che anche il più grande oceano è fatto di gocce!

Ecco i dati per il versamento:

Associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità

Banca di Credito Cooperativo della Valle del Fitalia

Iban: IT33U0891382490000000500793

Bic: ICRAITRRPDO

I titoli

Siria: Missili israeliani contro una base militare a Homs.

Yemen: Carneficina nella battaglia di Maarib.

Sudan: Forti mobilitazioni nella seconda giornata di disobbedienza civile.

Palestina Occupata: Droni da Gaza su territorio israeliano.

Egitto-Israele: Ridisegnato il modello di difesa nel Sinai. Accordo per l’aumento dei soldati egiziani.

Kuwait: Si è dimesso il governo. Amnistia per i detenuti dell’opposizione.

Le notizie

Siria

Missili israeliani provenienti dallo spazio aereo del nord Libano hanno colpito nella provincia di Homs. Alcuni sono stati intercettati dal sistema di difesa antimissile siriano. Testimoni locali hanno riferito di ambulanze che hanno attraversato la città. L’Osservatorio siriano con sede a Londra sostiene che è stata colpita la base T4. Non si conosce il numero delle vittime.

Yemen

A Maarib è una mattanza quotidiana. La battaglia per la conquista della città dura da 9 mesi, ma ha visto un’escalation l’ultima settimana. Nelle ultime 24 ore i morti delle due parti sono 128, mentre nell’ultima settimana il numero totale delle vittime supera le 900 persone tra soldati, miliziani e civili. Oltre agli scontri di terra, l’aeronautica saudita ha bombardato le postazioni degli Houthi. I ribelli, dal canto loro, hanno lanciato droni contro le città saudite oltre confine.

Sudan

Grande partecipazione di popolo alla manifestazione di disobbedienza civile contro il regime militare. Anche ieri l’intervento della polizia è stato pesante con lancio di lacrimogeni e manganellate, causando decine di feriti e arrestati. Il comitato organizzatore delle manifestazioni ha detto chiaramente che: “Nessuna trattativa si svolgerà prime del ritorno in libertà dei ministri, funzionari e attivisti arrestati”. Il generale Burhan ha dichiarato: “Entro 24 ore sarà formato un nuovo governo e se i partiti non vogliono partecipare, non c’è problema, provvederemo per conto nostro”. In seguito ha corretto il tiro, sostenendo che non entreranno militari nella compagine esecutiva.

Palestina Occupata

Il portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato che le difese anti aeree hanno intercettato e abbattuto un drone lanciato da Gaza. Le autorità di Tel Aviv addossano la responsabilità ad Hamas e minacciano ritorsioni. Questo è il secondo drone che viene lanciato contro il territorio israeliano dallo scorso maggio.

Al parlamento, il premier israeliano Bennett ha ribadito che: “Non ci sarà nessuna trattativa per uno Stato palestinese nel cuore di Israele”. Questo è il coronamento di una politica di colonizzazione delle terre palestinesi. Una presa di posizione e una pratica che vanno in direzione opposta alla pace.

Egitto-Israele

Il governo del Cairo ha informato che una delegazione militare si è incontrata con una dell’esercito israeliano, per concordare il rafforzamento delle truppe di frontiera nel Sinai egiziano, “per garantire una maggiore sicurezza contro gli attacchi di Daiesh”. Secondo gli accordi di Camp David, la presenza dell’esercito egiziano nella penisola del Sinai è limitata e, periodicamente, viene valutata dalle due parti.

Kuwait

Il primo ministro Sabah Khaled Sabah ha presentato le proprie dimissioni nelle mani del principe Nawwaf Sabah. La crisi politica è nata, a meno di 6 mesi dalla nascita del governo, a causa di un’interrogazione parlamentare alla quale il governo voleva sottrarsi. L’ex premier, prima delle dimissioni, ha consegnato al capo dello Stato i decreti per un’amnistia, riguardanti la liberazione di esponenti dell’opposizione.

Il Kuwait è l’unica monarchia costituzionale tra i paesi arabi del Golfo. Non sono ammessi i partiti, ma il Parlamento ha ampi poteri legislativi e di controllo sull’operato del governo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *