Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

29 novembre 2021

Rassegna anno II/n. 152

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I titoli

Tunisia: Minacciato di morte Tboubi, segretario generale del sindacato.

Iran: Riprendono a Vienna i negoziati per il nucleare iraniano.

Egitto: Apre i battenti EDEX21, la più grande esposizione di strumenti di guerra.

Palestina Occupata: Nella giornata internazionale di solidarietà con la Palestina, Israele intensifica la colonizzazione ebraica.

Sudan: Tre soldati morti nella guerra ai trafficanti di esseri umani al confine con la Libia.

Turchia: Precipita la lira a causa della politica finanziaria di Erdogan.

Algeria: Bassa affluenza alle urne per le elezioni amministrative.

Le notizie

Tunisia

L’Unione sindacale tunisina UGTT ha denunciato che il segretario generale Tboubi è stato minacciato di morte in un luogo pubblico. Secondo il comunicato dell’UGTT, un uomo noto per la sua radicalizzazione jihadista ha affrontato il segretario mentre era seduto in un locale pubblico, apostrofandolo di ingiurie e giurando che lo avrebbe ucciso presto. L’uomo si era già presentato in passato davanti alla casa di Tboubi minacciando di farsi esplodere. La polizia aveva minimizzato il fatto, ma il sindacato ricorda che il terrorismo jihadista aveva già fatto le sue vittime tra gli esponenti della sinistra, Ibrahimi e Belied, assassinati nel 2013, con sospetti di favoreggiamento da parte di centri di potere nel Ministero dell’Interno, guidato da esponenti del partito islamista Ennahda.  

Iran

Cominceranno oggi i negoziati a Vienna per il nucleare iraniano. Ieri sono state svolte delle trattative informali bilaterali. Al negoziato diretto non parteciperà la delegazione degli Stati Uniti, che sarà presente a Vienna, ma in un’altra sala congressi. L’amministrazione Biden ha espresso la volontà di rientrare nell’accordo, ma chiede a Teheran di ristabilire per prima le condizioni imposte. Teheran invece chiede a Washington di cancellare tutte le sanzioni economiche, prima di riprendere il negoziato. Il nuovo governo del presidente Raissi, eletto lo scorso giugno, chiede che l’eventuale ritorno all’accordo sia vincolante. Il negoziatore iraniano Baqiri ha affermato che: “Teheran non firmerà mai accordi capestri sotto le minacce, come sta facendo la Casa Bianca. La politica del ricatto funziona con i deboli e noi non lo siamo!”. Il capo della delegazione russa ha affermato, dopo aver incontrato Baqiri, che: “il negoziato sarà lungo perché le posizioni di Teheran e Washington sono ancora distanti”.

Egitto

Si inaugura oggi l’Esposizione Egiziana di Difesa 2021 (EDEX21) e durerà fino al 2 dicembre. Nella conferenza stampa di ieri, militari e politici egiziani hanno affermato che l’Expo degli strumenti di guerra vede la partecipazione di 400 società produttrici provenienti da 41 paesi. I visitatori attesi sono 30 mila, tra capi di Stato, ministri della difesa e generali da tutti i continenti ed in particolar modo da Africa e Medio Oriente, dove le potenze industrializzate, produttrici di armi, hanno fomentato guerre, scontri etnici e sostenuto dittature.  

Per saperne di più sulla presenza dell’industria militare italiana alla EDEX2021, consigliamo di leggere Questo articolo di AfricaExpress

Palestina Occupata

Ieri sono avvenute due gravi aggressioni da parte di militari israeliani contro cittadini palestinesi. La prima nei pressi di Nablus, dove gli studenti di tre villaggi per le provocazioni dei coloni sono praticamente impediti nel raggiungere la scuola comune. Gli oltranzisti israeliani sono arrivati al punto di chiudere la strada principale di accesso al villaggio di Laban Sharqia con transenne e ronde armate. Quando ieri mattina la popolazione guidata dal sindaco ha organizzato una manifestazione per sloggiare gli aggressori e rimuovere gli ostacoli, sono intervenuti i soldati con lacrimogeni e pallottole di gomma, 10 i feriti e diversi arrestati. Si chiama sostituzione etnica.

Ad Al-Khaleel (Hebron) è avvenuto invece un fatto più grave: il presidente israeliano Herzog ha visitato la città antica, colonizzata da 400 ebrei israeliani protetti da 1500 soldati. Herzog si è recato sulla tomba dei patriarchi, situata all’interno della moschea ibrahimia, accompagnato dai capi dei coloni locali. I palestinesi sostenuti da pacifisti israeliani hanno alzato le bandiere palestinesi in una manifestazione di protesta contro questa visita, che ricorda le incursioni del generale Sharon nelle spianate di Al-Aqsa a Gerusalemme. I soldati hanno disperso i manifestanti prima dell’arrivo del presidente israeliano. La visita si inquadra meglio se ricordiamo che due giorni fa il governo Bennett ha autorizzato la costruzione di 372 unità abitative a Hebron e nella vicina colonia di Kiryat Arba.    

Oggi è la giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese indetta dall’ONU. Si terrà una conferenza online dal titolo: “Riconoscimento dello Stato di Palestina: condizione preliminare per la pace e la convivenza”

29 novembre | 10:30-12:30.

Per registrarsi sulla piattaforma zoom:https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_ac0NN5HNQPekBLFrgOpDIg

Sudan

Tre militari delle forze di pronto intervento sono rimasti uccisi in scontri con le bande di trafficanti di esseri umani, al confine nord-occidentale con Egitto e Libia. Secondo la stampa sudanese, gli scontri a fuoco sono durati due ore ed hanno portato all’uccisione di tutti i membri della banda e la distruzione delle loro auto. Sono stati bloccati i percorsi da dove avrebbero dovuto passare i camion con a bordo i migranti da trasferire in Libia. Nelle auto dei banditi sono stati rinvenuti quantità di droga e pasticche di anfetamina.

Turchia

La lira continua a perdere quota nei confronti delle valute estere, in particolar modo contro il dollaro. Il cambio di ieri ha toccato le 13 lire per un dollaro, per stabilizzarsi poi sui 12,1. La turbolenza è l’effetto devastante delle decisioni politiche del presidente Erdogan, che ha imposto alla Banca centrale l’abbassamento del tasso di interessi al 15%. Erdogan parla di “una nuova guerra d’indipendenza”, ma a cadere vittima di questa interferenza diretta nelle decisioni dell’Istituto bancario di Stato sono gli strati popolari che hanno visto l’aumento vertiginoso dei prezzi. I carburanti hanno registrato un aumento del 15% e molti lavoratori non ce la fanno ad arrivare alla quarta settimana del mese. Nei giorni scorsi sono state inscenate proteste spontanee contro il carovita e contro il governo, invitando Erdogan a dimettersi e di andare alle elezioni anticipate.

Algeria

Secondo i dati ufficiali, la partecipazione alle urne nelle elezioni amministrative che si sono svolte ieri è stata del 35%. Una percentuale più alta delle due precedenti tornate elettorali dove l’affluenza era inchiodata al 23%, ma – secondo la stampa algerina – molto deludente per il presidente Tabboune e il suo governo. Due elettori su tre hanno respinto il suo percorso verso il cambio del vertice al potere del vecchio sistema del precedente capo dello Stato, Boutefliqa.  

Per chi ha perso il numero di ieri.

Echi dalla stampa araba

a cura di Francesca Martino

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