Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

11 dicembre 2021

Rassegna anno II/n. 164

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I titoli

Iran: Cauto ottimismo nel negoziato di Vienna, dopo una mediazione della delegazione russa.

Palestina occupata: Un giovane ucciso dai soldati israeliani con un colpo in testa.

Arabia Saudita: Lujain Al-Hathloul ha denunciato tre ex agenti della Cia che hanno causato il suo arresto nel 2018.

Tunisia: Il presidente Saied vuole cambiare la Costituzione con un referendum popolare.

Libano: Il ministro del lavoro ammette i profughi palestinesi a settori del lavoro precedentemente vietati.

Algeria: La Ministra della Cultura francese ha annunciato la prossima apertura degli archivi giudiziari sul colonialismo.

Le notizie

Iran

Il negoziato di Vienna va a corrente alternata.
Una mediazione russa avrebbe diradato alcune incomprensioni tra la delegazione iraniana e quelle delle tre nazioni occidentali. Un delegato francese ha sostenuto che gli iraniani adesso accettano di riprendere il negoziato dai punti fermi concordati prima di giugno, quindi, con il governo precedente. Dal canto suo l’amministrazione Biden ha dichiarato di essere disponibile al negoziato diretto, senza precondizioni. Nel frattempo Washington minaccia il ricorso all’attacco militare, in stretto contatto e collaborazione con Israele, in caso di fallimento del negoziato. Una minaccia che non sembra destare le preoccupazioni di Teheran.

Palestina occupata

Un giovane palestinese è stato ucciso dai soldati israeliani durante una manifestazione di protesta contro la colonizzazione a Beita, nei pressi di Nablus. È la nona vittima della cittadina di Beita in difesa della collina di Sbeih, confiscata dall’esercito di occupazione e consegnata ai coloni ebrei israeliani. Giamil Ayyash aveva 31 anni ed è stato colpito da una pallottola da guerra in testa. Ricoverato in ospedale a Nablus in gravissime condizioni, i medici non sono riusciti a salvarlo ed è spirato sotto i bisturi. La colonizzazione ebraica è la strategia dei governi israeliani, di qualsiasi colore, per cancellare la possibilità di creare uno Stato palestinese.

Arabia Saudita

L’attivista saudita per i diritti delle donne Lujain Al-Hadhloul ha denunciato, in un tribunale dell’Oregon, tre statunitensi ex agenti della CIA, per aver violato il suo cellulare e controllato la posizione di dove si nascondeva negli Emirati. Le informazioni carpite hanno portato al suo arresto e alla conseguente estradizione nel regno saudita, dove ha trascorso 3 anni di reclusione, subendo torture e maltrattamenti. I tre uomini avevano ammesso le loro colpe in un altro processo intentato dal ministero della Giustizia, con l’accusa di violazione delle leggi USA sull’esportazione di prodotti tecnologici senza autorizzazione, mentre erano consulenti di una società emiratina. Ad Al-Hadhloul è impedito l’espatrio, ma la causa è stata portata avanti a suo nome dalla fondazione per la libertà elettronica EFF (Eletronic Frontier Foundation).   

Tunisia

Il presidente tunisino Saied ha avanzato ieri una nuova ipotesi per lo sviluppo della crisi politica. “La Costituzione non è più valida, perché è illegittima. Va modificata con la volontà popolare, per mettere fine alla corruzione ed alla vendita della sovranità tunisina a paesi stranieri”. Una dichiarazione grave che rischia di avvelenare i pozzi e di trascinare il paese in uno scontro frontale tra i sostenitori del presidente e gli islamisti di Ennahda. Si addensano anche i sospetti sull’incendio che ha distrutto la sede centrale del partito islamista. Ha destato reazioni negative una dichiarazione del leader Ghannouchi che ha accusato gli avversari politici di responsabilità morali per la morte di un militante durante l’incendio. L’inchiesta giudiziaria avrebbe appurato che la persona morta era un dipendente del partito che era stato licenziato. Quando non è riuscito ad ottenere un colloquio con lo stesso Ghannouchi, si è versato addosso una tanica di benzina e si è dato fuoco.

Libano

Il ministro del lavoro, Mustafa Biram, ha emesso un decreto per l’accesso dei palestinesi profughi in Libano al mercato del lavoro, in settori che prima erano vietati ai palestinesi. In Libano vivono 190 mila profughi e, per legge, non hanno la possibilità di svolgere molti lavori, soprattutto quelli professionali (medici, avvocati, ingegneri…). Il ministro ha spiegato che il suo intento non è quello di cambiare la legge, ma semplicemente attenuare gli effetti della crisi sui profughi, permettendo loro alcune mansioni. Un ministro cristiano maronita ha lanciato un attacco inusitato contro Biram con motivazioni xenofobe.  

Algeria

La Ministra della Cultura francese, Roselyne Bachelot, ha dichiarato che saranno aperti prossimamente, 15 anni prima della scadenza, gli archivi sulle “inchieste giudiziarie” della guerra d’Algeria (1954-1962). La dichiarazione arriva dopo due giorni dalla visita del ministro degli esteri ad Algeri. Le Drian ha tentato di ristabilire le relazioni diplomatiche tra i due paesi, entrate in crisi in seguito alle improvvide dichiarazioni di Macron sull’asserita riscrittura, da parte dei politici algerini, della storia del colonialismo francese. Macron ha definito il governo attuale algerino un regime militare, che si aggrappa all’odio contro i francesi per tenersi a galla.

Una frase sibillina della ministra potrebbe però infiammare di nuovo la disputa diplomatica: “Voglio che su questa questione, che è scabrosa, irritante, in cui sono all’opera falsificatori della storia, ci si possa guardare in faccia – ha detto la ministra – non si costruisce un romanzo nazionale su una menzogna. […] Abbiamo delle cose da ricostruire con l’Algeria – ha aggiunto – potranno essere ricostruite soltanto sulla verità”.

La verità unilaterale dei colonialisti.

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