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12 dicembre 2021

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Rassegna anno II/n. 165

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Oggi vi presentiamo il terzo numero di Echi dalla stampa araba, a cura di Francesca Martino.

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I titoli

Palestina Occupata: Un’altra famiglia palestinese espulsa dalla sua casa per la politica di Apartheid israeliana.

Tunisia: Il sindacato UGTT presenta un nuovo piano per evitare il deragliamento del sistema istituzionale.

Afghanistan: La Banca Mondiale ha destinato 280 milioni di dollari per gli aiuti diretti alla popolazione.

Grecia: Parigi vende ad Atene tre fregate, battendo l’offerta statunitense.

Marocco: crollo del settore turistico in seguito alla sospensione dei voli aerei per l’emergenza sanitaria.

Le notizie

Palestina Occupata

La famiglia Salem del quartiere di Sheikh Jarrah è sotto ordine di sgombero. Ieri, il vice sindaco di Gerusalemme e un consigliere comunale dell’ala estremista dei coloni, con una procedura inconsueta, hanno consegnato l’ordine di lasciare la casa entro il 29 dicembre. Prima di questa famiglia, altri abitanti di una palazzina hanno ricevuto con la stessa modalità l’ordine di sfratto. La signora Salem che vive in quella casa dal 1948, cioè dal momento della cacciata della sua famiglia dal villaggio di origine, occupato dalle bande sioniste, prima ancora dalla nascita dello Stato di Israele, non intende abbandonare la sua abitazione.
Le sentenze della magistratura israeliana sono a senso unico: soltanto a favore dei coloni ebrei. Una giustizia dell’Apartheid.

Tunisia

Dure reazioni del partito islamista Ennahda alle dichiarazioni del presidente Saied sulla illegittimità della Costituzione e le intenzioni di modificarla con un referendum. Anche il Consiglio Supremo della Magistratura ha messo in guardia dal tentativo di snaturare l’autonomia dei giudici. In risposta a questo scontro frontale, il sindacato dei lavoratori UGTT, ha annunciato che esporrà una sua proposta che eviti un salto nel buio. Il sindacato ha appoggiato le misure di emergenza intraprese dal presidente Saied il 25 luglio, ma dissente dal prolungarsi di queste misure e chiede un piano a tempo e discusso con tutte le forze politiche, per il ritorno alla normalità. Sono sempre più insistenti le voci che Saied intende pronunciare un messaggio pubblico il prossimo 17 dicembre, anniversario del gesto disperato di Mohammed Abu Azizi che ha fatto infiammare le piazze e portato alla caduta del dittatore Ben Alì. Tra le ipotesi circolate vi è lo scioglimento del partito Ennahda per aver ricevuto finanziamenti stranieri per la campagna elettorale. Se queste voci dovessero trovare conferma, la Tunisia si metterebbe su un piano inclinato verso la guerra civile.

Afghanistan

La Banca Mondiale ha deciso di assegnare 280 milioni di dollari in aiuti diretti alla popolazione afghana entro la fine di dicembre. Le somme saranno destinate all’Unicef e al Fondo Alimentare Mondiale. Il contributo proviene dal Fondo fiduciario per la ricostruzione dell’Afghanistan (Afghanistan Reconstruction Trust Fund (ARTF)) costituito da 34 paesi donatori e gestito dalla Banca Mondiale. Il Fondo aveva coperto, prima della caduta di Kabul, il 30% delle spese dello Stato, ma dal 30 settembre i suoi interventi in Afghanistan sono stati sospesi. Secondo il portavoce della BM questi interventi proseguiranno anche nel 2022.

Grecia

La Francia ha venduto alla Grecia tre fregate. Secondo il ministero della guerra di Parigi, l’offerta concorrente statunitense è stata superata. Fino a venerdì era in piedi l’offerta di Washington di vendere ad Atene 4 fregate. I francesi hanno temuto il ripresentarsi della crisi con gli Stati Uniti, così come è avvenuto per il contratto dei sottomarini a propulsione nucleare venduti all’Australia. Il ministero della difesa greco ha confermato le notizia.

Marocco

Il settore turistico marocchino ha subito un altro colpo in seguito alla chiusura delle frontiere fino al 31 dicembre, dovuta alla scoperta di casi Covid del ceppo Omicron. Le società di viaggi, ristoranti, alberghi e compagnie di trasporti sono in gravi difficoltà per la mancanza di turisti. Dopo due anni di vacche magre, il turismo marocchino sperava di recuperare una quota delle perdite per l’occasione delle festività natalizie e di capodanno. La passata stagione estiva è stata proficua, anche grazie ai successi della campagna di vaccinazioni. Le entrate del settore turistico da giugno a settembre sono state di quasi due miliardi di dollari, con una crescita del 200% rispetto all’anno precedente, ma ancora al di sotto di quelle del 2019 (- 40%).

Echi dalla stampa araba n. 3

A cura di Francesca Martino  

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