Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

15 dicembre 2021

Rassegna anno II/n. 168

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I titoli

Siria: Scambio di razzi a sud di Idlib tra governativi e milizie jihadiste Tahrir Sham.

Tunisia: Il sindacato respinge il piano del governo per la riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici.

Libia: Scontri a Sebha tra esercito LNA e forze di sicurezza fedeli al governo di Tripoli. 

Qatar: L’attivista per i diritti delle donne, Noor AlMaadeed sarebbe stata uccisa dai familiari.

Arabia Saudita: Il vertice dei paesi arabi del Golfo incorona MBS leader delle petrol-monarchie.

Calligrafia araba: L’Unesco inserisce la calligrafia araba tra il patrimonio immateriale dell’umanità.

Le notizie

Siria

Si infiamma il fronte a sud di Idlib. Le forze governative hanno bombardato diverse postazioni delle milizie Tahrir Sham, ex Fronte Nusra. Ci sarebbero stati 5 morti e decine di feriti. L’attacco è avvenuto con i razzi telecomandati Krasnopol, di fabbricazione russa. Secondo la stampa di Damasco l’offensiva governativa sarebbe stata in risposta a un tentativo di sfondamento dei jihadisti. Ci sono stati almeno 10 raids di caccia russi sempre sulla stessa zona a sud di Idlib.

Tunisia

Il sindacato dei lavoratori UGTT ha rivelato che nell’ultimo incontro con il governo, sono state avanzate le ipotesi di riduzione degli stipendi del settore pubblico del 10%, per ripianare il deficit statale e avviare le trattative con il Fondo Monetario per nuovi prestiti. Il segretario generale Tboubi, in un discorso pubblico, ha respinto questa proposta ed ha invitato il governo a dichiarare le condizioni economiche nelle quali versa la nazione. Tboubi ha sostenuto che “non è possibile far pagare ai lavoratori gli errori della politica e gli anni della corruzione”. Il deficit di bilancio nel 2021 si attesta sul 10%, contro quello programmato del 7%. La ricetta del FMI, come al solito, è quella della riduzione della spesa pubblica e l’imposizione di nuove tasse. La Banca Centrale tunisina ha informato di aver ricevuto un prestito dall’Algeria di 300 milioni di dollari. Domani, a Tunisi arriva il presidente Tabboune in visita ufficiale, in una fase delicata della storia della Tunisia. Il paese è scosso dalle misure di emergenza intraprese 4 mesi fa dal presidente Saied, il quale ha annunciato due giorni fa che proseguiranno fino a dicembre 2022, data delle prossime elezioni politiche anticipate.

Libia

È tornata la calma a Sebha, capoluogo del Fezzan, dopo una giornata di scontri che hanno portato alla morte di una persona e al ferimento di altre dieci. Ieri mattina si sono avuti scontri armati tra un’unita dell’esercito nazionale e una brigata delle forze di sicurezza dipendente dal governo di Tripoli. L’esercito, il giorno prima, aveva confiscato 10 mezzi militari con mitragliatrici pesanti appena giunti dalla capitale. Il sequestro è stato motivato con la non idoneità di quelle armi a mantenere la sicurezza, ma ad innescare una guerra. La brigata, all’alba di ieri, ha sferrato un attacco alle caserme dell’esercito. Sono rimaste chiuse le scuole e l’università e tutti gli uffici pubblici, le strade sono praticamente vuote. La calma è stata raggiunta dopo i contatti tra i rispettivi comandi militari a Tripoli e Bengasi. Una tensione che dimostra la fragilità della tregua in questa fase di dispute sul rinvio delle elezioni programmate per il 24 dicembre. È ormai certo un rinvio che dovrà deciderlo la consigliera del segretario generale dell’ONU, la statunitense Stephanie Williams.

Qatar

L’attivista per i diritti delle donne, Noof AlMaadeed, è scomparsa dal 23 ottobre a Doha. Secondo un’associazione per i diritti umani, la donna sarebbe stata uccisa da uno dei familiari. La vicenda di AlMaaded è rocambolesca e segna la condizione di inferiorità e sottomissione delle donne nel paese che ostenta modernità e apertura al mondo esterno, con la porta bandiera mediatica Al-Jazeera. Nel 2019, la donna, allora ventunenne, ha denunciato alla polizia di subire violenze e maltrattamenti dalla famiglia, ma non ha ottenuto protezione. Con uno stratagemma informatico, manipolando il cellulare del padre, è riuscita ad ottenere un visto per l’uscita dal paese e acquistare un biglietto aereo per il primo volo trovato all’aeroporto di Doha. È partita per Kiev e da lì è giunta a Londra, dove ha chiesto asilo politico. Lo scorso settembre è stata convinta dalle autorità consolari qatariote a tornare nel paese dove avrebbe ottenuto  protezione. È stata ospitata in un albergo di Doha e affiancata da una scorta, che il 20 ottobre è stata tolta. L’ultimo suo messaggio sui social risale al 23 ottobre, dove scriveva di non stare bene e di essere preoccupata perché si sentiva tradita. Il Centro del Golfo per i Diritti Umani (GC4HR) riporta la notizia della sua morte da fonti ospedaliere. È partita sui social una campagna che chiede all’emiro Tamim di sapere che fine abbia fatto Noof.

Arabia Saudita

Si è svolto ieri a Riad il vertice del Consiglio di Cooperazione dei paesi arabi del Golfo. Il primo dopo la pacificazione con il Qatar. Ha fatto gli onori di casa l’erede al trono, Mohammed Bin Salman, meglio noto come “l’emiro dalla sega elettrica”, per le sue supposte implicazioni nell’assassinio del giornalista Kashoggi. L’importanza di questo vertice risiede unicamente nel rendere politica regionale il clima di distensione tra Riad e Teheran. MBS prima di presiedere questo vertice ha compiuto un viaggio itinerante in tutte le capitali dei sei paesi del Consiglio di Cooperazione, per unificare le posizioni in merito alla guerra in Yemen e alle sfide del nucleare iraniano. Il vertice di fatto lo incorona come il leader delle petrol-monarchie.

Calligrafia araba

L’UNESCO ha proclamato la calligrafia araba patrimonio immateriale dell’umanità. La calligrafia araba rappresenta un aspetto culturale importante nella storia della civiltà arabo-islamica. Un’arte che è stata tramandata per secoli, nel tentativo di sopperire al divieto per i musulmani di raffigurare immagini di esseri animati. Da questa restrizione sono scaturite le decorazioni calligrafiche e con le figure geometriche, arte che ha preso il nome di arabesco nel periodo d’oro dell’Andalusia.  

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