Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

2 gennaio 2022

Buona domenica e felice 2022 a tutte ed a tutti

Rassegna anno III/n. 001

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I titoli

Palestina Occupata: Bombardamenti israeliani su Gaza.

Tunisia: Sparizioni forzate. Un ex ministro è stato prelevato da casa e non si conosce dove sia detenuto.

Sudan: Grandi manifestazioni di massa contro i generali golpisti.

Qatar: Ancora mistero sul caso della donna sparita a Doha.

Libia: Oggi si riunisce il Parlamento sul dopo mancate elezioni.

Yemen: Offensiva dei governativi nel centro del paese.

Le notizie

Palestina Occupata

Lancio di due razzi da Gaza verso il territorio israeliano. I razzi secondo i media di Tell Aviv sono caduti in mare. La reazione israeliana è stata quella di bombardare la striscia. I caccia israeliani hanno lanciato 10 missili aria-terra a sud della città capoluogo e l’artiglieria ha colpito Khan Younis. Secondo fonti palestinesi, non ci sono state vittime, ma soltanto danni materiali.

Tunisia

Iniziate ieri le consultazioni popolari online in tema della riforma costituzionale volute dal presidente Saied. Diversi partiti di opposizione hanno chiamato la popolazione a boicottare questa iniziativa considerata una forma pilotata dall’alto, non trasparente e non costituzionale.

Desta preoccupazione il fermo di due esponenti dell’opposizione del partito Ennahda, Nureddine Buhayri, ex ministro della Giustizia, e Fathi Baladi, ex consigliere del Ministero dell’Interno. Non si conosce il luogo della loro detenzione. L’Ente nazionale per la protezione contro la tortura  (di nomina governativa, ma indipendente) ha denunciato che richieste di sapere dove siano reclusi i due uomini politici non hanno avuto risposta dal Ministero dell’Interno. La moglie di Buhairy ha affermato che suo marito è stato arrestato davanti casa da uomini della polizia in abiti civili e lo hanno portato via, senza informare la famiglia in quale commissariato lo stavano conducendo. È stato negato ai difensori di fiducia di incontrare i due arrestati e in una conferenza stampa hanno definito la vicenda come un atto di “rapimento”.

Sudan

Sono in corso in questa mattinata di domenica grandi manifestazioni nella capitale Khartoum, per chiedere le dimissioni del generale golpista Burhan. Centinaia di migliaia di persone si sono riversate nelle piazze per chiedere un processo agli assassini dei 5 manifestanti di giovedì scorso. La situazione politica è bloccata e non ci sono orizzonti di un accordo tra le componenti politiche e i militari per la gestione della fase transitoria. Si sono diffuse ieri voci sulla messa agli arresti domiciliari per la seconda volta del primo ministro Hamdouk, ma il suo ufficio ha smentito via social. In occasione della giornata dell’indipendenza, il premier non ha trasmesso pubblicamente un suo messaggio e questo “impedimento” è stato interpretato da più parti come un’azione coercitiva dei generali golpisti che tengono di fatto le redini del potere nelle loro mani. Il generale Burhan ha chiesto la formazione di un governo tecnico e ha assicurato che l’unica strada per il governo civile è quella del voto nel 2023, sottintendendo che fino a quella data i militari non molleranno il potere. Il premier Hamdouk sta svolgendo consultazioni con le forze politiche per la formazione del governo e voci dal suo entourage hanno confermato che in caso di impossibilità a raggiungere un accordo lui si dimetterà entro domani, lunedì 3 gennaio.

Qatar

Un funzionario governativo ha rivelato, in forma anonima, al quotidiano britannico “The Guardian” che l’attivista Noof Al-Maaded è viva e in buone condizioni, ma che non si può rendere pubblica la sua residenza per questioni di sicurezza. La donna di 23 anni era riuscita a recarsi a Londra nel 2019, dove aveva ottenuto asilo politico. È stata convinta dal console del Qatar, alla fine di settembre, a ritornare nel sultanato con garanzie di protezione. Dalla metà di ottobre, dopo aver postato un video sui social, non si è saputo più nulla della sua sorte e si è sparsa la notizia della sua morte per mano di uno dei suoi parenti. Il centro per i diritti umani nel Golfo (GC4HR), con sede a Beirut, ha sostenuto che le autorità del Qatar dovrebbero presentare prove della sua esistenza in vita per fugare ogni dubbio, invece di rilasciare dichiarazioni che non dimostrano nulla. La notizia della scomparsa di Noof Al-Maaded non è mai stata data dall’emittente Al-Jazeera, di proprietà dell’emiro del Qatar, così attenta alle condizioni dei diritti umani nei paesi arabi non amici dell’emirato.

Libia

Si riunisce oggi il Parlamento per preparare una roadmap per il dopo mancate elezioni, che erano state programmate per il 24 dicembre. Il direttore della Commissione elettorale sarà ascoltato sui motivi del rinvio. Non c’è nessuna base di accordo tra le parti politiche per un percorso condiviso. Venerdì si è tenuta una manifestazione a Tripoli che chiede elezioni subito. Le milizie di Tripoli, Misurata e Zentane hanno stretto il controllo militare sulla capitale e intendono mantenere in piedi il governo di Dbeiba, strumento utile soltanto a drenare le risorse a favore dei signori della guerra. La corruzione dilagante e i sussidi a pioggia garantiscono un certo consenso, ma non la pace. Il loro punto di forza è la presenza di 20 mila mercenari siriani sotto la guida di generali turchi. Con la presenza dei mercenari russi a fianco dell’esercito LNA, il paese rischia lo smembramento non in due, ma in tre staterelli.

Yemen

Le forze governative sono all’offensiva nella zona centrale del paese. Nella provincia di Shabbwa, hanno strappato ai ribelli Houthi la cittadina di Oseilan. I caccia di Riad hanno ripreso i bombardamenti sulle truppe Houthi a Maarib. Una guerra dimenticata che non trova orizzonti di soluzione a causa del permanere della tensione nella regione tra Iran e Arabia Saudita. A pagarne il prezzo è la popolazione civile costretta alla fame e ad elemosinare gli aiuti internazionali che arrivano con il contagocce. Il bombardamento da parte dei caccia sauditi dell’aeroporto di Sanaa ha aggravato la situazione umanitaria.  

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