Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

11 gennaio 2022

Rassegna anno III/n. 010

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Nella rubrica Approfondimenti pubblichiamo la bozza di un ordine del giorno, preparata dall’ARCI, da sottoporre all’approvazione degli Enti Locali in sostegno al diritto dell’autodeterminazione del popolo saharawi.

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I titoli

Yemen: La guerra dimenticata; 270 uccisi in un giorno.

Libia: Arrestati 600 migranti che protestavano davanti alla sede ACNUR chiusa da dicembre.

Sudan: Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU discuterà domani della crisi sudanese.

Egitto: Udienza a Roma per la verità sull’assassinio di Regeni.

Tunisia: Il sindacato UGTT attacca la politica economica del governo e le trattative segrete con il FMI.

Palestina occupata: Nuove costruzioni per i coloni a Gerusalemme Est.

Sahara Occidentale: Appello per la liberazione della militante Saharawi, Sultana Khaya.

Le notizie

Yemen

Infuriano le battaglie in Yemen, ma il mondo sembra non accoregersene. Secondo un comunicato delle milizie filo governative “Amaliqa”, sarebbe stata liberata tutta la provincia di Shabwa, nel centro del paese. L’aviazione saudita ha compiuto nelle ultime 24 ore 49 raids, infliggendo alle milizie Houthi – secondo il comunicato del Comando saudita – l’uccisione di 270 combattenti.

Libia

Secondo le organizzazioni di soccorso internazionali presenti a Tripoli, 600 migranti, in prevalenza dell’Africa sub-sahariana, sono stati arrestati ieri. Stavano svolgendo da mesi un presidio davanti all’ex centro dell’ACNUR, chiuso per protesta mesi fa, dopo la grande repressione che ha causato l’uccisione di un numero imprecisato di vittime. I migranti sono stati condotti nei centri di detenzione, gestiti dalle milizie che lucrano sulla sofferenza degli ultimi. Secondo testimoni oculari, le operazioni hanno provocato diversi feriti da arma da fuoco. Sono state incendiate le tende che erano state issate per passare la notte davanti alla sede chiusa dell’ONU.

Sudan

Gli incontri dell’inviato ONU, Perthes, cominciano oggi con i partiti, i sindacati e le diverse componenti sociali, per trovare una soluzione alla crisi nata in seguito al colpo di Stato del 25 ottobre. La coalizione “Forze per il Cambiamento e la Libertà”, che ha guidato la rivolta contro il dittatore Omar Bashir, ha espresso disponibilità condizionata all’incontro con il rappresentante dell’ONU: “Non accettiamo la permanenza dei militari al potere. Prima di ogni incontro, vogliamo sapere le proposte dell’inviato dell’ONU”. Perthes ha comunicato che il suo intento è quello di sentire le richieste delle varie parti sudanesi, prima di fare qualsiasi proposta. Nel frattempo non sono cessate le mobilitazioni. È stata annunciata un’altra grande manifestazione per la prossima domenica.     

Egitto

Si è svolto ieri a Roma un sit-in a piazzale Clodio in occasione della nuova udienza preliminare del processo Regeni. Presenti i genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni, accompagnati dall’avvocata Alessandra Ballerini, che hanno mostrato lo striscione giallo con scritto ‘Verità per Giulio Regeni’. Al presidio era presente anche il presidente dell’Fnsi Giuseppe Giulietti. Ieri, infatti, si è riaperto il procedimento, davanti a un nuovo gup, dopo la battuta d’arresto nell’udienza dello scorso 14 ottobre quando i giudici della Terza Corte d’Assise di Roma, chiamati a decidere sull’assenza in aula dei quattro 007 egiziani imputati, hanno dichiarato la nullità del decreto che disponeva il giudizio. Un’udienza che cade a pochi giorni dal sesto anniversario del rapimento di Giulio, con la Procura di Roma che ha portato avanti le indagini nonostante i depistaggi e le mancate risposte del Cairo alle richieste degli inquirenti italiani. (AdnKronos)

Tunisia

Il sindacato dei lavoratori UGTT ha messo in guardia il governo guidato da Najlaa Buden dall’applicare le proposte di austerità senza trattative sulle questioni sociali con il sindacato. Dopo che la presidenza del Consiglio ha diramato a tutti i ministeri il divieto di trattare con i sindacati senza un’autorizzazione scritta dalla Buden, le relazioni tra le parti si sono incrinate. In un intervento durante una riunione sindacale, il vice segretario dell’UGTT, Abdelkarim Jarad, ha definito queste misure come “violazione delle norme sulle relazioni sindacali”. Lo scontro più grave però riguarda le intenzioni del governo di andare alle trattative con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) senza discutere con il sindacato le proposte per ottenere un prestito di 4 miliardi di dollari, necessari per l’equilibrio del bilancio 2022.

Palestina occupata

Il Municipio di Gerusalemme ha approvato 5 progetti per la costruzione di 3557 unità abitative su terre palestinesi a Gerusalemme Est occupata. Il piano prevede la confisca di territori del comune di Betlemme e la privazione di diversi villaggi dei loro terreni agricoli, per la costruzione delle strade di collegamento che accerchiano ed isolano gli agglomerati abitati da palestinesi. Secondo l’urbanista palestinese, Khalil Tafkagi, questo piano era stato presentato nel 1990 da Ariel Sharon, quando era ministro allo Sviluppo abitativo.

Sahara Occidentale

Il gruppo della Sinistra Europea al Parlamento di Bruxelles ha pubblicato un comunicato di solidarietà con Sultana Khaya, presidente della “Lega per la difesa dei diritti umani e contro lo sfruttamento delle risorse naturali” in Boujdour, una città nel nord del Sahara Occidentale. Khaya è agli arresti domiciliari dal novembre 2020. Secondo Amnesty International e il rapporto speciale dell’ONU sui diritti umani, lei insieme alla sorella ed alla made hanno subìto diversi atti di violenza da parte delle forze di “sicurezza” marocchine.

Il comunicato del gruppo della Sinistra Europea (in inglese e spagnolo)

Approfondimenti

A fianco del popolo saharawi per il diritto all’autodeterminazione

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