Per la campagna di solidarietà con il popolo saharawi, l’ARCI ha preparato una bozza di Ordine del Giorno da sottoporre agli Enti Locali per la sua approvazione. Un invito ai nostri lettori che coprono incarichi politici e amministrativi di adoperarsi per la presentazione ed approvazione del documento nelle rispettive istituzioni e di renderlo pubblico ai mezzi d’informazione.

MOZIONE di SOLIDARIETA’ PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO SAHARAWI del Consiglio Comunale di…………

Premesso che:

Il Sahara Occidentale è stato sotto il dominio coloniale spagnolo dal 1884. 

Nel dicembre 1963 l’Assemblea Generale dell’ ONU ha aggiunto il Sahara Occidentale all’elenco dei Territori Non Autonomi, in attesa di decolonizzazione, a cui si applica la risoluzione 1514 (XV) sulla concessione dell’indipendenza ai paesi e ai popoli coloniali. 

 Tenuto conto che:

Da quando la Spagna si è ritirata dal territorio nel febbraio 1976, il Sahara Occidentale è diventato l’unico territorio non autonomo che non ha una potenza amministratrice riconosciuta a livello internazionale. È anche l’unico territorio non autonomo sotto occupazione militare illegale da parte di un paese terzo, il Regno del Marocco, che ha anche annesso illegalmente la maggior parte del Sahara Occidentale, mentre la Corte internazionale di giustizia, la Corte di giustizia dell’Unione europea e altri organi giudiziari hanno stabilito senza ambiguità che il Regno del Marocco non ha vincoli legali di sovranità sul Sahara Occidentale. 

Nel corso degli anni nel Sahara Occidentale la popolazione originaria è stata ora massicciamente superata in numero dalla migrazione di massa dei coloni sponsorizzata dall’occupante marocchino. Questa politica contravviene all’articolo 49 delle Quarta Convenzione di Ginevra ed è considerata un crimine contro l’umanità. 

Mentre il Fronte Polisario e il Regno del Marocco hanno firmato il piano di pace delle Nazioni Unite che ha avviato l’istituzione della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale nel 1991 (MINURSO), che avrebbe dovuto organizzare il referendum entro la fine del 1992, il Regno del Marocco non ha lesinato sforzi per ostacolare l’organizzazione di tale referendum. 

Il 13 novembre 2020, il Regno del Marocco ha rotto il cessate il fuoco del 1991, entrando nella zona cuscinetto di Guerguerat con veicoli militari pesanti al fine di disperdere una manifestazione pacifica di tre settimane di civili saharawi e garantire l’esportazione illegale di risorse naturali del Sahara Occidentale 

Preso atto che :

Su questi aspetti non c’è stata condanna da parte del Segretario Generale dell’ONU e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, così come si è assistito ad un atteggiamento del personale della MINURSO, che sembra essersi schierato dalla parte dell’occupante, piuttosto che proteggere le vittime, il popolo Saharawi. 

La politica di occupazione messa in atto dal Regno del Marocco nel Sahara occidentale per garantire lo sfruttamento delle sue risorse naturali è fonte di sistematiche e gravi violazioni di tutti i diritti umani fondamentali e delle norme del diritto internazionale umanitario, che godono di un’impunità inaccettabile. 

Considerato inoltre che :

Il 21 dicembre 2016, la Grand Chamber of the Court of Justice of the European Union (CJEU) ha stabilito che l’accordo di associazione e liberalizzazione tra l’UE e il Regno del Marocco non era applicabile al Sahara occidentale. Dopo aver sottolineato che il Fronte Polisario è stato riconosciuto dall’ONU come legittimo rappresentante del popolo Saharawi (§ 105), la (CJEU) ha ritenuto che il popolo del Sahara occidentale debba dare il proprio consenso preventivo, libero e informato affinché qualsiasi accordo internazionale sia applicabile a il territorio del Sahara occidentale e le sue risorse naturali (§ 106). 

Preso atto, allora :

Che sono queste le ragioni per cui la popolazione saharawi sta rispondendo alle continue vessazioni del Regno del Marocco e ha risposto con la mobilitazione armata nel passo di Guerguerat e scontri sulla linea del fronte più lunga del mondo: un muro di sabbia, o terrapieno, di 2.700 chilometri, costruito dall’esercito marocchino e disseminato di mine mentre il Regno del Marocco nega ufficialmente una ripresa del conflitto. 

Che all’inizio dell’anno il regno ha consentito a migliaia di migranti di arrivare a Ceuta, un’enclave spagnola, perché la Spagna aveva accolto Brahim Ghali, il leader del Polisario, che aveva bisogno di cure contro il covid-19. Il Marocco si è poi scontrato con la Germania per il suo “atteggiamento negativo” nei confronti del Sahara Occidentale. 

E’ Innegabile invece la guerra in atto che colpisce tutta la regione e che ha alimentato la tensione tra il Regno del Marocco e l’Algeria che da sempre ha sostenuto il Fronte Polisario, legittimo Rappresentante, riconosciuto dall’ONU. L’Algeria dal mese di agosto 2021 ha interrotto le relazioni diplomatico con Rabat, fermato le forniture di gas naturale che arrivano al regno attraverso il gasdotto tra il Maghreb e l’Europa. 

Nel mese di settembre il tribunale generale dell’Unione europea ha annullato gli accordi di pesca e agricoltura tra Bruxelles e Rabat perché includevano anche questo territorio. Nello scorso mese di ottobre il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha prolungato la, la missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale (Minurso), e ha chiesto la ripresa dei negoziati ed è stato nominato un nuovo inviato dell’Onu per il territorio, Staffan de Mistura. 

Considerato il contesto e le rivendicazioni promosse dal Fronte Polisario, senza dimenticare che nella sola provincia fiorentina sono stati attuati 38 patti di amicizia con le tendopoli saharawi, e che il Consiglio Provinciale dell’ Arci ha espresso piena solidarietà e vicinanza al Fronte del Polisario e alla popolazione Saharawi, che attende da 40 anni di poter esprimere il diritto internazionale all’autodeterminazione ed ha condannato fermamente la violenza e la repressione in corso in Marocco verso gli oppositori e difensori del diritto all’autodeterminazione saharawi   

I sottoscritti consiglieri comunali di……….impegnano il Sindaco e la Giunta

– a sostenere la causa al diritto dell’autodeterminazione, come chiesto anche dall’ ARCI fiorentina, oltre che intraprendere campagne di informazione e sensibilizzazione sul saccheggio delle risorse naturali del territorio del Sahara Occidentale, come evidenziato dalle sentenze emesse dal Tribunale dell’Unione Europea. 

– a promuovere iniziative nei territori in solidarietà con i movimenti associativi della Rete Saharawi e dei Movimenti in solidarietà con il Popolo saharawi: 

– a costruire percorsi di Solidarietà attiva con progettualità con la Rappresentanza del Fronte del Polisario in Italia, la Rete Saharawi e i movimenti di solidarietà: 

– a promuovere e/o partecipare alla mobilitazione europea e internazionale che chiede il rispetto dei diritti umani dei prigionieri politici saharawi nelle carceri del Regno del Marocco e l’interruzione di ogni forma di violazione dei diritti umani. 

– a promuovere la sensibilizzazione del Parlamento e del Governo italiano affinché prendano posizione al fianco della RASD e la sospensione dei rapporti diplomatici e commerciali tra l’Italia e il Regno del Marocco finché non verrà garantito il rispetto dei diritti umani e la concreta realizzazione del referendum autodeterminativo. 

– Chiedono, pertanto, che copia di questa mozione sia inviata al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Esteri ed al Presidente del Parlamento Europeo

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