Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

13 gennaio 2022

Rassegna anno III/n. 012

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Nella rubrica Approfondimenti pubblichiamo un articolo di Silvana Barbieri e Rosella Simone dal titolo: “La lotta del popolo curdo e le ambiguità dell’Unione Europea”.

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I titoli

Somalia: Un attentato terroristico all’aeroporto di Mogadiscio causa 9 morti.

Sudan: L’ONU sostiene il passaggio ad un governo civile e condanna gli attacchi della polizia ai presidii medici.

Sahara Occidentale: L’inviato speciale De Mistura arriva a Rabat per far ripartire il negoziato.

Tunisia: Il governo decide una nuova chiusura contro la diffusione del Covid, ma l’opposizione conferma la manifestazione di domani.

Algeria: Il Senato francese discute una legge per “le scuse” ai Harki, i soldati algerini che hanno combattuto contro l’FLN.

Palestina Occupata 1: I soldati israeliani picchiano a morte un 80enne e lo abbandonano senza soccorsi.

Palestina Occupata 2: Campagna di solidarietà con il regista Mohammed Bakri perseguitato dalla magistratura israeliana.

Qatar: Si inaugura oggi la 31esima edizione della Fiera del Libro.

Le notizie

Somalia

Un attentato nei pressi dell’aeroporto di Mogadiscio ha ucciso almeno 9 persone, tra i quali 5 agenti di sicurezza. Un’auto guidata da un suicida è esplosa al passaggio del convoglio di una delegazione straniera che stava recandosi all’aeroporto. Il gruppo Shabaab ha rivendicato l’attentato, mentre il governo si è limitato a dichiarare che l’atto terroristico è stato compiuto da un suicida.

Sudan

L’ONU sostiene il passaggio ad un governo civile e chiama tutte le parti politiche, sociali e militari ad intavolare trattative per mettere fine alle violenze contro le proteste pacifiche. Lo ha comunicato la missione per il Sudan UNITAMS (UN Integrated Transition Assistance Mission Sudan), forte del sostegno al suo lavoro da parte del Consiglio di Sicurezza. Al Palazzo di Vetro si è tenuta una riunione sulla situazione delicata della crisi sudanese, da tre mesi senza governo e con una repressione dei manifestanti senza precedenti. Il Consiglio sostiene gli sforzi dell’inviato Perthes per le trattative indirette tra le parti sudanesi. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), invece, ha espresso le sue preoccupazioni per gli attacchi da parte della polizia contro i presidii medici, con l’obiettivo di arrestare i manifestanti e terrorizzare il personale sanitario. L’OMS ha registrato 15 attacchi dal 25 ottobre.

Sono previste oggi altre manifestazioni contro la permanenza dei militari al potere. Malgrado la chiusura dei ponti e il blocco di Internet e la telefonia cellulare, i primi concentramenti sono iniziati all’alba di stamattina e si annunciano mobilitazioni massicce nei tre distretti urbani della capitale.

Il piano della coalizione delle “Forze del Cambiamento e la Libertà” è quello di formare un Consiglio legislativo nominato dalle forze politiche, per creare un’istituzione parallela a quella militare e avviare le consultazioni per un governo civile ombra, indipendente dall’influenza dei generali golpisti.  

Sahara Occidentale

È arrivato ieri a Rabat il neo inviato speciale ONU per la questione del Sahara Occidentale, Staffan De Mistura. È la prima visita nella regione da quando è stato nominato lo scorso ottobre. Non ha ottenuto dalle autorità marocchine l’autorizzazione a visitare la zona contesa con il Fronte Polisario. Il suo viaggio dovrebbe toccare Algeri e Nouakchot. La sua missione inizia mentre nella regione sono forti le tensioni tra Algeria e Marocco, arrivate alla rottura delle relazioni diplomatiche. De Mistura porta con sé la proposta della tavola rotonda, ma il presidente algerino Tabboune ha dichiarato che il suo paese non fa parte di questo contenzioso, che va risolto tra Rabat e il Fronte Polisario. Il Marocco ha occupato nel 1976 l’80% del territorio della Repubblica Saharawi e non intende riconoscere al popolo il diritto all’autodeterminazione, ma soltanto l’autonomia nel quadro del regno. Il Fronte Polisario rivendica un referendum per l’autodeterminazione, come prevede la risoluzione ONU che nel 1991 ha istituito la tregua.       

Tunisia

Il governo tunisino ha deciso una nuova chiusura notturna delle attività e il divieto dei concentramenti per il contrasto alla diffusione del Covid-19. La misura entra in vigore oggi e durerà una settimana e comprende anche il divieto di viaggio tra una città e l’altra, tranne che per i casi urgenti accertati. Il partito islamista Ennahda non ci sta e conferma la manifestazione contro il presidente Saied, programmata per venerdì 14 gennaio (caduta del regime di Ben Alì nel 2011). Un portavoce del partito ha definito il decreto come una mossa politica per vietare le manifestazioni.  

Algeria

Il Senato francese avvia oggi la discussione sulla legge per “le scuse” agli Harki algerini che hanno combattuto con la Francia contro il Fronte di Liberazione Nazionale. La legge è stata proposta a settembre dal presidente Macron ed è stata approvata a novembre dalla prima camera. Il colonialismo francese ha sfruttato i collaborazionisti, ma poi li ha scaricati, per ordini del gen. De Gaulle, al momento del ritiro dall’Algeria. Dei circa 200 mila Harki, soltanto 10 mila sono riusciti ad imbarcarsi con i soldati in ritirata sulle navi della Marina francese. Al loro arrivo in Francia sono stati relegati in campi chiusi, senza riconoscere loro pensioni di guerra. Quelli che sono rimasti in Algeria sono stati trattati da traditori, uccisi o linciati dalla folla. Attualmente i discendenti degli Harki in Francia sono 800 mila e non hanno il diritto di recarsi in Algeria.   

Palestina Occupata 1

Aveva 80 anni, Omar Asaad, di Jaljalia a nord di Ramalla, quando i soldati israeliani lo hanno fermato nella sua auto, mentre stava tornando a casa a mezzanotte tra martedì e mercoledì. Lo hanno fatto scendere, ammanettato e picchiato duramente e poi abbandonato a terra in una casa in costruzione. Altri lavoratori palestinesi sono stati fermati allo stesso posto di blocco all’alba di ieri ed hanno subito la stessa sorte. Quando gli abitanti del villaggio sono accorsi, al sentire le grida degli ammanettati, hanno constatato le gravi condizioni nelle quali era ridotto Asaad. Portato in ospedale, i medici non hanno potuto fare altro che constatare la sua morte, per i colpi inferti alla testa. Questa è la democrazia israeliana.

Palestina Occupata 2

“Il cavaliere di Jenin non è in solitudine”. È questo il titolo della campagna di solidarietà con il regista palestinese Mohammed Bakri, perseguitato dalla magistratura israeliana per il suo film del 2002 “Jenin…Jenin”, che documenta le atrocità dell’esercito di occupazione nella strage contro la popolazione del campo profughi compiuta nell’aprile dello stesso anno. (Per vedere il film in arabo con sottotitoli in inglese). Bakri è stato condannato nel gennaio del 2021 al pagamento di un indennizzo di 820 mila dollari ad un soldato israeliano apparso nel documentario. Il film è stato censurato in Israele per via giudiziaria. La campagna di solidarietà continuerà in tutta la Palestina storica ed all’estero, fino alla seduta del ricorso che il regista ha presentato contro la sentenza di primo grado.

Qatar

Viene inaugurata oggi la 31esima edizione della Fiera del Libro del Qatar. 37 nazioni e 430 case editrici partecipano fino al 22 di questo mese nel centro esposizioni di Doha. L’edizione di quest’anno ha un suo particolare significato simbolico, perché ricade nel 50esimo dalla sua fondazione. L’Italia partecipa con uno stand dedicato al libro per bambini, curato dalla Fiera del libro di Bologna.

Approfondimenti

La lotta del popolo curdo e le ambiguità dell’Unione Europea

Riconoscere i diritti fondamentali del popolo curdo e promuovere un processo di pace in Turchia e nel Medio oriente

di Silvana Barbieri e Rosella Simone

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