Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

09 aprile 2022. 

Rassegna anno III/n. 098

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45 giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Nessuna tregua temporanea e trattative tecniche ad oltranza. Un missile colpisce la stazione di Kramatorsk: oltre 50 sfollati uccisi. Zelensky in un discorso al Parlamento greco porta con sé due generali del battaglione nazista Azov, che elogiano l’alleato Erdogan.
Il 24 aprile Marcia della Pace Perugia-Assisi: “Fermatevi, la guerra è una follia!”.

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I titoli

Israele: Catturato ed ucciso l’attentatore palestinese di Tel Aviv. Sale a tre il numero delle vittime israeliane. La condanna del presidente Abbas.

Algeria: Un emiro jihadista catturato si pente e invita alla diserzione.

Iraq: Intercettato e distrutto un drone sulla base USA Ain Assad.

Iran: Gli USA non cancellano la Brigata Al-Quds dalla lista nera.

Tunisia: Altri 20 deputati saranno interrogati per la seduta online del Parlamento. Accuse gravi: “Complotto contro la sicurezza dello Stato”.

Etiopia: 100 minori non accompagnati riportati in patria dall’Arabia Saudita.

Le notizie

Israele

Caccia all’uomo in Israele e nei territori palestinesi occupati, in seguito all’attentato di Tel Aviv. L’assalitore palestinese è stato individuato all’alba di ieri a Jaffa ed è stato ucciso, secondo quanto affermato dal capo della polizia. Uno dei feriti è morto in ospedale, portando il numero totale delle vittime israeliane a 3.  Il presidente palestinese Abbas ha condannato l’azione che ha portato all’uccisione di civili. Il premier Bennett ha ordinato una serie di misure di sicurezza e ampliato il potere delle forze armate nei territori occupati. Il valico di Hanina, nei pressi di Jenin è stato chiuso e il ministro della difesa ha ordinato la chiusura di tutti i passaggi nel muro di separazione, usati normalmente dai lavoratori palestinesi che lavorano illegalmente in Israele.

Algeria

Anche i jihadisti si pentono. Betteib Yussouf, noto come Ossama Abu-Sufian Nighassi, emiro del gruppo di Al Qaeda nell’est algerino racconta in un video trasmesso dalla TV algerina la sua storia personale di jihadista, dagli inizi degli anni novanta nel GIA e poi la sua adesione al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, con Hassan Hattab. Cita tutti i capi delle formazioni jihaidste alle quali ha aderito e i diversi ruoli assunti al fianco del capo Droukdel, fino al 2018. Negli ultimi anni si è dato alla macchia nelle zone montagnose dell’est algerino, riparando anche in territorio tunisino, per sfuggire agli inseguimenti dell’esercito. Gli è stata assegnata una missione da svolgere in Libia nel 2013, ma non ha potuto compierla ed è stata affidata ad altri, “per contatti e per fornitura di armi”.

Descrive la battaglia ingaggiata con l’esercito a metà febbraio e la loro ritirata dopo aver perso metà del gruppo. In sette più uno ferito si sono nascosti in una grotta naturale cibandosi di erba. A metà marzo sono stati scoperti dall’esercito che li ha assediati e intimati alla resa. Si sono consegnati in cambio della vita salva.

In fondo al messaggio dice che si è pentito. Ha perso gli anni migliori della sua vita. Se tornasse indietro non farebbe la stessa scelta. Fa un appello a tutti i giovani di non seguire il loro esempio e a tutti gli armati di abbandonare “perché siamo sulla strada sbagliata”. Invita i capi di AQIM ad “esonerare i fratelli combattenti da questo compito ingrato, perché non porta da nessuna parte”. Elogia il comportamento dei soldati che li hanno catturati. “Ci hanno trattato bene, ci hanno rifocillato dividendo con noi il poco cibo che avevano con sé. Non hanno usato contro di noi nessun tipo di violenza, né fisica né psicologica”.

Iraq

Le difese anti aeree delle truppe USA nella base di Ain Al-Assad hanno intercettato e abbattuto un drone imbottito di esplosivo. Lo hanno riferito fonti della sicurezza irachena. Le truppe statunitensi in Iraq sono state obiettivo di numerosi attacchi con razzi e droni, in seguito all’assassinio del generale iraniano Soleimani all’aeroporto di Baghdad, nel gennaio 2000. Ufficialmente le truppe Usa hanno lasciato il territorio iracheno il 31 dicembre 2021, ma in realtà sono rimaste nelle loro basi sotto la copertura di consulenti e addestratori. Con il pretesto della presenza militare USA sul territorio iracheno, le milizie Hashd Shaabi rifiutano la consegna delle armi pesanti all’esercito.

Iran

Il Pentagono è contrario alla rimozione delle Brigate Al-Quds dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche. L’orientamento è condiviso dall’amministrazione Biden, secondo la portavoce del Dipartimento di Stato. La misura è stata introdotta dall’amministrazione Trump e la sua rimozione è rivendicata da Teheran, come una delle condizioni per il ritorno all’accordo per il nucleare iraniano.

Tunisia

Si inasprisce lo scontro tra gli esponenti dei partiti dell’opposizione e il presidente Saied. La procura, su denuncia del Ministero della Giustizia, ha convocato altri 20 ex deputati, per la loro partecipazione alla seduta online del Parlamento, convocata qualche giorno fa. I deputati hanno votato la cancellazione delle misure d’emergenza imposte dal decreto presidenziale del 25 luglio 2021. L’accusa rivolta loro è gravissima, “complotto contro la sicurezza dello Stato”, che prevede la pena capitale.

Etiopia

Il governo di Addis Abeba ha riportato in Etiopia 100 minorenni non accompagnati, che erano fermati in Arabia Saudita per ingresso illegale nel regno. Nella scorsa settimana sono stati rimpatriati dall’Arabia Saudita 5000 lavoratori senza permesso di soggiorno e altri 5000 sono in attesa di espulsione. Oltre all’emergenza profughi per la guerra civile, si aggiunge questa ondata di espulsioni dei lavoratori migranti intrapresa da Riad. Secondo le testimonianze degli arrivati all’aeroporto di Addis Abeba, le condizioni di prigionia che hanno subito sono durissime, “ammassati in androni senza materassi e con un solo pasto al giorno”.

Approfondimento

Voci sulla guerra

Riprendiamo due articoli dall’Ucraina e dalla Russia. Non è neutralità o equidistanza, ma ricerca di comprendere ascoltando, perché la guerra è orrore e anche propaganda. Per non fare gli utili idioti, dobbiamo capire. Il primo articolo è un’intervista ad un sociologo ucraino e l’altro è una dichiarazione degli anarchici russi.

Approfondimento

6 APRILE 2022: IN RICORDO DI GIOVANNI SARUBBI  

Echi dalla stampa araba n. 14

Da Al-Arabi Al-Jadeed (Il Nuovo Arabo)

Sette anni di guerra in Yemen:

una svolta decisiva per le sorti della pace.

Di Zakaria al-Kamaly

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